Domenica 26 aprile 2015
6^ GIORNATA MARIANA

Particolare di una vetrata del nuovo Santuario

La figura di Maria nel mistero della Pasqua

Programma

  • Ore 10.30 Accoglienza davanti alla Torre del Primo Miracolo e “Liturgia della soglia”
  • Ore 11.00 Nella Sala vicino al Laghetto, lato C, Presentazione del tema della giornata e visita alla mostra “Vedute dell’antico Santuario”
  • Ore 12.00 Santa Messa nel nuovo Santuario
  • Ore 13.00 Pranzo nella Sala vicino al Laghetto, lato A e B. Nel pomeriggio visita guidata.

Iscrizioni entro il 21 aprile (Natale di Roma) presso gli Uffici per la PROMOZIONE MARIANA (vicino all’ingresso della Cripta) e presso i responsabili dei gruppi dei volontari del Santuario e della Parrocchia.
L’offerta di euro 5,00 comprende anche il pranzo e si consegna al momento dell’iscrizione.
Informazioni tel. 06.71351328
Ave Maria!




Domenica 19 aprile 2015
XII Festa di Primavera

Domenica 19 aprile 2015: XII Festa di Primavera. Nella foto S. E. Mons. Galantino, Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana e Mons. Pietro Bongiovanni, Parroco Rettore del Santuario del Divino Amore.

Ricco programma per la consueta Festa di Primavera: Santa Messa solenne al nuovo Santuario celebrata da S.E. Mons. Galantino, Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana. Processione dell'immagine della Madonna. Benedizione dei pascoli, dei campi e degli animali. Atto di affidamento alla Madonna davanti alla Torre del Primo Miracolo.


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29 marzo 2015
Domenica delle Palme

Domenica 29 marzo 2015, Domenica delle Palme: dalla grotta di Lourdes, dopo la benedizione delle palme, è partita la processione verso la Chiesa Parrocchiale della Santa Famiglia dove Don Fabrizio ha officiato la Santa Messa. Davanti al Santuario antico alla benedizione delle palme, impartita dal Parroco Rettore Mons. Pietro Bongiovanni, ha fatto seguito la processione fino al nuovo Santuario, dove Don Patrizio ha officiato la Santa Messa.

Dalla grotta di Lourdes, dopo la benedizione delle palme, è partita la processione verso la Chiesa Parrocchiale della Santa Famiglia dove Don Fabrizio ha officiato la Santa Messa.

Davanti al Santuario antico alla benedizione delle palme, impartita dal Parroco Rettore Mons. Pietro Bongiovanni, ha fatto seguito la processione fino al nuovo Santuario, dove Don Patrizio ha officiato la Santa Messa.


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4 aprile 2015, Sabato Santo
Veglia di Pasqua

4 aprile 2015, Sabato Santo: Veglia Pasquale officiata da Monsignor Filippo Iannone, iniziata con la benedizione del fuoco e la preparazione del cero sulla soglia del Nuovo Santuario.

La solenne Veglia Pasquale, officiata da Sua Eccellenza Monsignor Filippo Iannone, è iniziata con la benedizione del fuoco e la preparazione del cero sulla soglia del Nuovo Santuario.


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Aprile 2015

Processione con l'icona della Madonna del Divino Amore durante la Festa di Primavera

RICORRENZE

3 aprile, Venerdì Santo: Ore 21.00 Sacra Rappresentazione della Via Crucis ispirata alla Sindone.

Sabato 11 aprile ore 24 Primo Pellegrinaggio notturno a piedi da Roma al Santuario.

Domenica 19 aprile: XII Festa di Primavera
Processione dell'immagine della Madonna.
Benedizione dei pascoli, dei campi e degli animali.

Sabato 25 aprile: Festa del I° Miracolo della Madonna del Divino Amore (1740)
Raduno degli ex-alunni del Santuario e Festa di Primavera.




Adorazione Eucaristica Perpetua
programma delle catechesi 2014/15

Adorazione Eucaristica Perpetua

Ciclo di incontri gruppo adoratori

Orario incontri: un sabato al mese, dalle ore 15.00 alle ore 16.00, novembre – maggio.
Luogo degli incontri: Chiesa Sacra Famiglia, Largo Don Umberto Terenzi (sotto la nuova sede dell’Hotel Divino Amore).
Tema dell’anno pastorale 2014/15: L’atto di adorazione, nella tradizione biblica e nell’esperienza spirituale cristiana.


