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Lettere del Parroco-Rettore





Divino Amore, luglio 2007

Carissimi amici “Internauti” e devoti del Santuario,
con il nostro bollettino vi facciamo visita e vi portiamo le notizie del Santuario dove crescono le opere destinate alla preghiera e alla carità.

Il santuario è il luogo per eccellenza della preghiera, anzi affermava Paolo VI che nei santuari può accadere che anche chi non avesse mai pregato potrebbe sentire salire dal suo cuore una preghiera che affiora fino alle labbra. Benedetto XVI ha detto, ricordando le sue visite al nostro Santuario affermava: “So che è il Santuario mariano più amato dai romani. Io stesso, quando sono venuto diverse volte nel Santuario antico, ho fatto esperienza di questa pietà secolare. Si sente la presenza della preghiera di generazioni e si tocca quasi con mano la presenza materna della Madonna. Si può realmente vivere un incontro con la devozione mariana dei secoli, con i desideri, le necessità, i bisogni, le sofferenze, anche le gioie delle generazioni nell'incontro con Maria. Così questo Santuario, al quale vengono le persone con le loro speranze, questioni, domande, sofferenze, è un fatto essenziale per la Diocesi di Roma”.

L’esempio della preghiera degli umili, le solenni liturgie della Chiesa coinvolgono e fanno sentire il gusto e la necessità della preghiera, che ci unisce a Dio e ci fa sperimentare la gioia della comunione con lui, ci illumina e ci guida nel nostro cammino.

Aveva ben profetato il servo di Dio Don Umberto Terenzi: non ci deve essere un Santuario senza un’opera di carità!

I Santuari sono i luoghi che provocano la carità. In essi Dio manifesta la sua misericordia, dona le sue grazie con larghezza e infonde nei nostri cuori il senso vero del bene che possiamo e dobbiamo fare ai nostri fratelli.

Nei Santuari si riceve la carità e si è invitati alla carità, in particolare quando si vedono le opere che sono sotto gli occhi di tutti e che vanno avanti soltanto con l’aiuto della divina provvidenza, che si serve di ogni goccia di amore e di bontà per fare grandi cose.

Maria santissima, donna della carità, è l’ispiratrice delle nostre scelte, Lei ha sempre avuto un atteggiamento di umile servizio e di amore disinteressato per chi si trova nel bisogno. Essa ha appena conosciuto dall’angelo lo stato della sua parente Elisabetta e subito si mette in viaggio verso la montagna e raggiunge in fretta una città di Giudea. Chi, se non Gesù che portava in grembo la spingeva, la spronava, la ispirava ad un atteggiamento di servizio generoso verso gli altri? E alle nozze di Cana non fu la carità a spingere Maria a presentare a Gesù la situazione degli sposi rimasti senza vino e ad invitare i servi a fare quello che avrebbe detto Gesù?

La preghiera e la carità non possono andare in vacanza! Forse le vacanze possono offrirci più tempo e maggiore serenità nei rapporti con Dio e con il prossimo.

Ave Maria!

Vostro nel Divino Amore
Don Pasquale Silla
Rettore Parroco


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Divino Amore, ottobre 2007

Carissimi amici “Internauti” e devoti del Santuario,
è con profonda gioia che accogliamo tutti voi fra le pagine rinnovate e arricchite del nuovo sito Internet del Divino Amore, una sorta di “dimora virtuale” della Beata Vergine Maria che ci auguriamo di aver reso ancora più spaziosa, accogliente ed interessante.

E’ stata nostra premura, infatti, evolvere il sito da semplice mezzo divulgativo delle realtà legate al Santuario a strumento da “utilizzare” nel percorso di fede quotidiano permettendo di inviare, per esempio, preghiere e testimonianze alla Madonna, di leggere e meditare il Vangelo del giorno, recitare il Santo Rosario

Sarà possibile inoltre iscriversi alla newsletter con la conseguente possibilità di ricevere periodicamente nella propria casella di posta elettronica tutte le novità del Santuario, riguardanti anche le varie attività benefiche che intorno ad esso si svolgono, ed esserne così maggiormente coinvolti e partecipi.

Numerosi sono inoltre i contenuti speciali cui abbiamo voluto conferire rilevanza sperando di corrispondere sempre di più e sempre meglio al motto del Servo di Dio Don Umberto Terenzi, primo rettore e parroco del Santuario: “Conoscere e far conoscere, amare e far amare la Madonna”. E infatti questo formidabile strumento ci offre la preziosa opportunità di portare la Beata Vergine Maria nelle vostre case e, al tempo stesso, di essere ancora più vicini, in Cristo Gesù, a quanti vorranno affidarsi alle nostre preghiere.

L’importanza del World Wide Web nel diffondere la Parola di Dio è stata mirabilmente spiegata da Giovanni Paolo II nel Messaggio per la XXXVI Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali (2002) dal titolo "Internet: un nuovo Forum per proclamare il Vangelo", nel quale invitava tutti noi alla riflessione sottolineando come «Internet permette a miliardi di immagini di apparire su milioni di schermi in tutto il mondo. Da questa galassia di immagini e suoni, emergerà il volto di Cristo? Si udirà la sua voce? Perché solo quando si vedrà il Suo Volto e si udirà la Sua voce, il mondo conoscerà la "buona notizia" della nostra redenzione. Questo è il fine dell'evangelizzazione e questo farà di Internet uno spazio umano autentico, perché se non c'è spazio per Cristo, non c'è spazio per l'uomo. In questa Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, esorto tutta la Chiesa a varcare coraggiosamente questa nuova soglia, per "prendere il largo" nella Rete, cosicché, ora come in passato, il grande impegno del Vangelo e della cultura possa mostrare al mondo "la gloria divina che rifulge sul volto di Cristo" (2 Cor 4, 6). Che il Signore benedica tutti coloro che operano a questo fine».

Con queste parole nel cuore, auspichiamo che ciascun “Internauta”, soprattutto i malati, i detenuti, quanti sperimentano la prova della solitudine e dello sconforto, possano compiere ogni giorno un gioioso “pellegrinaggio virtuale” sulle strade della Rete che li porti ad incontrare Maria e, con Lei, suo Figlio Gesù, nostro salvatore.

Ave Maria!

Vostro nel Divino Amore
Don Pasquale Silla
Rettore Parroco


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Divino Amore, 28 novembre 2007

Carissimi amici “Internauti” e devoti del Santuario,

Il Pellegrinaggio di quest’anno è dedicato in particolare alla pace in Medio Oriente.

A Roma, il Pellegrinaggio notturno, che parte da Piazza di Porta Capena, il 7 dicembre a mezzanotte, e giunge al Divino Amore all’alba dell’8 dicembre, apre le celebrazioni romane per l’Immacolata, che culmineranno con la visita del Santo Padre Benedetto XVI a Piazza di Spagna.

Il Pellegrinaggio, che si svolge nella notte, ha sempre un fascino spirituale molto forte. Nel luogo della partenza sono evidenti i segni di Roma antica e di quella moderna, dove sembra quasi di percepire la vitalità delle radici cristiane, dalle quali si può attingere ancora nuova linfa.

Molti fedeli vengono di proposito a Roma anche da molto lontano, per partecipare a questa forma di pietà popolare. Il Comune di Roma ha voluto dedicare alla Madonna del Divino Amore una stele, davanti alla FAO, in Piazza di Porta Capena, per ricordare il legame della città con la Madonna del Divino Amore, che si è rafforzato soprattutto in seguito al voto fatto dai romani che ottenne dalla Vergine la salvezza di Roma il 4 giugno del 1944.

La stele è una presenza mariana che segnala ai viandanti la meravigliosa e originale tradizione romana del Pellegrinaggio notturno a piedi che unisce Roma al suo Santuario, ogni sabato, dal primo dopo Pasqua all’ultimo di ottobre. La Roma di oggi è segnalata dal Palazzo della FAO, e lì accanto, i segni della Roma antica con il Circo Massimo e più in là il Palatino e il Colosseo. I pellegrini vengono invitati a portare ai piedi della Vergine insieme alle proprie suppliche e speranze di bene ed anche la missione storica e universale della Città eterna.

Il simbolismo del pellegrinaggio appare evidente con i suoi segni; l’Immagine della Madonna del Divino Amore, posta su di un autocarro addobbato con fiori e luci, apre e accompagna il cammino dei pellegrini con le candele accese nelle mani, una croce luminosa, costruita dai detenuti del carcere di Rebibbia e donata al Santuario. Solo seguendo la croce di Cristo si può uscire dal buio della violenza, della guerra, della povertà, della solitudine.

Dopo un cammino di 14 km, finalmente si arriva al Santuario. Sono le ore 5.00 e la prima Santa Messa della giornata è per loro, per i pellegrini della notte, che hanno raggiunto la luce del giorno!

Durante la festa dell’Immacolata si svolgeranno numerose celebrazioni, sia nel nuovo sia nell’antico Santuario, per i numerosi pellegrinaggi di famiglie e di gruppi provenienti da Roma e da ogni parte. Nella tarda mattinata c’è l’arrivo del pellegrinaggio dei ciclisti del Lazio e la maratona del dopolavoro dei postelegrafonici romani.

Ave Maria!

Vostro nel Divino Amore
Don Pasquale Silla
Rettore Parroco


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Divino Amore, 5 dicembre 2007

Carissimi amici e devoti del Santuario,

Buon Natale e felice anno nuovo 2008!

Gli auguri di quest’anno sono improntati alla speranza, in questo Santo Natale il nostro sguardo ama contemplare la Madre del Figlio di Dio, la Madre della speranza.

Il Santo Padre, nell’Enciclica sulla speranza, così la invoca: “Tu vivevi in intimo contatto con le Sacre Scritture di Israele, che parlavano della speranza – della promessa fatta ad Abramo ed alla sua discendenza (cfr Lc 1,55). Così comprendiamo il santo timore che ti assalì, quando l'angelo del Signore entrò nella tua camera e ti disse che tu avresti dato alla luce Colui che era la speranza di Israele e l'attesa del mondo.

Per mezzo tuo, attraverso il tuo « sì », la speranza dei millenni doveva diventare realtà, entrare in questo mondo e nella sua storia. Tu ti sei inchinata davanti alla grandezza di questo compito e hai detto « sì »: « Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto » (Lc 1,38).

Sulla nascita nella stalla di Betlemme brillò lo splendore degli angeli che portavano la buona novella ai pastori”.
Al sentimento di gratitudine verso la Madonna per averci dato Colui che è la speranza, si aggiunge anche la preghiera perché Lei che è “segno di sicura speranza” ci aiuti ad essere, a nostra volta, segni di speranza per i nostri fratelli, e per le nostre comunità.

Ave Maria e Buone Feste Natalizie!

Ave Maria!

Vostro nel Divino Amore
Don Pasquale Silla
Rettore Parroco


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Divino Amore, 11 gennaio 2008

Carissimi amici e devoti del Santuario,

Il mio augurio per il nuovo anno, già formulato prima di Natale, si prolunga nella stima e nell’ammirazione per tutti voi e per tutti coloro che vivono una profonda e autentica devozione, nell’abbandono fiducioso alla materna intercessione della Beata Vergine Maria. In Lei trovano il sostegno nelle loro difficoltà e dimostrano, non tanto con i gesti esteriori, quanto con la coerenza della vita cristiana, il modello di un’umanità che sembra scomparsa e che deve, invece, essere sempre riproposta specialmente dai cristiani.

Maria con la sua saggezza ci porta a Cristo, perché soltanto lui, come si legge nell’Enciclica sulla speranza, “ci dice chi in realtà è l’uomo e che cosa egli deve fare per essere veramente uomo”. “Egli indica anche la via oltre la morte” (6). Il mondo ha bisogno di ravvivare la speranza, “quella vera che non è qualcosa ma Qualcuno: non è fondata su cose che passano e ci possono essere tolte, ma su Dio che si dona per sempre”(8).

Grazie a voi che amando la Madonna, siete in grado di conoscere e amare sempre meglio Gesù, il salvatore, da lui, infatti, si riceve la grazia della salvezza e la forza della virtù, per raggiungerla, per combattere il maligno e per tracciare il segno luminoso dove fiorisce giorno dopo giorno il bene.

Nel Santuario si percepisce la presenza materna della Madonna, come ha detto Benedetto XVI, e si è come coinvolti dalla sua stessa missione di socia del Redentore, impegnata a favorire l’avvento e lo sviluppo del regno del suo figlio che ha fatto germinare nella nostra terra la giustizia e la pace, che noi abbiamo il compito e il dovere di far fiorire e fruttificare, in noi stessi, nelle nostre famiglie e nella società.

Ci incoraggi la Madonna e ci dia anche la gioia di vederne i benefici. “In casa”, nel Santuario, abbiamo un grande esempio, che possiamo imitare nel nostro lavoro e nelle occupazioni dei nostri giorni: il servo di Dio Don Umberto Terenzi, che avete imparato a conoscere e che cerchiamo di seguire nel suo entusiasmo al servizio della Madonna e del suo Santuario.

Invoco per tutti voi, dal suo altare, una particolare Benedizione della Madonna del Divino Amore, perché vi riempia delle sue grazie!

Vostro nel Divino Amore
Don Pasquale Silla
Rettore Parroco


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Divino Amore, 6 febbraio 2008

Carissimi amici e devoti del Santuario,

il nostro sguardo è già proiettato verso la Pasqua che è il centro della nostra fede e della vita della Chiesa, nel lungo cammino quaresimale, intessuto di preghiera, di carità, di buone opere, vogliamo metterci accanto a Maria santissima che segue suo Figlio fino al Calvario.

- Maria ha accompagnato silenziosamente e nascostamente il suo Figlio nel suo cammino verso Gerusalemme, verso la croce e la Pasqua; lì si trova nell’ora del Figlio perché ha camminato insieme al Figlio. E' la Vergine in cammino che accompagna il Figlio nell’Esodo del grande ritorno. Anche se non c’è in lei una conversione, una purificazione, la sua vita è crescita, pellegrinaggio nella fede, nella speranza e nell’amore (cfr. LG 58);

- Modello della Chiesa nella sua divina maternità e esempio di quell’amore generoso che deve guidare la comunità ecclesiale nel parto dei nuovi figli (Marialis Cultus 19).