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S. ROSARIO




Dal Seminario del Divino Amore

I seminaristi dei Seminari della Diocesi di Roma durante il convegno. Sulla destra il gruppo dei seminaristi del Seminario
della Madonna del Divino Amore

Si Ricomincia …

L’ordinazione sacerdotale di Don Prakash e Don Sijo, è stato il più importante evento dell'anno accademico passato. Dopo la vendemmia si prepara la vigna del Signore perché sia rigogliosa e porti buoni frutti. Con il convegno dei seminaristi romani a Sacrofano è iniziato il nuovo anno formativo del nostro seminario. I nuovi media: sfide, opportunità e pericoli già nel tempo della formazione in vista di una identità sacerdotale autentica, è stato il tema del convegno. Sono intervenuti diversi esperti da varie università ecclesiastiche.
E' emerso con chiarezza che il mondo della comunicazione, le innovazione tecnologiche sono preziosi nella formazione e nell’evangelizzazione ma il più efficace rimane sempre il metodo di Gesù: stare in mezzo alle gente. D’altronde la trasmissione della fede in maniera virtuale corre il rischio di privare i pastori dell “odore delle pecore”, come dice Papa Francesco.
All' incontro hanno partecipato 125 seminaristi circa, i formatori dei seminari della Diocesi di Roma, il Cardinal Vicario Sua Eminenza Agostino Vallini e il Vicegerente Sua Eccellenza Fillipo Iannone. Sono stati giorni molto intensi e coinvolgenti: gruppi di lavori, confronto con i relatori, con i formatori e con il Cardinal Vicario e il Vicegerente. Al di là del fascino del tema, il convegno è stato per i seminaristi un' occasione importante per conoscersi fra di loro poiché si formano in quattro luoghi diversi.
La comunità del nostro Seminario con una celebrazione Eucaristica ha manifestato la sua gratitudine a Don Domenico Parrotta, che dopo sette anni di servizio come vice rettore ha assunto un altro incarico pastorale nel Santuario. Il nuovo vice rettore è Don Fidel Medina, colombiano, con diversi anni di esperienza come parroco e vicario parrocchiale. A Don Fidel auguri di buon lavoro!
Ringraziamo il Padrone della vigna, che continua a chiamare nuovi operai, per i sei giovani che iniziano il loro cammino vocazionale con l’anno propedeutico. Sono ragazzi che hanno accettato la grande sfida della chiamata alla sequela del Signore, dopo aver completato studi universitari e dopo un’esperienza nel mondo del lavoro. A loro auguriamo un buon cammino.
Chiediamo a voi, carissimi devoti e pellegrini del Santuario della Madonna del Divino Amore, di essere vicini a questi fratelli sostenendo loro con la preghiera.
La preghiera potrà aiutare anche tanti giovani che fingono di non aver sentito o che hanno paura di rispondere alla chiamata del Signore, sarà per loro una luce e uno stimolo per non temere di fidarsi di chi possiede il segreto della felicità, cioè di una vita pienamente realizzata posta nelle mani del Signore.

Don Vincent Pallipadan
Rettore del Seminario


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Venerdì 1 maggio 2015
Omaggio alla Madonna del Divino Amore

Venerdì 1 maggio 2015: Omaggio alla Madonna del Divino Amore

Programma

» Ore 10.00 SANTO ROSARIO
presso l'Antico Santuario
PROCESSIONE
fino al Nuovo Santuario
» Ore 11.00 SANTA MESSA SOLENNE
celebrata da Mons. Piestro Bongiovanni
» a seguire PROCESSIONE nei campi e BENEDIZIONE alle famiglie
Per informazioni Ufficio Parrocchiale tel. 06.71.35.18
Scarica la locandina con il programma dettagliato in formato pdf Scarica la locandina





25 aprile
Festa del Primo Miracolo

Mosaico di ceramica raffigurante la scena del primo miracolo

Nel 1740 a Castel di Leva: storia del primo miracolo

È un giorno di primavera del 1740. Un viandante, probabilmente un pellegrino diretto a San Pietro, si smarrisce per quegli squallidi e deserti sentieri di campagna nei pressi di Castel di Leva, una dozzina di chilometri a sud dell’Urbe. Nell’aria si avverte intenso l’odore della camomilla e del finocchio selvatico. Ma a quel tempo l’agro romano non doveva apparire particolarmente attraente. Tanto da fare una pessima impressione, sul finire di quello stesso secolo, anche al celebre letterato Vittorio Alfieri: «...vuota, insalubre region che Stato ti vai nomando, Aridi campi incolti squallidi oppressi estenuanti volti». E il poeta dialettale Gioacchino Belli, qualche anno più tardi, così gli avrebbe fatto eco: «...Fà dieci mija e nun vedè nà fronna! Imbatte ammalappena in quarche scojo! Dappertutto un silenzio come n’ojo».
Si trattava di vaste estensioni incolte, punteggiate di qualche antico rudere, aride d’estate e buone solo per il pascolo delle pecore d’inverno. I pastori e i contadini, che vi passavano alcuni giorni per la raccolta del fieno, evitavano di abitarvi stabilmente anche a causa della malaria.
La Torre del Primo miracolo in una foto d'epoca Smarrirsi per quelle terre, pertanto, non doveva essere proprio così piacevole. Allo stesso modo affrontare un pellegrinaggio per pregare sulla tomba dell’apostolo Pietro non doveva precisamente assomigliare a quella che oggi noi siamo abituati a chiamare una scampagnata. Alla fatica del cammino e all’asprezza delle intemperie cui si era esposti, si aggiungeva il rischio di cadere vittima in qualche imboscata tesa da briganti e banditi.
Avendo però scorto alcuni casali e un castello diroccato in cima ad una collina, il viandante vi si dirige di buon passo nella speranza di ottenere qualche informazione utile per rimettersi sulla giusta strada.
Ma proprio mentre sta per fare ingresso nel castello viene assalito da una muta di cani rabbiosi. Le belve inferocite lo circondano e sembrano non offrirgli via di scampo. Impaurito, anzi letteralmente terrorizzato, il poveretto alza lo sguardo e si accorge che sulla torre, c’è un’immagine sacra. È la Vergine con il Bambino, sovrastata dalla colomba dello Spirito Santo, che è il Divino Amore. Come un naufrago che si aggrappa alla sua scialuppa, con tutta la forza di cui è capace, urla: «Madonna mia, grazia!». Il mosaico di ceramica raffigurante la scena del primo miracolo
È un attimo. Le bestie, che ormai gli sono addosso, di colpo si fermano. Sembra quasi che obbediscano mansuete ad un ordine misterioso.
Al richiamo di quell’urlo disperato i pastori che sono nei pressi accorrono e, dopo avere ascoltato quell’incredibile racconto, rimettono il pellegrino sulla strada per Roma. Di quell’uomo non si saprà mai il nome. Sappiamo con certezza, invece, che non stette zitto, ma raccontò per filo e per segno tutto quello che gli era accaduto a chiunque incontrasse o dovunque andasse. Tanto che quel luogo, Castel di Leva, come riportano le cronache del tempo, divenne assai famoso: «Non si distingueva più il giorno dalla notte e continuamente era un accorrere di pellegrini sempre più devoti e numerosi, che ricevevano numerose grazie».