- Nella sua intercessione come rifugio dei peccatori -come viene ricordata in alcune preci del vespro di Quaresima- Maria intercede per tutti affinché si compia la grande conversione di tutta la comunità ecclesiale. Nel Canone di Andrea di Creta così viene invocata in due théotokion:

* Madre di Dio, speranza e protezione di chi ti celebra
liberami dal grave peso del mio peccato
e coinvolgimi, Vergine sovrana,
nella trasformazione del pentimento (I Ode)

* Purissima Regina, Madre di Dio
speranza di chi a te viene,
porto di naviganti in tempestoso mare,
su di me con le tue preghiere invoca
il perdono del Compassionevole
Creatore e Figlio tuo (II Ode).

Buona Quaresima!
Ave Maria!
Don Pasquale Silla


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Divino Amore, 20 marzo 2008

Carissimi amici e devoti del Santuario,

Durante il tempo pasquale il Santuario manifesta come non mai il vero volto della Pasqua, con l’affluenza dei pellegrini, che ricevono i sacramenti pasquali, con le celebrazioni della sacra liturgia, che fanno percepire la presenza e l’azione del risorto misericordioso, con il senso di gioia e di festa che si respira, con la speranza che si ravviva dentro al cuore.

Con la Pasqua, inizia, la “ grande domenica ”, cioè quello spazio dei cinquanta giorni, fino alla Pentecoste, in cui la Chiesa con grande gioia celebra la risurrezione del suo Signore, attraverso il sacramento pasquale. La liturgia ricorda anche la Madre di Cristo, che esulta per la risurrezione del Figlio e che insieme agli Apostoli persevera in preghiera ed attende con piena fiducia il dono dello Spirito Santo (cfr At 1,14).

Buona Pasqua!
Ave Maria!
Don Pasquale Silla


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Divino Amore, 6 maggio 2008

Carissimi amici e devoti del Santuario,

il Santuario mariano di Roma, meta di numerosi pellegrinaggi specialmente nel mese di maggio, celebra solennemente la sua festa titolare la domenica di Pentecoste l’11 maggio a partire dalla vigilia con una serie di veglie di preghiera nel nuovo Santuario, all’aperto e soprattutto con il Pellegrinaggio notturno a piedi da Roma.

La Pentecoste fa rivivere alla Chiesa l’evento straordinario della discesa dello Spirito Santo, che è appunto il Divino Amore, su Maria santissima e gli Apostoli riuniti nel Cenacolo.

Il Pellegrinaggio, unico nel suo genere nella Città di Roma, parte alle ore 24 del sabato da Piazza di Porta Capena, davanti al Palazzo della FAO e vicino al Circo Massimo, due luoghi che rappresentano bene la Roma storica e la Roma moderna.
La Miracolosa Immagine della Madonna del Divino Amore viene portata sul carro addobbato con luci e fiori e guida i fedeli per tutta la notte, lungo la strada dove passarono gli Apostoli Pietro e Paolo e i primi martiri di Roma.

Nella sosta presso il Mausoleo delle Fosse Ardeatine si prega per tutte le vittime della violenza di tutti i tempi, davanti alla Clinica di Santa Lucia i malati che lo possono fare si affacciano alle finestre e sventolano i fazzoletti per salutare la Madonna che passa e chiedere la sua benedizione.

Il Pellegrinaggio arriva alle prime luci dell’alba e termina con la Santa Messa nel nuovo Santuario alle ore 5.00.
A mezzo giorno sarà letta la Supplica alla Madonna del Divino Amore e seguirà la Messa solenne celebrata dall’Arcivescovo Mons. Piero Marini, presidente del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali.

Domenica 11 maggio alle ore 18 verrà accolta festosamente la statua pellegrina della Madonna di Fatima, che resterà nel nuovo Santuario fino al 18 maggio e si potrà visitare in ogni ora del giorno e della notte.

Ave Maria! Alleluia!
Don Pasquale Silla


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LA PENTECOSTE AL DIVINO AMORE

Divino Amore, 9 maggio 2008

Carissimi amici e devoti del Santuario,

Carissimi,La Pentecoste conclude il tempo pasquale, ma la Pasqua, non riesce ad esaurirsi nei 50 giorni, anche se il numero dei 50 giorni è il risultato di una operazione che indica il superamento della perfezione: 50 infatti è il risultato di 7x7+1, perfezione massima, che ci fa pensare come alla Pasqua non basta il tempo per donare tutta la sua ricchezza di grazia ed anche a noi non bastano i giorni per poterci rinnovare alle sorgenti della Pasqua. La Pasqua ha una ricchezza straripante, non bastano i giorni.Dalla risurrezione di Gesù una immensa gioia si è diffusa nel mondo, nella Chiesa e nella Beata Vergine Maria. Questa gioia attende di poter entrare anche nel nostro cuore. Non dobbiamo avere paura di aprirlo.A tutto il mondo Dio Padre, per mezzo del Figlio, ha ridato la gioia, si sono dileguate le tenebre della morte e una luce gioiosa ha inondato l’umanità. Dio Padre, nella risurrezione di Cristo, colmò di letizia la Vergine Madre.

La Chiesa e Maria possono finalmente contemplare il volto glorioso del Signore immortale, dopo la sua morte crudele sulla croce e la sepoltura. Alla Madonna vogliamo esprimere i nostri auguri e manifestare le nostre felicitazioni per la risurrezione del figlio. Anche noi le diciamo con gioia di figli: rallegrati, Vergine Madre: Cristo è risorto! Tu hai portato presso la croce i dolori del tuo Figlio e ora esulti giustamente di una grandissima gioia.Sappiamo che dal Santuario sgorga la sorgente dell’acqua viva, simbolo dello Spirito Santo, che purifica e ridona la vita.La Pasqua ricomincia sempre, lasciamoci finalmente coinvolgere.

Ave Maria! Alleluia!
Don Pasquale Silla


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MARIA NEL TEMPO ORDINARIO DELL'ANNO LITURGICO

Divino Amore, 12 maggio 2008

Carissimi amici e devoti del Santuario,

Dopo la Solennità di Pentecoste inizia il tempo orinario durante il quale incontriamo nella liturgia e nella pietà popolare la figura della Beata Vergine in molte feste mariane tra le quali spicca la solennità dell'Assunta il 15 agosto.

Il sabato, giorno mariano della settimana, ci dona l’opportunità di guardare la figura di Maria e di imparare da lei a saper vivere il dolore e a prepararci alla gioia della festa. Lei ha vissuto il venerdì santo, la croce, la morte ingiusta e crudele del figlio. In quel lungo sabato santo ha vegliato presso il sepolcro ed ha conservato la certezza della risurrezione, consentendo alle prime notte della gioia della risurrezione di penetrare nel suo cuore.

Maria santissima del sabato santo ci aiuta a prepararci bene a vivere la domenica, Pasqua della settimana.
Nelle celebrazioni liturgiche la Chiesa esprime atteggiamenti tipicamente mariani: ascolta e custodisce la parola di Dio; la Beata Vergine custodiva nel suo cuore gli eventi del Figlio suo (i fatti e le parole); loda e ringrazia continuamente il Signore, ha fatto suo il cantico della Beata Vergine Maria; mostra Cristo agli uomini; la Vergine lo portò al Battista, lo presentò ai poveri e ai ricchi, ai pastori e ai magi; prega e intercede; a Cana e nel Cenacolo la Madre del Signore esprime esemplarmente queste due caratteristiche.

Genera e nutre, per opera dello Spirito Santo i suoi figli; offre Cristo al Padre e con Cristo si offre; nel tempio e sul Calvario la Vergine offerente è modello per la Chiesa; implora la venuta del Signore e veglia in attesa dello Sposo, come Maria, donna della molteplice attesa: come figlia di Sion attende la venuta del Messia, come madre attende la nascita del figlio, come discepola attende l'effusione dello spirito, come membro della Chiesa attende l'incontro definitivo.

E' stata offerta alla Chiesa, nell'anno mariano del 1987, in vista del Grande Giubileo dell’anno 2000, la Collection Missarum de Beata Maria Virgine, una raccolta di 46 nuove Messe mariane, una fonte ricca e meravigliosa per celebrare adeguatamente la Madre del Signore nelle nostre comunità cristiane.

Vi si legge "la liturgia, con la sua forza attualizzante, pone la figura di Maria davanti ai fedeli" (Premesse n.14); la Vergine di Nazaret "consacrò totalmente se stessa, quale ancella del Signore, alla persona e all'opera del Figlio suo, servendo al mistero della Redenzione sotto di lui e con lui" (LG n.56).
Camminiamo sempre con Maria incontro a Cristo nelle vie del mondo e della storia.

Ave Maria! Alleluia!
Don Pasquale Silla


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IL NOME DI MARIA

Divino Amore, 12 giugno 2008

Carissimi amici e devoti del Santuario,

Le nostre suore “Figlie della Madonna del Divino Amore” prima di fare la professione religiosa assumono anche il nome di Maria che premettono al proprio nome di battesimo: Suor Maria…

Disse Giovanni Paolo II nella sua prima visita al Santuario il 1° maggio 1979: “Quale dolce sapore il tuo nome nella nostra bocca, quale soave armonia nelle nostre orecchie, quale ebbrezza nel nostro cuore!”

Non posso non fare riferimento al nostro caro Don Umberto, che tante volte mi ha affascinato quando ci parlava del nome di Maria. In esso scopriva le meraviglie operate dallo Spirito Santo al momento dell’Annunciazione ed applicava a noi, impegnati nel realizzare le opere della Madonna, l’atteggiamento di Maria.
Seguiamo Don Umberto in alcuni brani della sua predica del 12 settembre 1967 nella Casa Madonna: “Come appunto la Madonna al momento dell'annunciazione, della sua divina maternità, stava lì, attonita, a sentire che cosa voleva Iddio da Lei. Da Lei Vergine voleva la divina maternità, di questo Salvatore, di questo Messia, che sarebbe stato grandioso nel mondo, e il cui regno non avrebbe avuto mai fine, e a cui sarebbe stato possibile tutto. Sfido... Dio, perché a Dio niente è impossibile.

E la Madonna stava lì a sentire, quasi a vedere, in questo spettacolo profetico, che cosa Essa doveva compiere, ma strumentalmente, senza nemmeno rendersene conto, quasi, della grandiosità di quello che stava facendo, Iddio con Lei, e Iddio per mezzo di Lei.

E tale deve essere la nostra posizione nei riguardi, Figli cari, delle Opere della Madonna del Divino Amore. Si, il Signore vi ha chiamato, voi suore, ci ha chiamato noi Sacerdoti, noi Oblati della Madonna, a compiere le opere del Divino Amore, a realizzarle materialmente.

Dio se avesse voluto, poteva far scendere dal cielo l'umanità di Gesù, come l'ha creata dal nulla, dalla terra, l’umanità di Adamo, di Eva ecc. No, volle servirsi di Maria, e Gesù Verbo incarnato, Figlio di Dio, diviene Figlio di Maria, Figlio naturale di Maria, per opera dello Spirito Santo, Figlio dell'umanità, non è solamente Figlio di Dio, ma Figlio dell'umanità di Maria, diventa quindi la Madonna, per questa umanità indissolubilmente e meravigliosamente unita alla divinità da cui non si può dissociare, diventa la Madre di Dio.

L'umile Verginella, appena, appena riconosciuta da chi? da quella poca gente che gli stava intorno, e la chiamava già Maria, ma che non sapeva affatto della destinazione che Dio aveva dato a lei, sconosciuto il divino mistero anche dai suoi più intimi, conosciuto solamente da Dio, a Lei rivelato in questo momento dell'annunciazione, che abbiamo rievocato qui alla lettura del Vangelo, Vangelo di S. Luca, capitolo II, che ci mette davanti al fatto compiuto, al fatto che si compie, al fatto che si compirà sempre nelle opere della Madonna, per mezzo nostro, per mezzo dei Figli. suoi, delle Figlie sue, Sacerdoti, suore. Tutto questo noi lo facciamo con grande serenità, di gran cuore, perché la Madonna dovette farsi spiegare, non conosceva il mistero, come avveniva tutto questo: “Come avverrà tutto questo?”, noi però non ce lo dobbiamo più far spiegare perché lo sappiamo, le opere della Madonna avvengono col Divino Amore, con la grazia dello Spirito Santo.

Ma guardate, il vostro nome è gioia che s'avanza e penetra, così dev’essere il vostro volto, così dovrebbe essere la vostra veste.
Mi viene in mente la vostra veste di colore diciamo solito, tradizionale della suora, ma se avesse qualche cosa direi di variopinto, del colorato, di vivo, quasi direi di sgargiante, di moderno, forse chissà che non porterebbe ancora più serenamente il sorriso delle anime vostre, e il sorriso della Madonna, il sorriso dell'angelo, nelle anime a cui voi indirizzate le vostre fatiche pastorali e i vostri lavori nelle Parrocchie!

E’ una domanda che pongo io, il Signore la benedica questa domanda, la faccia fruttare. E terminiamo perché altrimenti non la finiamo più di parlare della Madonna con la santa invocazione al nome santo di Maria, che quel grande amante suo, S. Bernardo, nel suo grande discorso, diceva che questo nome è come una stella sul mare in tempesta, e chiunque capisce di essere nella tempesta di questo povero mondo guardi a questa stella e l'invochi, stia tranquillo che sarà rasserenato l'animo suo. “Nei pericoli, nelle angustie, nei dubbi, pensa a Maria, invocala, e questo nome “Maria” non si allontani mai dalle tue labbra, ma più che altro non manchi mai nel tuo cuore, affinché tu possa impetrare sempre il suo aiuto.

Non dimenticarti mai del suo esempio. Tienila bene per mano, seguila, e non sbagli mai strada, pregala, non sarai mai disperato. Se essa ti tiene per mano, non cadi, se ti protegge non devi avere nessun timore, se essa è la tua guida nemmeno ti stanchi, anche camminando tanto, lavorando tanto, se essa ti è propizia arrivi di sicuro e allora esperimenterai veramente quanto meritevolmente l'angelo ha detto a lei: “Non temere Maria”, neanche tu temerai col nome santo suo, andrai avanti sempre nella serenità, nella pace e nella gioia spirituale”.

Questa meditazione ci fa intuire il grande amore di Don Umberto per la Madonna del Divino Amore e per le opere da lui fondate al Santuario, con l’entusiasmo che non veniva mai meno anche nelle grandi difficoltà che incontrava per incomprensioni, per gli ostacoli, per mancanza di mezzi.
Il suo esempio ci incoraggi ad avere sempre la speranza viva nel cuore, attraverso l’invocazione del nome di Maria.