Mercoledì 22 aprile 2015
Udienza Generale di Papa Francesco

Papa Francesco

Catechesi del Santo Padre

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
nella precedente catechesi sulla famiglia, mi sono soffermato sul primo racconto della creazione dell’essere umano, nel primo capitolo della Genesi, dove sta scritto: «Dio creò l’uomo a sua immagine: a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò» (1,27).
Oggi vorrei completare la riflessione con il secondo racconto, che troviamo nel secondo capitolo. Qui leggiamo che il Signore, dopo aver creato il cielo e la terra, «plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente» (2,7). E’ il culmine della creazione. Ma manca qualcosa: poi Dio pone l’uomo in un bellissimo giardino perché lo coltivi e lo custodisca (cfr 2,15).
Lo Spirito Santo, che ha ispirato tutta la Bibbia, suggerisce per un momento l’immagine dell’uomo solo - gli manca qualcosa -, senza la donna. E suggerisce il pensiero di Dio, quasi il sentimento di Dio che lo guarda, che osserva Adamo solo nel giardino: è libero, è signore,… ma è solo. E Dio vede che questo «non è bene»: è come una mancanza di comunione, gli manca una comunione, una mancanza di pienezza. «Non è bene» – dice Dio – e aggiunge: «voglio fargli un aiuto che gli corrisponda» (2,18).
Allora Dio presenta all’uomo tutti gli animali; l’uomo dà ad ognuno di essi il suo nome – e questa è un’altra immagine della signoria dell’uomo sul creato –, ma non trova in alcun animale l’altro simile a sé. L’uomo continua solo. Quando finalmente Dio presenta la donna, l’uomo riconosce esultante che quella creatura, e solo quella, è parte di lui: «osso dalle mie ossa, carne dalla mia carne» (2,23). Finalmente c’è un rispecchiamento, una reciprocità. Quando una persona – è un esempio per capire bene questo – vuole dare la mano a un’altra, deve averla davanti a sé: se uno dà la mano e non ha nessuno la mano rimane lì….., gli manca la reciprocità. Così era l’uomo, gli mancava qualcosa per arrivare alla sua pienezza, gli mancava la reciprocità. La donna non è una “replica” dell’uomo; viene direttamente dal gesto creatore di Dio. L’immagine della “costola” non esprime affatto inferiorità o subordinazione, ma, al contrario, che uomo e donna sono della stessa sostanza e sono complementari e che hanno anche questa reciprocità. E il fatto che – sempre nella parabola – Dio plasmi la donna mentre l’uomo dorme, sottolinea proprio che lei non è in alcun modo una creatura dell’uomo, ma di Dio. Suggerisce anche un’altra cosa: per trovare la donna - e possiamo dire per trovare l’amore nella donna -, l’uomo prima deve sognarla e poi la trova.
La fiducia di Dio nell’uomo e nella donna, ai quali affida la terra, è generosa, diretta, e piena. Si fida di loro. Ma ecco che il maligno introduce nella loro mente il sospetto, l’incredulità, la sfiducia. E infine, arriva la disobbedienza al comandamento che li proteggeva. Cadono in quel delirio di onnipotenza che inquina tutto e distrugge l’armonia. Anche noi lo sentiamo dentro di noi tante, volte, tutti.
Il peccato genera diffidenza e divisione fra l’uomo e la donna. Il loro rapporto verrà insidiato da mille forme di prevaricazione e di assoggettamento, di seduzione ingannevole e di prepotenza umiliante, fino a quelle più drammatiche e violente. La storia ne porta le tracce. Pensiamo, ad esempio, agli eccessi negativi delle culture patriarcali. Pensiamo alle molteplici forme di maschilismo dove la donna era considerata di seconda classe. Pensiamo alla strumentalizzazione e mercificazione del corpo femminile nell’attuale cultura mediatica. Ma pensiamo anche alla recente epidemia di sfiducia, di scetticismo, e persino di ostilità che si diffonde nella nostra cultura – in particolare a partire da una comprensibile diffidenza delle donne – riguardo ad un’alleanza fra uomo e donna che sia capace, al tempo stesso, di affinare l’intimità della comunione e di custodire la dignità della differenza.
Se non troviamo un soprassalto di simpatia per questa alleanza, capace di porre le nuove generazioni al riparo dalla sfiducia e dall’indifferenza, i figli verranno al mondo sempre più sradicati da essa fin dal grembo materno. La svalutazione sociale per l’alleanza stabile e generativa dell’uomo e della donna è certamente una perdita per tutti. Dobbiamo riportare in onore il matrimonio e la famiglia! La Bibbia dice una cosa bella: l’uomo trova la donna, si incontrano e l’uomo deve lasciare qualcosa per trovarla pienamente. Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre per andare da lei. E’ bello! Questo significa incominciare una nuova strada. L’uomo è tutto per la donna e la donna è tutta per l’uomo.
La custodia di questa alleanza dell’uomo e della donna, anche se peccatori e feriti, confusi e umiliati, sfiduciati e incerti, è dunque per noi credenti una vocazione impegnativa e appassionante, nella condizione odierna. Lo stesso racconto della creazione e del peccato, nel suo finale, ce ne consegna un’icona bellissima: «Il Signore Dio fece all’uomo e a sua moglie tuniche di pelle e li vestì» (Gen 3,21). E’ un’immagine di tenerezza verso quella coppia peccatrice che ci lascia a bocca aperta: la tenerezza di Dio per l’uomo e per la donna! E’ un’immagine di custodia paterna della coppia umana. Dio stesso cura e protegge il suo capolavoro.




Ripartono i pellegrinaggi notturni a piedi
da Roma al Santuario

Davanti al Mausoleo delle Fosse Ardeatine, ogni domenica mattina alle ore una, da Pasqua alla fine di ottobre, i numerosi pellegrini che vanno al Divino Amore, sostano in preghiera per tutte le vittime della violenza e del terrorismo.