Ave Maria! Alleluia!
Don Pasquale Silla


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SALUTO A NOME DEL CLERO ROMANO A SUA EMINENZA IL CARDINALE VICARIO CAMILLO RUINI

Divino Amore, 21 giugno 2008

Eminenza Reverendissima,

Ricordo di avere appreso la sua nomina a Cardinale Vicario, appena giunsi in Brasile per l’apertura dei due centri missionari delle nostre suore nel Pernambuco, nella diocesi di Palmares.

Nell’ultima cena Gesù fece sgorgare dal suo cuore cose grandi: l’Eucaristia, il Sacerdozio e il comandamento del servizio. Al centro di tutti quei doni, c’è il sacerdote, dono lui stesso e, a sua volta, dispensatore dei doni.

Il suo sacerdozio, Eminenza, e i 25 anni di episcopato lasciano una traccia luminosa nella Chiesa e in particolare nella Chiesa di Roma.

Noi sacerdoti romani siamo i testimoni più vicini del suo prezioso lavoro pastorale, ecclesiale e culturale; vorremmo essere capaci di conservare le tracce della sua capacità di scrutare con acuto discernimento le situazioni nella Chiesa e nella cultura moderna, con la piena fedeltà alla fede e al Magistero e con la benevola attenzione alle istanze profonde del mondo contemporaneo. Lei ha affermato che la cultura secolaristica non è stata capace di rispondere alle domande fondamentali e ineludibili sul senso e la direzione della nostra esistenza. Anche per questo la nostra epoca non è più quella della morte di Dio ma quella della revanche de Dieu, pur tra ambiguità e difficoltà.

Da Lei, Eminenza, e dagli Uffici della Diocesi, noi sacerdoti e i nostri collaboratori, abbiamo sempre ricevuto indicazioni precise di contenuto e di metodo per attuare, ogni anno, ricchi programmi pastorali.

Voglia gradire il nostro più vivo ringraziamento per quanto ha fatto per noi e per la nostra Diocesi. Desidero ringraziarla anche a nome dell’Opera del Divino Amore, per aver valorizzato il Santuario mariano della Diocesi, autorizzando, con coraggio, la costruzione del nuovo, progetto lungamente agognato dal servo di Dio Don Umberto Terenzi, a compimento del voto fatto dai romani, per l’incolumità della Città di Roma.

Ed ora ci consenta, Eminenza, di affidarla, con tutto il nostro affetto e con la nostra preghiera, alla Madre della Chiesa e Regina degli Apostoli, perché continui a manifestarle la sua tenerezza materna, specialmente quando la solitudine tentasse di affacciarsi alla porta del suo cuore. Tanti auguri!

Suo nel Divino Amore
Mons. Pasquale Silla
Rettore Parroco



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SALUTO A NOME DEL CLERO ROMANO A SUA EMINENZA IL CARDINALE VICARIO AGOSTINO VALLINI

Divino Amore, 30 giugno 2008

Eminenza Reverendissima,

Il Santuario della Madonna del Divino Amore, dal giorno della sua nomina ha acceso la fiaccola della preghiera per la sua persona e per la sua missione, che verrà alimentata cordialmente dai sacerdoti Oblati dalle Suore, “Figli della Madonna del Divino Amore”, dai parrocchiani e dai pellegrini.

Ringraziamo il Signore che, nella sua provvidenza, l’ha chiamata a collaborare con il Santo Padre nella conduzione della nostra Diocesi di Roma. Siamo sicuri che lo Spirito Santo, il Divino Amore, non le farà mancare i suoi santi doni e le sue consolazioni. Il “suo” Santuario, Eminenza l’attende appena le sarà possibile, tuttavia mi permetto di avanzare la richiesta per una prima visita domenica 14 settembre per la 26° Festa della Comunità parrocchiale, con la celebrazione, alle ore 10, della Santa Messa nel nuovo Santuario e la Processione, alle ore 11, dal nuovo all’antico Santuario con l’Immagine della Madonna.

Mentre mi auguro che le sia possibile accogliere il nostro invito, desidero esprimere gli auguri più filiali e devoti miei e della nostra comunità, che ben volentieri invoca su di lei la materna protezione della Madonna del Divino Amore.
Ave Maria!

Suo nel Divino Amore
Mons. Pasquale Silla
Rettore Parroco



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IL 5 AGOSTO AL DIVINO AMORE
SEGNI PROFETICI

Divino Amore, 23 luglio 2008

Carissimi amici e devoti del Santuario,

Don Umberto Terenzi ci ha parlato tante volte del 5 agosto, Festa della Madonna della neve, ricordando eventi per lui e per l’Opera del Divino Amore, veramente straordinari e collegando con quella data, ricorrenze, inizio di opere. Il 5 agosto, al tempo di Don Umberto, era sempre una grande festa comunitaria ( tutti insieme sacerdoti, suore, seminaristi, orfanelle…). La festa serviva a ricordare e a ringraziare per le meraviglie compiute dalla Provvidenza in quel giorno. Anche dopo la morte di Don Umberto ci sono stati eventi significativi, come la bandiera italiana issata sul tetto del nuovo santuario, un sogno che il Padre non vide realizzato!
Voglio ricordare alcune sue parole del 5 agosto 1962.

La profezia di Don Orione
“Don Orione il 5 agosto 1932, la sera del 5 agosto, a Tortona, avanti alla statua della Immacolata, l’ho raccontato tante volte: Don Orione quella sera mi disse per filo o per segno il nome vostro, il vostro spirito, il nome della Madre, della Madre fondatrice, la vostra Madre vero, Madre Elena. Perché Madre Elena non ci pensava nemmeno di farsi suora, e nemmeno io potevo pensare a lei. Don Orione lo sapeva che sarebbe stata la prima suora a corrispondere, diciamo, a questa opera di Dio e sarebbe stata la prima Madre generale, fondatrice.
I particolari ve li ho raccontati altre volte. Ma, Don Orione, siccome andavo a Milano, d’ordine del card. Vicario, per sentire le suore di Maria SS. Consolatrice, suore che stanno a Roma e in tante parti d’Italia, se volevano venire al Santuario, e non mi ci mandò, dice: “Lasciatele fare, le suore le dovete fare voi; si chiameranno le Figlie della Madonna del Divino Amore, e faranno conoscere nel mondo la Madonna”. “Ma, io non so da che parte cominciare, né capo, né coda”.
Allora mi disse: “Ma tra le vostre penitenti a S. Eusebio, mi pare”... Sa, i santi ragionano sempre così, mi pare, uh!... Dice: “Mi pare che c'era una certa maestra...”. “Be’, si...”. “Prendete quella, prendete quella, cominciate con lei”. “Ma quella non ci pensa nemmeno di farsi suora”. “No, no ci penserà, ci penserà. Sapeste quante difficoltà faranno alcuni di famiglia, ma poi si appianerà tutto. Il Card. Vicario, Marchetti Selvaggiani al principio si arrabbierà, ma poi sarà contento, e lui stesso darà la prima approvazione.
Questa Istituzione delle Figlie della Madonna del Divino Amore ha avuto un’origine, non miracolosa, profetica però, una vera rivelazione di Dio, così, caduta dal cielo, a ciel sereno veramente perché era di notte, un cielo bello, stellato, stavamo passeggiando nel cortile della casa paterna di Don Orione, paterna dell’Opera, (a Tortona) non paterna di famiglia. Avanti all’Immacolata si fermò e fece questo discorso, e poi, tante altre cose che allora mi disse... la storia è storia ed è scritto, sapete.

Riconoscimento Pontificio della Congregazione delle Suore.
Ebbene è ancora in questa data, la prima festa anniversaria dell’approvazione da parte della S. Sede, della vostra Congregazione, quindi trent'anni dopo ci ritroviamo già con un anno percorso di approvazione di Diritto Pontificio della vostra congregazione, 5 agosto 1961, l’anno passato.
Ricordo di aver accompagnato con la macchina, il Padre Don Umberto, avevo da poco preso la patente di guida, in Vaticano per ritirare l’atteso e prezioso documento. Prima di rientrare al Santuario, visita e preghiera sulla tomba di San Pietro!
Come con la stessa data del '59 c’era stata l’approvazione da parte della S. Congregazione dei Religiosi' e delle Religiose, della vostra Congregazione, come Congregazione di Diritto Diocesano, due anni dopo di Diritto Pontificio: 5 agosto 1932, 5 agosto 1959, 5 agosto 1961 e 5 agosto 1962 per celebrare questo fatto!
E quali sono i sentimenti che dobbiamo avere? Primo sentimento: hanno cantato il ‘‘Magnificat’’ le nostre care bambine, il sentimento dalla meraviglia; meraviglia che si risolve nel cantico a Dio della gratitudine, riconoscimento e gratitudine”.

Ogni festa marana deve procurarci tanta gioia e tanta fiducia, perché guardando Maria santissima, comprendiamo che Dio compie sempre cose grandi per i suoi figli!

Vostro nel Divino Amore
Mons. Pasquale Silla
Rettore Parroco



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MARIA È ASSUNTA IN CIELO

Divino Amore, 6 agosto 2008

Carissimi amici e devoti del Santuario,

Il 1° novembre del 1950, Pio XII proclama solennemente il dogma dell’Assunzione di Maria, con queste parole: “L’augusta Madre di Dio, arcanamente unita a Gesù Cristo fin da tutta l’eternità con uno stesso decreto di predestinazione, immacolata nella sua concezione, vergine illibata nella sua divina maternità, generosa socia del divino Redentore, che ha riportato un pieno trionfo sul peccato e sulle sue conseguenze, alla fine, come supremo coronamento dei suoi privilegi, ottenne di essere preservata dalla corruzione del sepolcro, e, vinta la morte, come già il suo Figlio, di essere innalzata in anima e corpo alla gloria del cielo, dove risplende Regina alla destra del Figlio suo, Re immortale dei secoli”.

Dalla Meditazione del Rev.mo Padre Don Umberto Terenzi a casa Madonna il 15-8-65
Don Umberto Terenzi, innamorato della Madonna, ha sempre scoperto nello Spirito Santo, cioè, nel Divino Amore, quello che è accaduto in Maria, specialmente quanto ci svelano le sue feste, che la Chiesa c’invita a celebrare con devozione e con amore, per ricavarne significativi impegni di vita.

Dice Don Umberto: “ Maria è assunta in cielo, gioiscono le schiere angeliche. Ed allora la conclusione è immediata, logica: godiamone tutti nel Signore. La festa di oggi, voglio dirvi, è una festa di grande letizia. Innanzi tutto di grande gioia per Iddio, e tutte le schiere celesti, gioiscono le schiere celesti: Alleluia! Poi per la Chiesa. E infine per le anime nostre, e perché non aggiungere anche, per la nostra Opera del Divino Amore?
La cui essenza è tutto in questo: conoscendola sempre di più e amandola sempre più intensamente, glorificare Maria nel mondo, per il suo Divino Amore, per i doni cioè che ha ricevuto dal Divino Amore, dallo Spirito Santo. Questa è la nostra vocazione no? Bella vero?”
Infatti ecco cosa vede in Maria: “si riverberava in Lei la grazia dello Spirito Santo diffusa nel suo Cuore Immacolato e nel suo corpo, fin dal primo istante della sua Concezione, per preparare la sua assunzione in cielo, la sua morte, il suo trapasso, in un grande atto di amore a cui la natura umana non ha resistito, si è spenta per un istante e si è cambiata subito nella gloria del cielo.
15 agosto 1965, vogliamo, qui in Casa della Madonna al Divino Amore, immedesimarci nella festa di oggi: l'Assunzione della Beata Vergine Maria in cielo, anima e corpo.
Questa è l'Assunzione di Maria teologicamente parlando. E, se per pietà cristiana, in tutta la Chiesa e per tutti i secoli precedenti si era venerato questo privilegio di Maria, così generalmente, però lasciando il dubbio se era un articolo di fede o no, perché non ancora definito, il Pontefice Pio XII, al primo novembre del 1950, ha diradato questi dubbi, queste nebbie che in qualcuno potevano esserci ancora, definendo per fede, il dogma della Assunzione di Maria, in anima e corpo in cielo al momento del suo trapasso da questa vita terrena alla vita celeste, che non chiamo morte, perché un trapasso simile evidentemente è un glorioso trionfo, è un passaggio trionfale da questa all'altra vita, senza nessuna pena di morte, senza nessuna sofferenza, senza nessuna angustia, ma con pienezza di gioia, diciamo, paradisiaca, celestiale.
Questa è la festa di Maria, oggi, esultiamo! Esultiamo, dico, guardando alla letizia di Dio, della chiesa e nostra, e dell'Opera, per questo grande trionfo di Colei della quale noi ci vantiamo, in modo particolare, di essere Figli suoi, di Colei cui noi abbiamo consacrato e vogliamo sempre meglio consacrare la nostra vita, anima e corpo, le nostre attività, i nostri ideali, senza avere altro in mente che questo: conoscere, amare, far conoscere, fare amare, glorificare e far glorificare Maria, …Questa è la festa della Madonna, e le applicazioni per le anime nostre? Ecco, la prima applicazione è dal pensiero stesso della sua Assunzione. Che significa Assunzione? Che celestialmente si stacca dalla terra e se ne va in cielo; e si distacca dalla terra non lasciando niente attaccato alla terra, né corpo, e, molto meno, né l’anima...
Il seguire una vocazione, come la nostra, noi Sacerdoti, voi suore, che cosa significa? Significa di staccarsi da tutto, lasciare tutto, lasciare quel poco di mondo di cui facciamo parte, per il tutto, cioè per Iddio, e vivere celestialmente in una consacrazione che ci è stata suggerita da Dio medesimo…
Questo dice il Signore alle anime nostre nel giorno dell'Assunzione in cielo di Maria SS. anima e corpo, nel giorno in cui la Madonna, andandosene in cielo, ci dice: guardatemi, anelate a seguirmi e con energia, sorretti dalla mia grazia, seguitemi fino al cielo”.

Questo consiglio lo accogliamo e lo vogliamo seguire, grazie Don Umberto!

Ave Maria e coraggio!
Mons. Pasquale Silla
Rettore Parroco



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MARIA VERGINE REGINA DELL'UNIVERSO

Divino Amore, 16 agosto 2008

Carissimi amici e devoti del Santuario,

Nel 1954 Pio XII istituì la festa della beata Vergine Maria Regina, da celebrarsi il 31 maggio. Paolo VI, nel 1969, promulgando il nuovo Calendario Romano Generale, la trasferì opportunamente al 22 agosto, giorno conclusivo dell'ottava dell'Assunzione. Al mistero della beata Vergine Maria appartiene la dignità regale della sua piena glorificazione e della perfetta conformazione al Figlio suo, Re di tutti i secoli: «L'Immacolata Vergine (...) - afferma il Concilio Vaticano II -, finito il corso della sua vita terrena, fu assunta alla celeste gloria con il suo corpo e con la sua anima, ed esaltata come Regina dell'universo, perché fosse più pienamente conformata al Figlio suo, il Signore dei dominanti (cfr Ap 19,16) e il Vincitore del peccato e della morte» (LG 59). Come il regno di Cristo «non e di questo mondo» (Gv 18,36), così la potestà regale di Maria non riguarda l'ordine della natura, ma quello della grazia.

Tra gli elementi che costituiscono la dignità regale della beata Vergine, ce ne sono particolarmente quattro: l'umiltà, la funzione materna, la supplice intercessione, il segno della futura gloria della Chiesa. - Regina gloriosa in cielo è Maria, perché in terra è stata umile serva (cfr Lc 1,38.48); secondo la parola del Signore, «chi si umilia sarà esaltato» (Lc 14,11). Dio Padre, dunque, che ha posto alla sua «destra coronato di gloria e di onore» ( Gai 8, 6) il Cristo umiliato fino alla morte di croce, parimenti ha esaltato «la Vergine Maria, umile ancella al di sopra degli angeli» - Regina e madre è Maria santissima, poiché generò il Re messianico, che siede «sul trono di Davide e sul suo regno» (Is 9,6; e, secondo il beneplacito divino, e anche madre nostra, come proclama la Chiesa: «O Padre, che ci hai dato come nostra madre e regina la Vergine Maria, dalla quale nacque il Cristo, tuo Figlio» (Colletta). - Regina che intercede è la beata Vergine la quale, innalzata «al di sopra degli angeli», regna gloriosa con il Figlio «e intercede per tutti gli uomini, avvocata di grazia e regina dell'universo» (Prefazio, LG 62). - Regina che prefigura la futura gloria della Chiesa è Maria santissima; quanto è stato operato in lei, membro eminente del Corpo mistico, avverrà in tutte le membra. La Chiesa invoca giustamente l'intercessione della beata Vergine, perché i fedeli conseguano «la gloria promessa ai tuoi figli nel regno dei cieli».
(Dall’introduzione alla Messa Mariana n. 29)

Ave Maria e coraggio!
Mons. Pasquale Silla
Rettore Parroco



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8 SETTEMBRE: NATIVITA' DELLA BEATA VERGINE MARIA

Una bella tela della natività della Beata Vergine Maria si trova presso l’altare della Madonna del Divino Amore.
Invitiamo i nostri cari amici e devoti del Santuario a valorizzare le feste mariane, partecipando, se è possibile alla santa Messa, e ad offrire qualche preghiera personale.

Divino Amore, 4 settembre 2008

Carissimi amici e devoti del Santuario,

La festa della Natività della Beata Vergine Maria originariamente doveva essere la festa della dedicazione dell’attuale basilica di sant’Anna in Gerusalemme. La Tradizione infatti indicava quel luogo come la sede dell’umile dimora di Gioacchino ed Anna, lontani discendenti di Davide, genitori di Maria santissima. Occorre cercare in questo culto della Natività di Maria una profonda verità: la venuta dell’uomo-Dio sulla terra fu lungamente preparata dal Padre nel corso dei secoli. La personalità divina del Salvatore supera infinitamente tutto ciò che l’umanità poteva generare, però la storia dell’umanità fu come un lento e difficile parto delle condizioni necessarie all’Incarnazione del figlio di Dio.La devozione cristiana ha voluto perciò venerare le persone e gli avvenimenti che hanno preparato la nascita di Cristo sul piano umano e sul piano della grazia: la sua Madre, la nascita di essa, la sua concezione, i suoi genitori e i suoi antenati (vangelo: Mt 1,1-16.18-23). Credere nei preparativi dell’incarnazione significa credere nella realtà dell’incarnazione e riconoscere la necessità della collaborazione dell’uomo all’attuazione della salvezza del mondo. La vera devozione a Maria conduce sempre a Gesù: per questo ogni celebrazione mariana culmina nella Messa.

Ave Maria e coraggio!
Mons. Pasquale Silla
Rettore Parroco




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15 SETTEMBRE: BEATA VERGINE MARIA ADDOLORATA

Divino Amore, 11 settembre 2008

Carissimi amici e devoti del Santuario,

Sotto l’antico Santuario c’è la Criptadove si venera l’Addolorata, voluta da Don Umberto Terenzi e da lui commissionata allo scultore Mastroianni, perché esprimesse i sentimenti di Maria presso il cadavere del figlio, Gesù. Sembra dirci: io vi ho dato un bambino innocente a Betlemme, voi mi restituite un freddo cadavere! Aiutatemi ad asciugare il sangue a Gesù, con la preghiera e la penitenza.


La Madre di Gesù stava presso la croce

Il martirio della Vergine viene celebrato tanto nella profezia di Simeone, quanto nella storia stessa della passione del Signore. Egli è posto, dice del bambino Gesù il santo vegliardo, quale segno di contraddizione, e una spada, dice poi rivolgendosi a Maria, trapasserà la tua stessa anima (cfr. Lc 2, 34-35).Una spada ha trapassato veramente la tua anima, o santa Madre nostra! Del resto non avrebbe raggiunto la carne del Figlio se non passando per l'anima della Madre. Certamente dopo che il tuo Gesù, che era di tutti, ma specialmente tuo, era ispirato, la lancia crudele, non poté arrivare alla sua anima. Quando, infatti, non rispettando neppure la sua morte, gli aprì il costato, ormai non poteva più recare alcun danno al Figlio tuo. Ma a te sì. A te trapassò l'anima. L'anima di lui non era più là, ma la tua non se ne poteva assolutamente staccare.
Perciò la forza del dolore trapassò la tua anima, e così non senza ragione ti possiamo chiamare più che martire, perché in te la partecipazione alla passione del Figlio, supererò di molto, nell'intensità, le sofferenze fisiche del martirio.
Non fu forse per te più che una spada quella parola che davvero trapassò l'anima ed arrivò fino a dividere anima e spirito? Ti fu detto infatti: «Donna, ecco il tuo figlio» (Gv 19, 26). Quale scambio! Ti viene dato Giovanni al posto di Gesù, il servo al posto del Signore, il discepolo al posto del maestro, il figlio di Zebedeo al posto del Figlio di Dio, un semplice uomo al posto del Dio vero. Come l'ascolto di queste parole non avrebbe trapassato la tua anima tanto sensibile, quando il solo ricordo riesce a spezzare anche i nostri cuori, che pure sono di pietra e di ferro?
Non meravigliatevi, o fratelli, quando si dice che Maria è stata martire nello spirito. Si meravigli piuttosto colui che non ricorda d'aver sentito Paolo includere tra le più grandi colpe dei pagani che essi furono privi di affetto. Questa colpa è stata ben lontana dal cuore di Maria, e sia ben lontana anche da quello dei suoi umili devoti.
Qualcuno potrebbe forse obiettare: Ma non sapeva essa in antecedenza che Gesù sarebbe morto? Certo. Non era forse certa che sarebbe ben presto risorto? Senza dubbio e con la più ferma fiducia. E nonostante ciò soffrì quando fu crocifisso? Sicuramente e in modo veramente terribile. Del resto chi sei mai tu, fratello, e quale strano genere di sapienza è il tuo, se ti meravigli della solidarietà nel dolore della Madre col Figlio, più che del dolore del Figlio stesso di Maria? Egli ha potuto morire anche nel corpo, e questa non ha potuto morire con lui nel suo cuore? Nel Figlio operò l'amore superiore a ogni altro amore. Nella Madre operò l'amore, al quale dopo quello di Cristo nessuno altro amore si può paragonare.

Dai «Discorsi» di san Bernardo, abate.

Ave Maria e coraggio!
Mons. Pasquale Silla
Rettore Parroco



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7 OTTOBRE: BEATA VERGINE MARIA DEL ROSARIO

Divino Amore, 7 ottobre 2008

Carissimi amici e devoti del Santuario,

Nel medioevo, i vassalli usavano offrire ai loro sovrani delle corone di fiori in segno di sudditanza. I cristiani adottarono questa usanza in onore di Maria, offrendole la triplice «corona di rose» che ricorda la sua gioia, i suoi dolori, la sua gloria nel partecipare ai misteri della vita di Gesù suo figlio.
Inizialmente questa festa si chiamò di «Santa Maria della vittoria» per celebrare la liberazione dei cristiani dagli attacchi dei Turchi, nella vittoria navale del 7 ottobre 1571 a Lepanto (Grecia). Poiché in quel giorno, a Roma, le Confraternite del Rosario celebravano una solenne processione, san Pio V attribuì la vittoria a «Maria aiuto dei Cristiani» e in quel giorno ne fece celebrare la festa nel 1572.
Noi ci rivolgiamo a Maria, meditando e pregando, perché ci aiuti a partecipare ai misteri della vita, morte, risurrezione di Cristo. Sono i misteri che si attualizzano a nostra salvezza nella celebrazione eucaristica e noi chiediamo alla sua materna intercessione che si compiano in pienezza nell’ora della nostra morte».

Supplica alla Regina del SS. Rosario di Pompei

Ave Maria e coraggio!
Mons. Pasquale Silla
Rettore Parroco



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MESE DI OTTOBRE: MESE DEL ROSARIO E MESE MISSIONARIO

Divino Amore, ottobre 2008

Carissimi amici e devoti del Santuario,

La preghiera del santo Rosario è una preghiera facile e nello stesso tempo molto difficile.
E’ facile perché basta recitare la corona, enunciando i vari misteri recitando ad ognuno il Padre nostro, 10 Ave Maria, e alla fine il Gloria il Padre. In questo modo la ripetizione, che non è una cosa negativa, ci mette sull’onda della preghiera e della devozione mariana, senza impegnare molto la meditazione e l’applicazione del mistero.
Il Rosario è anche una preghiera difficile se vogliamo meditare, capire e applicare il mistero. Ci vengono proposti 20 misteri che ci aiutano a passare in rassegna gli eventi più importanti della vita di Gesù, distribuiti nelle quattro fasi: della gioia, della luce, del dolore e della gloria. Con Maria, e come Maria ci possiamo avvicinare meglio al Signore e impariamo a seguirlo, come ha fatto Lei, fino alla croce e soprattutto fino alla risurrezione.
Con il Rosario ci viene insegnato come vivere, ci viene data la grazia della perseveranza nelle prove e ci viene indicata la meta eterna dove Cristo ci attende insieme a tutti i nostri cari che ci hanno preceduto.

Ottobre mese missionario. Essere missionari significa essere inviati, in forza del nostro battesimo, a portare la buona novella del vangelo a tutti.
Dal Rosario possiamo imparare fare un pellegrinaggio ideale verso tutti gli uomini, che ancora non conoscono Dio, o che lo hanno dimentico o abbandonato, per far vedere l’unico salvatore, Gesù Cristo, capace di dare ad ogni uomo la pienezza dell’esistenza. Tutti hanno il diritto di conoscere Gesù Cristo! Chi lo ha già conosciuto deve saperlo indicare e farlo conoscere attraverso la testimonianza e il comportamento della propria vita.
Si deve essere missionari dovunque si vive, perché il mondo è pieno di tenebre, occorre portare la luce della fede. Ci sono molti nostri fratelli che si spingono coraggiosamente anche verso paesi remoti per portare l’annuncio del vangelo, con il servizio della carità, la testimonianza della povertà e abbandono fiducioso nella divina provvidenza.
O Maria, cammina con noi per le vie del mondo !

Ave Maria e coraggio!
Mons. Pasquale Silla
Rettore Parroco



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MARIA MODELLO DELL'ATTEGGIAMENTO SPIRITUALE CON CUI LA CHIESA CELEBRA E VIVE I DIVINI MISTERI

Divino Amore, novembre 2008

Carissimi amici e devoti del Santuario,

Il nostro sguardo non si deve distogliere da Maria Santissima, perché Lei ci insegna come dobbiamo guardare a Cristo e come dobbiamo celebrare, con la Santa Chiesa, i divini misteri della nostra fede. Mi riferisco a due numeri della Esortazione Apostolica di Paolo VI “Marialis Cultus” del 1974, sul rinnovamento del culto mariano.

16. Vogliamo ora, seguendo alcune indicazioni della dottrina conciliare su Maria e la Chiesa, approfondire un aspetto particolare dei rapporti intercorrenti tra Maria e la Liturgia, vale a dire: Maria quale modello dell'atteggiamento spirituale con cui la Chiesa celebra e vive i divini misteri. L'esemplarità della Beata Vergine in questo campo deriva dal fatto che ella è riconosciuta eccellentissimo modello della Chiesa nell'ordine della fede, della carità e della perfetta unione con Cristo, cioè di quella disposizione interiore con cui la Chiesa, sposa amatissima, strettamente associata al suo Signore, lo invoca e, per mezzo di lui, rende il culto all'eterno Padre.
17. Maria è la Vergine in ascolto, che accoglie la parola di Dio con fede; e questa fu per lei premessa e via alla maternità divina, poiché, come intuì sant'Agostino, la beata Maria colui (Gesù) che partorì credendo, credendo concepì. Infatti, ricevuta dall'Angelo la risposta al suo dubbio (cfr Lc 1,34-37) essa, piena di fede e concependo il Cristo prima nella sua mente che nel suo grembo, Ecco – disse – la serva del Signore, sia fatto di me secondo la tua parola (Lc 1,38); fede, che fu per lei causa di beatitudine e certezza circa l'adempimento della promessa: E beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore (Lc 1,45); fede con la quale ella, protagonista e testimone singolare della Incarnazione, ritornava sugli avvenimenti dell'infanzia di Cristo, raffrontandoli tra loro nell'intimo del suo cuore (cfr Lc 2,19. 51). Questo fa anche la Chiesa, la quale, soprattutto nella sacra Liturgia, con fede ascolta, accoglie, proclama, venera la parola di Dio, la dispensa ai fedeli come pane di vita e alla sua luce scruta i segni dei tempi, interpreta e vive gli eventi della storia.