Sabato 11 aprile 2015 alle ore 24.00 è partito il primo pellegrinaggio notturno a piedi della nuova stagione.
Il pellegrinaggio notturno a piedi si tiene ogni sabato, dal primo dopo Pasqua all’ultimo di ottobre con partenza a mezza notte da Roma, Piazza di Porta Capena, e arrivo alle ore 5 della domenica al Santuario.
Oltre ai pellegrinaggi del sabato ne sono previsti due straordinari: il 14 agosto, vigilia dell'Assunzione di Maria SS.ma, ed il 7 dicembre, vigilia dell'Immacolata Concezione.
I pellegrini della notte percorrono la Via Appia Antica fino al Quo Vadis, quindi la Via Ardeatina, passando sopra le Catacombe di San Callisto e davanti al Mausoleo delle Fosse Ardeatine; essi portano ai piedi della Vergine, insieme alle proprie intenzioni, anche le necessità, le speranze della città eterna e la missione della Chiesa di Roma.

Per partecipare non occorre prenotazione.




LA NUOVA SEDE DELL'HOTEL
DIVINO AMORE CASA DEL PELLEGRINO

Hotel Divino Amore Casa del Pellegrino Hotel Divino Amore Casa del Pellegrino Hotel Divino Amore Casa del Pellegrino Hotel Divino Amore Casa del Pellegrino Hotel Divino Amore Casa del Pellegrino Hotel Divino Amore Casa del Pellegrino Hotel Divino Amore Casa del Pellegrino Hotel Divino Amore Casa del Pellegrino Hotel Divino Amore Casa del Pellegrino Hotel Divino Amore Casa del Pellegrino Hotel Divino Amore Casa del Pellegrino Hotel Divino Amore Casa del Pellegrino Hotel Divino Amore Casa del Pellegrino Hotel Divino Amore Casa del Pellegrino Hotel Divino Amore Casa del Pellegrino Hotel Divino Amore Casa del Pellegrino

Al fine di accogliere meglio i propri ospiti e di garantire loro dei piacevoli periodi di riposo e spiritualità, dal 7 luglio 2014 l'Hotel Divino Amore Casa del Pellegrino è stato trasferito nella sua nuova sede, a due passi dal Santuario.
La nuova struttura, immersa nel verde, ha stanze di ampia metratura, finemente rifinite, tutte con balcone, aria condizionata e rivestite con parquet.




CAVALIERI E ANCELLE PER LA MADONNA

Cavalieri e Ancelle per la Madonna

PER TE GIOVANE (dai 18 anni in su)
PER TE SIGNORINA (dai 18 anni in su)

DESIDERI DIVENTARE
"CAVALIERE" O "ANCELLA"
DELLA MADONNA DEL DIVINO AMORE?


Telefona al 333.9889358, ti risponderà con gioia don Giorgio, "Figlio della Madonna del Divino Amore". Ti dirà come diventarlo.



Dialoghi spirituali con Maria

DIALOGHI SPIRITUALI CON MARIA

MARIA TI ASCOLTA!

Informiamo tutti gli Amici del Santuario del Divino Amore che da lunedì 2 dicembre 2013 è disponibile la nuova casella di posta elettronica:

mariatiascolta@santuariodivinoamore.it

Apri il tuo cuore alla Madonna del Divino Amore, scrivile e Lei farà sentire il Suo amore per te.

 453  Amici

hanno già contattato Mariatiascolta

Nota: Tutti i messaggi sono privati e personali e saranno trattati con totale e doverosa riservatezza in osservanza del D.lgs. n.196/03.



Visite guidate

Una delle vetrate artistiche del nuovo Santuario del Divino Amore

ALLA SCOPERTA DEL SANTUARIO DELLA MADONNA DEL DIVINO AMORE

“Fa o Madre nostra che nessuno passi mai da questo Santuario senza ricevere nel cuore la consolante certezza del Divino Amore” Giovanni Paolo II

Il Santuario della Madonna del Divino Amore propone ai pellegrini che lo desiderano visite guidate alla scoperta della bellezza del luogo lungo un itinerario che si snoda tra storia e arte, fede e cultura.

Tappe:

  1. L’ Antico Santuario
  2. La Rassegna Mariana e la Mostra sulla Sacra Sindone
  3. La Cripta: Don Umberto Terenzi e i coniugi Luigi e Maria Beltrame Quattrocchi
  4. La Torre del Primo Miracolo e il pellegrino viandante.
  5. La salvezza di Roma, il voto dei romani e il Nuovo Santuario.

Info e Prenotazioni:
Ufficio parrocchiale: tel. 06.713518
L’appuntamento per l’inizio delle visite è nel piazzale antistante l’Antico Santuario.





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Santuario della Madonna del Divino Amore - Via del Santuario 10 - 00134 ROMA - tel. 06.713518 - fax 06.71353304