Nel suo discorso inaugurale al Sinodo, il Relatore Generale, il Cardinale Marc Ouellet, ha detto: “Una donna, Maria, adempie perfettamente la vocazione divina dell'umanità mediante il suo 'sì' alla Parola di Alleanza e alla propria missione. Con la sua maternità divina e la sua maternità spirituale, Maria appare come il modello e la forma permanente della Chiesa, come la prima Chiesa. Fermiamoci alla figura-chiave di Maria fra l'antica e la nuova Alleanza che compie il passaggio dalla fede d'Israele alla fede della Chiesa. Contempliamo la narrazione dell'Annunciazione, origine e modello insuperabile dell'auto-comunicazione di Dio e dell'esperienza di fede della Chiesa. Essa ci servirà da paradigma per comprendere l'identità dialogale della Parola di Dio nella Chiesa”.

Ave Maria e coraggio!
Mons. Pasquale Silla
Rettore Parroco



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PELLEGRINAGGIO NOTTURNO AL DIVINO AMORE PER LA SOLENNITA’ DELL’IMMACOLATA CONCEZIONE 2008

Divino Amore, 8 dicembre 2008

Carissimi amici e devoti del Santuario,

desidero farvi partecipi della grande manifestazione che nella notte dal 7 all’8 dicembre vedrà migliaia di pellegrini partire da Roma per raggiungere il Santuario.
A Roma, il Pellegrinaggio notturno, che parte da Piazza di Porta Capena, il 7 dicembre a mezzanotte, e giunge al Divino Amore all’alba dell’8 dicembre, apre le celebrazioni romane per l’Immacolata, che culmineranno con la visita tradizionale del Santo Padre Benedetto XVI a Piazza di Spagna.
Molti fedeli vengono di proposito a Roma anche da molto lontano, per partecipare a questa forma di pietà popolare. La Roma di oggi è segnalata dal Palazzo della FAO, e lì accanto, i segni della Roma antica con il Circo Massimo e più in là il Palatino e il Colosseo. I pellegrini vengono invitati a portare ai piedi della Vergine, insieme alle proprie suppliche e speranze di bene, anche la missione storica e universale della Chiesa e della Città eterna.
Il simbolismo del pellegrinaggio appare evidente con i suoi segni; l’Immagine della Madonna del Divino Amore, posta sopra un autocarro addobbato con fiori e luci, brilla davanti al pellegrinante popolo di Dio, le candele tenute in mano, segno di quella luce della fede che fu accesa la prima volta nel battesimo, una croce luminosa, costruita dai detenuti del carcere di Rebibbia e donata al Santuario, che precede il corteo. Solo seguendo la croce di Cristo si può uscire dal buio della violenza, della guerra, della povertà, della solitudine.
Dopo un cammino di 14 km, finalmente si arriva al Santuario. Quest’anno i pellegrini troveranno, prima di arrivare alla meta, sul lato destro, all’incrocio della strada a lui dedicata, un ricordo marmoreo in onore di Don Umberto Terenzi, che sembra voler dare il benvenuto nel “suo” Santuario ai pellegrini della notte.
Sono ormai le ore 5.00 quando inizia la prima Santa Messa della giornata è per loro, per i pellegrini della notte, che hanno raggiunto la luce del giorno! Durante la festa dell’Immacolata si svolgeranno numerose celebrazioni, sia nel nuovo sia nell’antico Santuario, per i numerosi pellegrinaggi di famiglie e di gruppi provenienti da Roma e da ogni parte. Nella tarda mattinata c’è l’arrivo del pellegrinaggio dei ciclisti del Lazio e la maratona del dopolavoro dei postelegrafonici romani. L’8 dicembre ricorda anche la fondazione della Parrocchia del Divino Amore (1932).
Diventi nostra la bella invocazione in uso al Santuario: Vergine Immacolata, Maria, Madre del Divino Amore, rendici santi!

Ave Maria e coraggio!
Mons. Pasquale Silla
Rettore Parroco

L’Immacolata in Piazza di Spagna
L'8 settembre del 1857, papa Pio IX, ha inaugurato e benedetto a Roma (in Piazza di Spagna), il monumento dell'Immacolata. Papa Pio XII, nel giorno dell'Immacolata Concezione, ha iniziato a inviare dei fiori come omaggio alla Vergine, il suo successore, papa Giovanni XXIII, nel 1958, lasciò il Vaticano e si recò personalmente in Italia, in Piazza di Spagna, per deporre ai piedi della Vergine Maria un cesto di rose bianche e successivamente fece visita alla basilica di Santa Maria Maggiore. Tale consuetudine è stata continuata anche dai papi Paolo VI, Giovanni Paolo II e oggi Benedetto XVI. La visita in Piazza di Spagna, prevede un momento di preghiera, quale espressione della devozione popolare. L'omaggio all'Immacolata prevede il gesto della presentazione dei fiori, la lettura di un brano della Sacra Scrittura e di un brano della Dottrina della Chiesa cattolica, preghiere litaniche e alcuni canti mariani, tra cui il Tota pulchra.


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2009 anno di grazia: Indulgenza Plenaria al Santuario della Madonna del Divino Amore

Divino Amore, dicembre 2008

Carissimi amici e devoti del Santuario,

Il Santuario della Madonna del Divino Amore accoglie il nuovo anno 2009, come un anno di grazia, arricchito da Benedetto XVI con il dono dell’’Indulgenza Plenaria a favore dei pellegrini del Santuario, per la felice ricorrenza del decimo anniversario della dedicazione del nuovo Santuario della Madonna del Divino Amore compiuta da Giovanni Paolo II il 4 luglio 1999.

Ave Maria e coraggio!
Mons. Pasquale Silla
Rettore Parroco

Dal Romanzo Bariona di Jean Paul Sartre:

"La Vergine è pallida e guarda il bambino. Ciò che bisognerebbe dipingere sul suo viso è uno stupore ansioso che non è apparso che una volta su un viso umano. Poiché il Cristo è il suo bambino, la carne della sua carne, e il frutto del suo ventre. L’ha portato nove mesi e gli darà il seno e il suo latte diventerà il sangue di Dio. E in certi momenti la tentazione è così forte che dimentica che è Dio. Lo stringe tra le sue braccia e dice: piccolo mio! Ma in altri momenti, rimane interdetta e pensa: Dio è là e si sente presa da un orrore religioso per questo Dio muto, per questo bambino terrificante. Poiché tutte le madri sono così attratte a momenti davanti a questo frammento ribelle della loro carne che è il loro bambino e si sentono in esilio davanti a questa nuova vita che è stata fatta con la loro vita e che popolano di pensieri estranei. Ma nessun bambino è stato più crudelmente e più rapidamente strappato a sua madre poiché egli è Dio ed è oltre tutto ciò che lei può immaginare. Ed è una dura prova per una madre aver vergogna di sé e della sua condizione umana davanti a suo figlio. Ma penso che ci sono anche altri momenti, rapidi e difficili, in cui sente nello stesso tempo che il Cristo è suo figlio, il suo piccolo, e che è Dio. Lo guarda e pensa: «Questo Dio è mio figlio. Questa carne divina è la mia carne. È fatta di me, ha i miei occhi e questa forma della sua bocca è la forma della mia. Mi rassomiglia. È Dio e mi assomiglia». E nessuna donna ha avuto dalla sorte il suo Dio per lei sola. Un Dio piccolo che si può prendere nelle braccia e coprire di baci, un Dio caldo che sorride e respira, un Dio che si può toccare e che vive. Ed è in quei momenti che dipingerei Maria, se fossi pittore, e cercherei di rendere l’espressione di tenera audacia e di timidezza con cui protende il dito per toccare la dolce piccola pelle di questo bambino-Dio di cui sente sulle ginocchia il peso tiepido e che le sorride".

Jean Paul Sartre, ateo, prigioniero in tempo di guerra, nel 1940 fu invitato dai suoi compagni di prigionia a scrivere una scena natalizia. Mosso dalla solidarietà verso i suoi compagni, scrisse tra l’altro questa pagina. (Dal romanzo Bariona).




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Nel “decennio del nuovo Santuario”

Tutti i figli della Chiesa devono promuovere generosamente il culto, specialmente liturgico verso la Beata Vergine (LG n.67)

Divino Amore, gennaio 2009

Carissimi amici,

durante quest’anno di grazia che segna il decennio della dedicazione del nuovo santuario, consacrato da Giovanni Paolo II il 4 luglio 1999, vogliamo rinnovare e qualificare il culto verso la Beata Vergine, perché sia autentico e ci porti ad una fede più matura, ad una maggiore partecipazione alla vita della Chiesa e ad una fattiva corresponsabilità nel bene comune della nostra società.
"Maria fa parte del vangelo... Ella viene presentata come colei che ha ascoltato in modo esemplare la parola di Dio, come la serva del Signore che dice di si alla parola di Dio, come la piena di grazia che di per se stessa è nulla, mentre è tutto per la bontà di Dio. Così essa è il modello originario degli uomini che si aprono a Dio e si lasciano arricchire da lui, il modello originario della comunità dei credenti, della Chiesa... 'Concepito per opera dello Spirito Santo, nato da Maria vergine': è una verità che confessiamo solo di Gesù, e di conseguenza confessiamo pure che Maria è la madre del Signore. L'elemento femminile, ricettivo, materno, non è la parte peggiore della realtà umana, bensì la migliore, e, soprattutto, la migliore della realtà cristiana!". Queste sono affermazioni che ricorrono nel "catechismo evangelico degli adulti” (1975), dei protestanti.
La Chiesa per mezzo di Cristo, nello Spirito Santo, glorifica il Padre; questo è il senso profondo e generale del culto cristiano.
La Beata Vergine è inserita armoniosamente nell'unico culto cristiano. Il culto mariano infatti, celebra i rapporti di Maria con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, e manifesta i rapporti di Maria con la Chiesa, all'inizio, nel suo cammino e nel suo compimento. Ogni giorno i fedeli sperimentano l'esemplarità e l'intercessione della Madre di Dio nella loro vita. L'autentico culto mariano si nutre alla linfa ricchissima della S. Scrittura, la parola di Dio, infatti, ci presenta Maria nelle linee essenziali, sempre in riferimento a Cristo; riflette la tradizione, quanti segni mariani troviamo nella religiosità, nella cultura e nell’arte, ma è anche sensibile alle necessità dell'uomo contemporaneo, queste accoglie e nello stesso tempo illumina e valorizza.
Presenta inoltre l'intera tipologia delle espressioni cultuali: venerazione profonda e fiduciosa invocazione, amore ardente e lode pura, servizio di amore e operosa imitazione.
Si veste di bellezza nelle espressioni di arte, letteratura, musica, iconografia, architettura e, più che altro, determina una corretta assunzione di impegni nella vita cristiana.
Il Concilio Vaticano II, al cap. VIII della L.G. al n.67, afferma che il culto mariano deve avere alcune caratteristiche: tutti di figli della Chiesa devono promuovere generosamente il culto, specialmente liturgico verso la Beata Vergine, e devono avere in grande stima i pii esercizi e le pratiche di pietà verso di lei.
E’ quanto vogliamo continuare a fare nel nostro Santuario invitando i fedeli e offrendo indicazioni e spunti per una attuazione pratica.

Ave Maria e coraggio!
Mons. Pasquale Silla
Rettore Parroco




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10° anniversario della Dedicazione del nuovo Santuario della Madonna del Divino Amore

Divino Amore, 15 gennaio 2009

Carissimi amici,

Il Santuario della Madonna del Divino Amore intende ricordare con gioia e con gratitudine verso il Signore il decimo anniversario della solenne Dedicazione del nuovo Santuario compiuta da Giovanni Paolo II il 4 luglio 1999.
Questa importante data ha aperto la terza fase storica della vita del Santuario: la prima fu la fondazione del Santuario dopo il primo miracolo nel 1740, la seconda fa la rinascita del Santuario, con l’arrivo di Don Umberto Terenzi nel 1931, dopo tanti anni di abbandono.
E’ noto che il Divino Amore è il Santuario più caro ai romani e costituisce un vero e proprio punto di riferimento religioso per i romani e per tanti altri fedeli provenienti da ogni parte d’Italia e del mondo. Qui affluiscono numerosi pellegrinaggi e turisti, affascinati dalla spiritualità del Santuario e dalla bellezza del luogo.
Ha affermato Benedetto XVI il 1° maggio 2006: “aumenta il numero di coloro che vengono qui pellegrini, per pregare e anche per godere della bellezza e della serenità riposante di questi luoghi”.
Giovanni Paolo II, il 4 luglio 1999, giorno della Dedicazione, ebbe a dire: “Con la dedicazione di questo nuovo Santuario viene oggi sciolto parzialmente un voto che i romani, invitati dal Papa Pio XII, fecero alla Madonna del Divino Amore nel 1944, quando le truppe alleate stavano per lanciare l'attacco decisivo su Roma occupata dai tedeschi. Davanti all'immagine della Madonna del Divino Amore, il 4 giugno di quell'anno, i romani invocarono la salvezza di Roma, promettendo a Maria di correggere la propria condotta morale, di costruire il nuovo Santuario del Divino Amore e di realizzare un'opera di carità a Castel di Leva. In quello stesso giorno, dopo poco più di un'ora dalla lettura del voto, l'esercito tedesco abbandonò Roma senza opporre resistenza, mentre le forze alleate entravano per Porta San Giovanni e Porta Maggiore, accolte dal popolo romano con manifestazioni di esultanza”.
La nostra supplica al Santo Padre di voler arricchire la devozione dei pellegrini verso la Madonna del Divino Amore con il dono dell’Indulgenza Plenaria, per l’intero anno 2009, è stata subito benevolmente esaudita!
Attendiamo ora fiduciosi che, a questo prezioso dono spirituale, si aggiunga anche la gradita e attesa visita del Santo Padre Benedetto XVI al Santuario.
Il Comune di Roma, sempre attento alla vita del Santuario, prima del Grande Giubileo, fece esporre in diversi luoghi intorno al Santuario alcune targhe con la scritta: “Comune di Roma. Gabinetto del Sindaco, Ufficio Decoro Urbano. Santuario della Madonna del Divino Amore. Questo luogo è patrimonio artistico di Roma e del mondo. Aiutaci a conservarlo nella sua bellezza e pulizia. Sanzioni severe a chi lo danneggia”.
I Romani mantengono viva la memoria e gli impegni ancora attuali del “voto”, rendono grazie alla Madonna del Divino Amore, con una fervida devozione e sostenendo le sue opere, frequentano, notte e giorno, il Santuario dove sanno di sperimentare la preghiera e l’augurio di Giovanni Paolo II: “Fa, o Madre nostra, che nessuno passi mai da questo Santuario, senza ricevere nel cuore la consolante certezza del Divino Amore”!

Ave Maria e coraggio!
Mons. Pasquale Silla
Rettore Parroco




PROGRAMMA DI MASSIMA SU CINQUE LIVELLI PER IL 10° ANNIVERSARIO DEL NUOVO SANTUARIO – 2009



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IL CULTO MARIANO DEVE ESSERE CRISTOCENTRICO ED ECCLESIALE E DEVE ESSERE SIGNIFICATIVO PER LA VITA CONTEMPORANEA

Divino Amore, 1 febbraio 2009

Carissimi amici,

Il culto mariano deve essere maggiormente cristocentrico ed ecclesiale. Se il culto cristiano è sempre adorazione al Padre per mezzo di Gesù Cristo nello Spirito Santo, quello mariano, deve portare logicamente all'incontro con Cristo e a un legame più forte con la vita ecclesiale. Nella valorizzazione della vita terrestre di Maria, si dovrebbe alleggerire, ove risulta predominante, la concentrazione sulla intercessione, mentre andrebbe sviluppato l'elemento fondamentale della esemplarità di Maria come tipo e figura della Chiesa, e come serva e discepola del Signore.
Il Concilio non esita a invitare a purificare il culto: la devozione non consiste in uno sterile passeggero sentimentalismo, né in una certa qual vana credulità. Non viene eliminato il sentimento; al n.53 si parla infatti di “affetto, di pietà filiale”; ma, la vita cristiana non dipende da interventi straordinari, apparizioni (non sono un quinto vangelo), queste possono aiutare a capire meglio la rivelazione. Va eliminata la vana credulità.
Il culto deve essere rinnovato e armonizzato con la liturgia. I pii esercizi che camminano parallelamente con la liturgia devono avere con essa una unità organica. Un principio fondamentale al riguardo ci viene dalla S.C. n.13 dove si legge: "gli esercizi siano regolati tenendo conto dei tempi liturgici, in modo da armonizzarli con la liturgia; derivino in qualche modo da essa e ad essa introducano il popolo, dal momento che la liturgia è per sua natura di gran lunga superiore ai pii esercizi".
Apertura all'ecumenismo. Un tempo vi era netto contrasto fra la devozione mariana e la dimensione ecumenica. Ora non si può assolutamente separare la devozione a Maria SS.ma dall'amore ai fratelli. La sensibilità ecumenica aiuterà il culto mariano a salvare sempre il primato di Cristo, a esprimere le finalità evangeliche e a sottolineare il dato, comune anche ai fratelli separati, della imitazione della Vergine, figura della Chiesa e modello degli atteggiamenti cristiani fondamentali.
La Vergine Maria essendo la madre di Cristo può essere di grande aiuto nel cammino verso l'unità: tutti i figli della Chiesa potranno apprendere da Lei l'obbedienza al Padre, nell'accoglienza reciproca e fraterna.
Il culto mariano non può essere tagliato fuori dalla storia; diventerebbe, altrimenti, solo pietismo, privo di senso missionario e di impegno per il mondo, diventerebbe insignificante per l'uomo moderno.
L'uomo ha vissuto e vive sempre profonde trasformazioni, non sfugge alle correnti antropocentriche riassunte dalla secolarizzazione, processo che porta l'uomo a una maturazione e anche a una presa di coscienza della consistenza del mondo, e a un rapporto esistenziale con esso.
L'uomo della secolarizzazione mette in risalto che la persona deve essere considerata responsabile e impegnata, maggiorenne e adulta, cosciente dei meccanismi della psiche, sensibile ai valori democratici, tendente all'essenziale.
Queste tendenze hanno un influsso notevole sulla spiritualità cristiana e di riflesso sul culto mariano.
Il senso della responsabilità e della maturità della persona, non si accordano con quelle espressioni che sembrano sottovalutare l'insostituibilità della decisione personale. Maria non deve apparire una sostituzione, né un esempio da copiare alla lettera, ma uno stimolo a compiere cose nuove e diverse.
La conquista democratica lo sottolinea e rifiuta la nozione di privilegio e di regalità. I privilegi di Maria SS.ma oggi giustamente vengono accolti e valorizzati perché sono in funzione e in relazione con la comunità, con la Chiesa e, di riflesso, con tutta l'umanità.
Occorre che il culto verso la Vergine superi lo stadio istintivo, emotivo, e sentimentale e si fondi su una fede autentica. La tendenza all'essenzialità esige una semplificazione della vita cristiana, libera da barocchismi di pratiche esteriori, in modo che l'incontro con Maria, non alimenti una certa burocrazia spirituale che complica la vita.
L'uomo di oggi, nonostante le paure da cui é compresso, vuole impegnarsi a costruire un mondo più umano, nella giustizia, nella pace, nel rispetto dei diritti umani.
La devozione mariana non può essere vista fuori del mondo, ma deve essere intesa come una forza valida per rianimare di spirito cristiano le strutture temporali, sull'esempio della donna dal cuore nuovo, inizio e prototipo della creazione nuova operata dallo Spirito Santo.

Ave Maria e coraggio!
Mons. Pasquale Silla
Rettore Parroco





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MARIA É TUTTA RELATIVA A CRISTO

Divino Amore, 2 marzo 2009

Carissimi amici,

Paolo VI a dieci anni dal Concilio, nel 1974, offrì alla Chiesa una stupenda Esortazione Apostolica sul culto mariano, nella quale ha tracciato le linee fondamentali di un aggiornato rinnovamento del culto verso la Madre di Dio.
Sono convinto che le Chiese locali, e, in esse i Santuari, hanno preso coscienza del valore pastorale che ha il culto mariano in ordine alla vita cristiana, alla promozione della comunione ecclesiale e della spinta missionaria che sente la Chiesa. Quasi ovunque sono state introdotte le note e gli orientamenti della Marialis Cultus. Non é possibile oggi celebrare Maria senza tener conto del suo riferimento vitale alla Trinità: il Padre l'ha scelta, l'ha adornata di doni meravigliosi, il Figlio l'ha voluta sua madre e lo Spirito Santo l'ha amata come sua mistica sposa.
Maria é tutta relativa a Cristo: é madre, discepola e generosa collaboratrice. In tre stupende icone russe viene plasticamente dimostrato il rapporto di Maria con Cristo; in quella dell'Annunciazione, il bambino in braccio alla madre affonda il piccolo volto nel volto della madre. Madre e figlio sono un tutt'uno. Nell'icona della crocifissione la madre é staccata dal figlio, in piedi, davanti alla croce, legata a lui dall'amore e dal dolore. Nell'icona di Maria nell'Ascensione di Gesù al cielo, la Vergine sta in piedi, con le braccia aperte, isolata, al centro come punto di equilibrio, intorno a lei gli apostoli, tutti in movimento (la Chiesa attiva); lei, la madre, è immobile, sotto la figura di Gesù, nel posto dal quale é asceso, quasi a tener viva la memoria e l'attesa di lui (Ascensione della scuola di Rublev (sec.XV)
Maria nella Chiesa è memoria (Lc 2,19) serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore. Maria accoglie una sapienza che viene dall'alto e trasforma la sua vita.
In lei è presente l'azione salvifica di Dio in modo perfetto e sono visibili le grandi cose che Dio ha compiuto. Memoria - ascolto, interiorizzazione - conversione.
Maria è icona - segno di elezione da parte di Dio modello dei credenti figura della Gerusalemme celeste. Maria è inizio e compimento della Chiesa (LG 68).
"Totalmente dipendente da Dio e tutta orientata verso di lui per lo slancio della sua fede, Maria, accanto a suo Figlio, è l'icona più perfetta della libertà e della liberazione dell'umanità e del cosmo. E' a lei che la Chiesa, di cui ella è madre e modello, deve guardare per comprendere il senso della propria missione nella sua pienezza" (RM 37). Maria è madre presso il Calvario e a Pentecoste.
La Chiesa senza Maria non è la Chiesa di Cristo. Dalla croce Gesù ha dichiarato e ha reso Maria madre del discepolo. Giovanni la prese "in sua" tra i suoi beni; il discepolo che accolse l'eucaristia, il comandamento dell'amore, il dono dello Spirito, accolse anche Maria come dono del maestro.
La Chiesa e Maria costituiscono un'unica maternità, molti titoli e prerogative appartengono a entrambe. L'una illumina l'altra. Maria unita a Cristo è intimamente unita alla sua Chiesa. L'una è incompleta senza l'altra.
Auguro a tutti gli amici del Santuario del Divino Amore di fare giorno per giorno una esperienza viva della vicinanza con Maria per essere anche noi, come Lei, sempre uniti a Cristo e alla Chiesa.

Ave Maria e coraggio!
Mons. Pasquale Silla
Rettore Parroco





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BUONA PASQUA!

Divino Amore, 25 marzo 2009

Carissimi amici,

La prima parola rivolta alla Vergine a Nazaret dal messaggero celeste fu "rallegrati" perché il Figlio di Dio sta per farsi uomo in te.

Dopo il dramma della Passione, risuona un nuovo invito alla gioia, fatto non da un angelo, ma dai cristiani: “Gioisci e rallegrati, Vergine Maria, alleluia, perché il Signore è risorto davvero, alleluia!

Lasciamo che l’alleluia pasquale si imprima profondamente anche in noi, così che non sia soltanto una parola, ma l’espressione della nostra stessa vita: l’esistenza di persone che invitano tutti a lodare il Signore e lo fanno con il loro comportamento da "risorti".

Abbiamo il diritto di accogliere la gioia e abbiamo il dovere di offrirla con la nostra testimonianza. Ave Maria! Cordiali saluti e auguri di Buona Pasqua!

Ave Maria e coraggio!
Mons. Pasquale Silla
Rettore Parroco





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IL NUOVO SANTUARIO DEL DIVINO AMORE MEMORIA PERENNE DELLA LIBERAZIONE DI ROMA E RICHIAMO AGLI IMPEGNI DEL VOTO

Divino Amore, 23 maggio 2009

Carissimi amici e devoti del Santuario,

A dieci anni dalla solenne Dedicazione del nuovo Santuario è utile ricordare il richiamo paterno di Giovanni Paolo II sul valore e sul significato del “voto” dei romani.
Si può affermare che un’intera città si rivolse alla Madonna per scongiurare lo scontro tra due eserciti belligeranti nelle vie di Roma.
Nei momenti di gravi pericoli, non solo i fedeli pregano, ma ad essi si uniscono, senza distinzioni, quanti hanno a cuore la propria incolumità e la perdita dei beni e della propria città.
Così accadde il 4 giugno 1944 davanti alla Madonna del Divino Amore esposta a San’Ignazio nel momento in cui erano ormai crollate tutte le speranze umane. C’erano tutti nella grande basilica, nella piazza e nelle strade adiacenti. Per dire “liberaci dal male” come ci ha insegnato Gesù nel Padre nostro, non ci vuole molto!
Dal cuore umano in quei momenti affiora fino alle labbra la preghiera di richiesta e spesso, ottenuto il soccorso, la preghiera si tramuta in ringraziamento e stimolo alla coerenza. Il Signore ascolta ancor prima che preghiamo, perché desidera venire incontro alla sua creatura e attirarla al suo cuore. Tanti romani che fecero il voto non ci sono più e i romani di oggi potrebbero dire: noi non abbiamo fatto il voto!
Non abbiamo fatto il voto, ma ne godiamo i frutti e comunque siamo ugualmente coinvolti anche perché ciò che fu promesso dal punto di vista morale si deve comunque adempiere.
Giovanni Paolo II, il 4 luglio 1999, giorno della Dedicazione, ebbe a dire: “Con la dedicazione di questo nuovo Santuario viene oggi sciolto parzialmente un voto che i romani, invitati dal Papa Pio XII, fecero alla Madonna del Divino Amore nel 1944, quando le truppe alleate stavano per lanciare l'attacco decisivo su Roma occupata dai tedeschi. Davanti all'immagine della Madonna del Divino Amore, il 4 giugno di quell'anno, i romani invocarono la salvezza di Roma, promettendo a Maria di correggere la propria condotta morale, di costruire il nuovo Santuario del Divino Amore e di realizzare un'opera di carità a Castel di Leva. In quello stesso giorno, dopo poco più di un'ora dalla lettura del voto, l'esercito tedesco abbandonò Roma senza opporre resistenza, mentre le forze alleate entravano per Porta San Giovanni e Porta Maggiore, accolte dal popolo romano con manifestazioni di esultanza”.
La costruzione del nuovo Santuario ha richiesto tempo. La promessa sembrava dimenticata, anche se Don Umberto Terenzi, mio predecessore, non si è mai arreso di fronte alle difficoltà e ai ritardi. Ha fatto realizzare diversi progetti, uno dei quali approvato, ebbe soltanto inizio, con la struttura della Casa del Pellegrino, che rimase bloccata per oltre venti anni. Oggi il Santuario è lì adagiato rispettosamente ai piedi della collina, ricoperto di un manto verde con le pareti a vetro che riflettono la campagna romana, quale perenne memoria della salvezza di Roma.

Ave Maria e coraggio!
Mons. Pasquale Silla
Rettore Parroco





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CELEBRAZIONE DEL 10° ANNIVERSARIO DEL NUOVO SANTUARIO
L'INVITO E' RIVOLTO A TUTTI!

Divino Amore, 16 giugno 2009

Carissimi amici e devoti del Santuario,

il prossimo 4 luglio ricorre il decimo anniversario della solenne dedicazione del Nuovo Santuario del Divino Amore compiuta dal Santo Padre Giovanni Paolo II nel 1999, attorniato da tutti i Vescovi del Lazio. Il Santo Padre Benedetto XVI con gioia ha concesso al Santuario il dono dell’Indulgenza Plenaria per l’intero anno giubilare.
Mi permetto di rivolgervi un cordiale invito a partecipare, sabato 4 luglio, alla solenne commemorazione che avrà inizio alle ore 9.30 nell’Auditorium e terminerà con la Santa Messa di ringraziamento, presieduta dal Cardinale Paul Poupard, nel Nuovo Santuario alle ore 12.30.
In questi dieci anni il Nuovo Santuario è stato un punto di riferimento per la nostra Diocesi di Roma e per tante altre Diocesi, che si recano a Roma per l’Udienza Pontificia e, quest’anno, per il pellegrinaggio alla Basilica di San Paolo.
Il Santuario ha potuto svolgere un prezioso servizio pastorale verso tutti, offrendo una fraterna accoglienza ai pellegrini con tutte le strutture disponibili: la chiesa climatizzata, senza alcuna barriera architettonica, cappelle per le confessioni e l’adorazione perpetua, ampi spazi per i parcheggi, per la ristorazione e la convegnistica.
Alla manifestazione sono stati invitati tutti i Vescovi del Lazio, i 378 Sindaci con le loro delegazioni e i Rettori e Operatori pastorali dei 264 Santuari della nostra Regione, ai quali verrà presentata e donata la prima “Guida dei Santuari del Lazio” pubblicata a cura delle Edizioni Divino Amore, con il Patrocinio della Regione Lazio - Assessorato al Turismo.
Il costante impegno del Santuario è quello di offrire esemplari celebrazioni liturgiche e di qualificare la pietà popolare per ricordare e far attuare ad ognuno le esigenze del “voto” fatto alla Madonna.
Confidando in un riscontro positivo, vi ringrazio e vi trasmetto l’augurio che ci lasciò Giovanni Paolo II al termine della Dedicazione: “Fa o Madre nostra che nessuno passi mai da questo Santuario senza ricevere nel cuore la consolante certezza del Divino Amore”!

Assicuro la preghiera alla Madonna del Divino Amore per tutte le vostre intenzioni e per le persone a voi care e vi porgo i più cordiali saluti.
Ave Maria!

Vostro nel Divino Amore
Don Pasquale Silla
Rettore Parroco

Scarica l'invito in formato pdf





Guida dei Santuari del Lazio

» PROGRAMMA

AUDITORIUM DEL NUOVO SANTUARIO

Ore 9.30: Arrivi e accoglienza, con gli onori del Complesso Bandistico Musicale del Divino Amore.

Ore 10.30: Benvenuto del Rettore del Santuario Don Pasquale Silla.
Saluto delle autorità: Cardinale Paul Poupard, On.le Gianni Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Mauro Cutrufo, Vice Sindaco di Roma, Pasquale Calzetta, Presidente XII Municipio di Roma.
Intervento del Prof. Domenico Volpini, Professore di antropologia medica sul tema: “La città e il suo Santuario”.
Presentazione della“GUIDA AI SANTUARI DEL LAZIO”. Intervengono Don Stefano Lelli, autore del libro, Claudio Mancini, Assessore al Turismo della Regione Lazio.
(Consulta le altre pubblicazioni).

Presenta Eleonora Daniele, Conduttrice RAI.

NUOVO SANTUARIO

Ore 12.30: Solenne Santa Messa di ringraziamento nel Nuovo Santuario. Presiede il Cardinale Paul Poupard.

E’ prevista la partecipazione dei Vescovi, dei Rettori dei Santuari e dei Sindaci dei Comuni del Lazio.

Scarica il programma in formato pdf





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INVITO AL 5 AGOSTO 2009

Divino Amore, 22 luglio 2009

Carissimi fratelli e sorelle,
“Figli della Madonna del Divino Amore”

Anche quest’anno, il 5 agosto prossimo, vorremmo raccoglierci tutti insieme per ringraziare il Signore per le meraviglie che ha operato nella nostra opera.
Speriamo di avere anche il dono che l’8° Capitolo, proprio il 5 agosto, come si prevede, offrirà alla Congregazione delle Figlie della Madonna del Divino Amore e a tutta l’Opera: la nuova Madre Generale.
Vi invitiamo, se fosse possibile, a festeggiarla con noi in un momento di preghiera e di convivialità.

Ore 20: Preghiere e lodi alla Madonna del Divino Amore nel Nuovo Santuario
Ore 20.30: Agape fraterna all’aperto nell’atrio della sala del laghetto

Al Santuario durante le Sante Messe del 5 agosto coinvolgeremo anche i fedeli e li inviteremo a pregare e a ringraziare la Provvidenza per quanto ha operato attraverso il nostro Padre, il servo di Dio Don Umberto Terenzi.
In quest’anno sacerdotale, insieme al Padre, ricorderemo spesso anche i santi sacerdoti, amici del Padre, che lo hanno guidato nelle vie del Divino Amore e della santità: San Luigi Orione, San Giovanni Calabria e San Pio da Pietrelcina.
Invitiamo con noi quei fedeli laici, amici dell’Opera e del Santuario, perché si infiammino sempre di più del Divino Amore.
Mentre ci rallegriamo, fin d’ora, delle iniziative che verranno prese dalle altre comunità, nelle case filiali, formuliamo per tutti i più cordiali e fraterni auguri, in comunione di spirito e di preghiera.

Ave Maria e coraggio, Ave Maria e avanti!
Per la Comunità del Santuario
Don Pasquale Silla


…PER NON DIMENTICARE

5 Agosto 1932. Era il 1° venerdì del mese, ore 22.40, il Padre si trovava nella cappella della casa “Paterno” di don Orione a Tortona. Parlò con lui e ricevette un forte impulso e incoraggiamento per il futuro delle opere del Divino Amore.
5 agosto 1961. Il Padre Don Umberto Terenzi, ritirò il Decreto di approvazione della Congregazione delle sue Suore “Figlie della Madonna del Divino Amore presso la Sacra Congregazione dei Religiosi, in Vaticano.
5 agosto 1996. Un evento tanto desiderato dal Padre: la bandiera tricolore, finalmente sventolava sul solaio del Nuovo Santuario, che stava diventando una realtà. Era presente una testimone di eccezione: la Madre M. Elena Pieri, che visse con il Padre le ansie e le speranze dell’Opera!
5 agosto di ogni anno al Santuario e nelle case filiali, si fa memoria di questa ricorrenza con momenti di preghiera e di fraternità.


IL PADRE RICORDA

E allora quella sera 5 agosto (1932) facemmo sosta e parlavo con Don Orione per le cose della Madonna del Divino Amore, e mi ha detto di andare innanzi che tutto andrà bene, quindi coraggio: "Tutto andrà bene”.
La fatica mia allora era molto grande. La prima lettera di Madre Elena, allora semplicemente Elena, che mi dice: stia attento, si riguardi, perché se si ammala! ecc... non ve la leggo per non farvi ridere...
Dunque, e la storia è stata sempre quella, perché ho dovuto sgambettare parecchio e fino a ieri ad andarmi a scapicollare con “i piccoli figli” (seminaristi) su a S. Agnello (di Guarcino) alla Fonte, ecc. ecc.
Mi son guardato sempre bene dal riguardarmi, perché lo spirito delle figlie e dei figli della Madonna è quello, non di fare imprudenze, sciocchezze, ma di dare tutto se stessi alla Madonna e alle opere del suo amore; tutto dico fisicamente, moralmente, finanziariamente, tutto come un figlio alla madre, senza risparmio alcuno, tutto quello che si può dare.
Se io devo seguire le opere della Madonna affannosamente, devo farlo, e dobbiamo ormai tutti farlo, perché non sono più solo come allora, oh!... Dal 1932 ad oggi, son passati parecchi giorni e parecchi anni.


Siamo al 5 agosto 1958, 26 anni fa!





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LA FESTA CI FA STARE DI NUOVO INSIEME NELLA GIOIA!

Divino Amore, 4, 5, 6 settembre 2009

Stare insieme non è facile, ma è una necessità, nessuno può vivere da solo! Dio stesso ci ha creati in relazione gli uni con gli altri. Lui stesso, che è l’unico Dio in tre persone, è una intensa e divina relazione.
Lo stesso amore è nel Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo.
Guardando l’Immagine della Madonna del Divino Amore possiamo avvertire un dolce riferimento alla Trinità, infatti vediamo la madre, che è la figlia prediletta di Dio Padre, il bambino tra le braccia, è Gesù Cristo il Salvatore e su Maria la colomba, simbolo dello Spirito Santo.
Proviamo a dire: “Contemplando Maria noi pensiamo a te, adorabile Trinità, e ci sentiamo con lei amati dal Padre, redenti da Cristo e rinnovati dallo Spirito”.
Noi vogliamo rendere la nostra festa, che facciamo all’ombra del Santuario mariano di Roma, un vero segno di gioia serena e di sicura speranza in questi tempi in cui i veri valori sembrano scomparsi e la ricerca della felicità diventa soltanto ricerca sfrenata del piacere.
La Madre del Divino Amore ci voglia guidare nel cammino, spesso buoi, della vita!
Ave Maria! Buona Festa!

Il vostro Parroco
Don Pasquale Silla


QUANDO ANCHE L’ARDEATINA SARA’ COME LA LAURENTINA?

Il Santuario, che è al centro di tutto il territorio parrocchiale, fin dalla sua rinascita con la venuta di Don Umberto Terenzi, è sempre stato promotore di tanti servizi a favore della comunità (Scuole, Ufficio Postale, Ambulatorio, Asilo, Stazione ferroviaria, Stazione del Carabinieri ecc. ).
Una delle grosse difficoltà dei nostri tempi è il traffico. Il Santuario, sempre attento a non essere di ostacolo o a creare problemi alla zona vorrebbe avanzare questa proposta alle competenti autorità:

a) Raddoppiare la Via Ardeatina dal GRA al Santuario,
b) Realizzare un regolare svincolo del GRA sulla Ardeatina,
c) Creare subito due rotonde (so che sono in programma!) una nell’incrocio di Via di Fioranello con l’Ardeatina e un’altra all’incrocio di Via di Castel di Leva con l’Ardeatina.

Nota
La vicina Via Laurentina ha avuto un trattamento migliore della nostra Via Ardeatina, infatti è ottimo lo svincolo del GRA ed è stata raddoppiata fino al Cimitero Laurentino.



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MOSTRA DI ARTE CONTEMPORANEA AL DIVINO AMORE

Divino Amore, 3 novembre 2009

Il Santuario del Divino Amore è, secondo la definizione che ne diede Giovanni Paolo II, "il nuovo Santuario Mariano di Roma accanto a quello, più antico, di Santa Maria Maggiore". Posto alle porte della città, custodisce l'immagine di quella che la pietà e la devozione popolare definisce da sempre "la Madonna dei Romani".
All'interno del complesso, sviluppatosi, negli anni, attorno alla piccola cappella che custodisce l'immagine miracolosa della Madonna del Divino Amore, sono state realizzate e sono funzionanti diverse strutture destinate al culto, all'accoglienza e ad incontri di varia natura. Stanno trovando spazio altri progetti finalizzati alla realizzazione di opere di carità destinate a soggetti particolarmente bisognosi di assistenza e cura: locali di accoglienza di familiari di bambini, temporaneamente residenti nel1a città di Roma, da sottoporre a trapianto di midollo osseo, casa anziani (in fase di apertura), struttura per disabili. Progetti che richiedono, come ben si comprende, adeguate risorse.
E' con questo spirito che ci rivolgiamo ad ogni artista eventualmente interessato con la proposta di partecipare ad una mostra di arte contemporanea che verrà organizzata nel periodo natalizio, orientativamente dal 13 dicembre 2009 al 10 gennaio 2010, con un'opera a tema libero, che non contrasti con lo Spirito del Santuario, da donare successivamente al Santuario.
Unitamente all'opera esposta al fine di cui sopra ogni artista potrà esporre, senza onere alcuno, altri lavori, in misura massima di ulteriori quattro, che potrà liberamente vendere nel corso della manifestazione.
Riservandoci di inviare ad ogni artista interessato il regolamento dettagliato della manifestazione, ringraziamo fin da ora chiunque desideri fornire il proprio aiuto per allargare gli orizzonti della carità del Santuario.

Ave Maria!
Il Rettore Parroco
Mons. Pasquale Silla





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INAUGURAZIONE DELLA CASA DEL DIVINO AMORE PER ANZIANI

Divino Amore, 12 novembre 2009

Carissimi amici,
dopo anni di lavoro e di attesa siamo finalmente giunti al giorno dell’apertura della Casa del Divino Amore per anziani, realizzata con tanti sacrifici e con la vostra benevolenza, a ridosso dell’antico Santuario, dove sorgeva la prima sede del Seminario della Madonna del Divino Amore.
Siamo lieti di invitarvi al Santuario per ringraziare insieme a noi la Divina Provvidenza, che ha guidato gli eventi per arricchire il Santuario di una nuova opera di carità al servizio degli anziani.
La solenne cerimonia di inaugurazione prevede il seguente Programma:

DOMENICA 22 NOVEMBRE 2009

Ore 10.30: Accoglienza degli ospiti con la Banda Musicale del Divino Amore all’ingresso del nuovo Santuario.
Ore 11.00: Santa Messa, presieduta da Sua Eccellenza Rev.ma Mons. Luigi Moretti, Vicegerente del Vicariato di Roma.
Ore 12.00: Benedizione della Casa. Taglio del nastro da parte del Sindaco di Roma Gianni Alemanno. Visita alla struttura.
La Banda Musicale del Divino Amore, nel giorno di Santa Cecilia, patrona della musica, allieterà la nostra Festa.
In attesa di incontrarci porgo i più cordiali saluti e auguri di bene.

Ave Maria!
Vostro nel Divino Amore
Don Pasquale Silla



Scarica il testo della preghiera di benedizione della Casa per Anziani in formato pdf.


P.S. E’ gradita la partecipazione, mercoledì 16 dicembre alle ore 21, al Concerto “Il Divino Amore, cuore di Roma” che avrà come protagonisti Ennio Morricone e Andrea Morricone con la prima esecuzione assoluta dell’ORATORIO per coro e orchestra, dedicato alla Madonna del Divino Amore.



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UN PELLEGRINAGGIO PER USCIRE DAL TUNNEL DELLA VIOLENZA

Divino Amore, 25 novembre 2009

Il Pellegrinaggio notturno, che partirà da Piazza di Porta Capena, il 7 dicembre prossimo a mezzanotte, e giungerà al Divino Amore all’alba dell’8 dicembre, prevede la partecipazione di migliaia di persone ed aprirà le solenni celebrazioni romane per l’Immacolata, che culmineranno con la visita tradizionale del Santo Padre Benedetto XVI a Piazza di Spagna.
Molti fedeli vengono di proposito a Roma anche da molto lontano, per partecipare a questa forma di pietà popolare. La Roma di oggi è segnalata dal Palazzo della FAO, e lì accanto, i segni della Roma antica con il Circo Massimo e più in là il Palatino e il Colosseo. I pellegrini vengono invitati a portare ai piedi della Vergine, insieme alle proprie suppliche e speranze di bene, anche la missione storica e universale della Chiesa e della Città eterna.
Questo sarà l’ultimo Pellegrinaggio dell’anno alla Madonna del Divino Amore, dopo la lunga serie dei pellegrinaggi che si campiono ogni sabato da Pasqua alla fine di ottobre.
Il simbolismo del pellegrinaggio aiuta ad uscire dal buio della notte e approda alla luce del giorno. Oltre alla preghiera itinerante e prolungata per 5 ore ci sono segni; l’Immagine della Madonna del Divino Amore, posta sopra un autocarro addobbato con fiori e luci, che apre e accompagna il cammino dei pellegrini, le candele accese, richiamano la luce della fede che fu accesa la prima volta nel battesimo, una croce luminosa, costruita dai detenuti del carcere di Rebibbia e donata al Santuario, che precede il corteo. Solo seguendo la croce di Cristo si può uscire dal buio della notte, della violenza, della guerra, della povertà, della solitudine.
Dopo un cammino di 14 km, finalmente si arriva al Santuario, dove alle ore 5 viene celebrata la Santa Messa di ringraziamento. Durante la festa dell’Immacolata si svolgeranno numerose celebrazioni, dal Santuario del Divino Amore, alle ore 11 verrà trasmessa in diretta su RAI UNO la Messa celebrata da S. E. Mons. Giovanni D’Ercole eletto Vescovo Ausiliare dell’Aquila. E’ previsto il raduno dei ciclisti del Lazio e la maratona del dopolavoro dei postelegrafonici romani.
Due importanti opere, una riguarda la carità permanente con la Comunità Alloggio per Anziani e l’altra culturale con un grande evento musicale, concluderanno le celebrazione del decimo anniversario della Dedicazione del Nuovo Santuario memoriale della salvezza di Roma.
Domenica 22 novembre, alla presenza del Sindaco di Roma, è stata inaugurata la Comunità Alloggio per Anziani e mercoledì 16 dicembre alle ore 21 si terrà il Concerto “Divino Amore cuore di Roma” di Andrea Morricone con la prima esecuzione assoluta dell’Oratorio per soprano, coro e orchestra di Andrea Morricone, su testo del Rettore del Santuario, dedicato alla Madonna del Divino Amore.

Ave Maria!
Don Pasquale Silla
Il Rettore Parroco

P.S.

L’Immacolata a Piazza di Spagna

L'8 settembre del 1857, papa Pio IX, ha inaugurato e benedetto a Roma (in Piazza di Spagna), il monumento dell'Immacolata. Papa Pio XII, nel giorno dell'Immacolata Concezione, ha iniziato a inviare dei fiori come omaggio alla Vergine, il suo successore, papa Giovanni XXIII, nel 1958, lasciò il Vaticano e si recò personalmente in Italia, in Piazza di Spagna, per deporre ai piedi della Vergine Maria un cesto di rose bianche e successivamente fece visita alla basilica di Santa Maria Maggiore. Tale consuetudine è stata continuata anche dai papi Paolo VI, Giovanni Paolo II e oggi Benedetto XVI. La visita in Piazza di Spagna, prevede un momento di preghiera, quale espressione della devozione popolare. L'omaggio all'Immacolata prevede il gesto della presentazione dei fiori, la lettura di un brano della Sacra Scrittura e di un brano della Dottrina della Chiesa cattolica, preghiere litaniche e alcuni canti mariani, tra cui il Tota pulchra.



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BUON NATALE!

Divino Amore, 23 novembre 2009

Carissimi amici e devoti del Santuario,
in vista del Santo Natale e della chiusura di quest'anno, decimo del nuovo Santuario, mi sento in dovere di manifestarvi il mio vivo sentimento di gratitudine al Signore e alla Madonna per le meraviglie che hanno operato e operano nel Santuario mariano di Roma.
Si nota con evidenza la traccia di quel cammino che la Provvidenza iniziò con la venuta di Don Umberto Terenzi a Castel di Leva negli anni trenta, dopo un lungo periodo di abbandono in cui venne a trovarsi il Santuario eretto nel 1745. Il Servo di Dio fu sostenuto e accompagnato da tre sacerdoti Santi: San Luigi Orione, San Giovanni Calabria e San Pio da Pietrelcina, che lo sostennero e gli indicarono il profilo sicuro di un'opera, quella della Madonna, che sarebbe sorta in questo luogo perché non rimanesse mai più abbandonato e perché, come diceva Don Umberto, mentre si venera in continuazione la Vergine benedetta, sia sempre più adorato e amato il Signore con le opere della carità e con la pratica della vita cristiana autenticamente vissuta.
Il decennio che si chiude in questo mese, ci è sembrato un vero collaudo del grande progetto ispirato dal Signore a Don Umberto. Nonostante le difficoltà, dovute alle debolezze e agli ostacoli, l'Opera del Divino Amore, va avanti articolata nelle tre componenti essenziali: le Suore, i Sacerdoti Oblati e lo stesso Santuario, culla e sorgente di quello spirito di amore alla Madonna, che deve animare i figli spirituali di Don Umberto nella loro missione. Anche i devoti e gli amici del Santuario possono partecipare allo spirito del Divino Amore e accogliere la spinta dalla spiritualità mariana che sgorga dal Santuario e orienta tutti decisamente verso Cristo, che contempliamo con dolcezza nel presepio, ascoltiamo quando annuncia il vangelo, compatiamo ai piedi della croce ed ammiriamo nella gloria della risurrezione.
Soprattutto dobbiamo cercare e trovare Gesù nella celebrazione domenicale della Santa Eucarestia, fonte e culmine di tutta la vita della Chiesa. La realtà del Santuario ci insegni a compiere un difficile pellegrinaggio, quello di andare verso l'Eucarestia portandovi la nostra vita concreta con le sue gioie e i suoi sacrifici, portando con noi tutto il mondo, sicuri che nella fornace dell'Eucarestia tutto si trasforma e si purifica.
Buone Feste Natalizie! Cari amici, non dimenticate che voi siete presenti ai piedi della Madonna attraverso la nostra preghiera che offriamo per voi.

Vostro nel Divino Amore
Don Pasquale Silla
Rettore Parroco





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TRE DONI ALLA MADONNA A NOME DI TUTTI VOI

Divino Amore, 17 dicembre 2009

Carissimi amici e devoti del Santuario,
Siamo giunti alla fine dell’anno e, a nome di tutti voi devoti ed amici del Santuario, vogliamo offrire alla Madonna, tre opere, concrete e, nello stesso tempo, simboliche.
Una esprime il profumo della vostra carità: l’inaugurazione della Casa del Divino Amore per gli Anziani, avvenuta il 22 novembre, con la Benedizione di Sua Eccellenza Mons. Luigi Moretti, Vicegerente di Roma, e con il taglio del nastro da parte del Sindaco di Roma Gianni Alemanno.
Un’altra vuole esprime la bellezza del vostro amore: la Mostra di Arte Contemporanea che resterà aperta vicino al nuovo Santuario, dal 13 dicembre 2009 al 10 gennaio 2010.
E infine un’opera che vuole esprimere il canto della vostra fede e della vostra devozione: il Concerto di Andrea Morricone, con la prima esecuzione assoluta dell’Oratorio sulla Madonna del Divino Amore, mercoledì 16 dicembre.
Vi invitiamo cordialmente, carissimi, ad unirvi al nostro ringraziamento al Signore per quanto ha fatto e sta facendo in questo Santuario per tutti coloro che vi giungono: visitatori, pellegrini, turisti. Vediamo, infatti, con gioia che nessuno passa mai da questo Santuario senza ricevere un dono di grazia.
L’Opera della Madonna del Divino Amore desidera manifestare a tutti voi, soprattutto con la preghiera a piedi della Madonna, l’ammirazione per la vostra sincera devozione e il più vivo e cordiale ringraziamento per la vostra vicinanza e il vostro generoso sostegno al Santuario.
Tutti voi, carissimi amici, sarete presenti nelle nostre preghiere, specialmente nella notte santa di Natale e nel solenne Te Deum di ringraziamento di fine anno. Vi auguriamo di trascorrere le feste natalizie nella gioia, nella salute e nella serenità e di entrare nel nuovo anno 2010 carichi di speranza.
Infine, vi esortiamo a fare l’esperienza dei pastori che andarono senza indugio a Betlemme e trovarono Maria e Giuseppe e il Bambino che giaceva nella mangiatoia. Nell’Eucarestia, dove i segni sono ancora più poveri di quelli della grotta di Betlemme, possiamo trovare e vedere con occhi della fede lo stesso Salvatore e accoglierlo nel nostro cuore con amore e gratitudine. La “nostra cara” Madonna del Divino Amore vi rechi i nostri cordali auguri e vi benedica insieme ai vostri cari.

Ave Maria!

Vostro nel Divino Amore
Don Pasquale Silla
Rettore Parroco


TE DEUM LAUDAMUS

Alla fine dell’anno si canta in tutte le chiese il Te Deum laudamus, un antico inno di ringraziamento, per i benefici che il Signore ci ha concesso, e anche tutto il bene che ci ha consentito di fare nel corso dell’anno, che mentre si chiude, nello stesso istante si apre subito al nuovo.
In tutte le Messe la Chiesa sente il dovere e il bisogno di ringraziare, per questo proclama che “è cosa buona e giusta, è nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo”.
Sempre”, indica il progetto e il proposito di non dimenticare che ogni giorno dobbiamo saper ringraziare, se vogliamo attingere grazie e benedizioni alla fonte della salvezza. Soltanto chi sa ringraziare può ricevere altri doni.
“E in ogni luogo”. In un luogo come il Santuario i motivi e i segni di ringraziamento sono senza numero. Quest’anno ha avuto delle singolarità, dovute alla celebrazione del decimo anniversario della Dedicazione del nuovo tempio: il dono dell’Indulgenza Plenaria concesso dal Santo Padre per tutto il corso dell’anno, le numerose iniziative spirituali e pastorali, le tante manifestazioni di pietà, di carità e di cultura, la riconfermata attenzione della città di Roma verso il suo Santuario, riconosciuto come visibile memoriale della salvezza di Roma.
Le parole giuste per dire grazie al Signore le chiediamo in prestito alla Madonna, a Colei che sa riconoscere che quanto in Lei è accaduto, tutto è opera del Divino Amore e quindi può esclamare: “L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore… ha fatto in me cose grandi colui che è potente e santo è il suo nome!”.






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UN NUOVO ANNO, UNA NUOVA OPPORTUNITA' PER COLLABORARE CON IL SIGNORE

Divino Amore, 14 gennaio 2010

Carissimi amici e devoti del Santuario,
il nuovo anno è certamente una nuova opportunità che il Signore ci offre per attuare un piano di collaborazione con la sua opera di salvezza, per poterne ricevere i benefici e per aiutare anche gli altri ad aprirsi alla ricchezza della grazia della redenzione.
Per noi è d’obbligo fissare lo sguardo sulla Beata Vergine Maria, per apprendere da Lei il modo di lasciarci plasmare dallo Spirito Santo che ci aiuta ad essere persone autentiche che non dimenticano la dignità di essere figli di Dio e ci conforma a Cristo che ci ha fatti suoi nel battesimo trasmettendoci la sua ricchezza divina.
Lo Spirito Santo scenderà su di te, disse l’Arcangelo Gabriele a Maria, e in te, tutto, sarà opera dello Spirito Santo. Questo è il motivo e il significato del titolo di Madonna del Divino Amore.
Maria non è stata passiva sotto l’azione della Spirito, la sua docilità alla volontà di Dio, non ha mortificato la sua personalità e non le ha impedito di esprimere la sua piena libertà, sentendo l’onore e la responsabilità di poter collaborare con un’opera così grande che riguardava la salvezza dell’umanità.
Lei ha sapientemente ascoltato la parola di Dio ed ha compreso che la sua vita sarebbe stata associata in modo singolare ed unico alla vita e all’opera del Salvatore. Non ha avuto una vita facile, nonostante la grandezza della sua maternità divina e i rapporti, diciamo pure, privilegiati con Dio stesso fattosi uomo.
Lei ha ben compreso che il suo figlio, oltre ad essere il Messia, il Figlio di Dio, il gran Profeta, il Re d’Israele, era anche il Servo di Dio che avrebbe accettato il mistero del dolore e la morte di croce.
Credo che la Madonna voglia incoraggiarci ad entrare nelle vie del vangelo, a scoprirne e a viverne le esigenze. Il mondo ha diritto di ricevere il vangelo destinato a tutti gli uomini. Dio ha mandato il suo Figlio. Gesù ha chiamato e ha mandato gli Apostoli ad annunciare il suo vangelo.
La Chiesa sente la responsabilità di annunciare il vangelo e per questo, rivolge continuamente l’appello per le vocazioni alla vita sacerdotale e religiosa. Ogni battezzato ha ricevuto la grazia della fede, che a sua volta deve annunciare agli altri, con la parola e con la vita.
Carissimi amici, mettiamoci di nuovo in cammino di speranza nelle vie del mondo, sorretti dalla materna e potente intercessione della nostra cara Madonna del Divino Amore.

Ave Maria!

Vostro nel Divino Amore
Don Pasquale Silla
Rettore Parroco





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IL NOSTRO SGUARDO DEVE ESSERE SEMPRE PROIETTATO VERSO LA PASQUA

Divino Amore, 12 febbraio 2010

Carissimi amici e devoti del Santuario,
il nostro sguardo deve essere proiettato sempre verso la Pasqua, il grande mistero dell’amore di Dio, che per mezzo di Gesù Cristo, con la potenza dello Spirito Santo, viene donato nel corso della storia a tutti gli uomini.
Durante il cammino quaresimale ci farà da guida come sempre la Madre del Signore, Maria santissima, che per prima è stata vicina ed è sta coinvolta dal mistero della redenzione.
Da quando il vecchio Simeone nel tempio le annunciò che Gesù sarebbe stato segno di contraddizione e che anche a Lei una spada le avrebbe trafitto l’anima, Maria visse in una continua tensione verso la croce, in atteggiamento di amore e di offerta.
Sotto la croce di Gesù si unì a lui che stava donando la sua vita per noi in obbedienza alla volontà del Padre e Gesù, prima di morire, «a lei consegna il discepolo prediletto e, in lui, consegna ciascuno di noi: "Ecco tuo figlio"» (EE 57). Nel memoriale del Calvario non manca la riattualizzazione di questa consegna, per cui vivere nell'Eucaristia il memoriale della morte di Cristo implica anche ricevere continuamente questo dono. Significa prendere con noi – sull'esempio di Giovanni – colei che ogni volta ci viene donata come Madre. Significa assumere al tempo stesso l'impegno di conformarci a Cristo, mettendoci alla scuola della Madre e lasciandoci accompagnare da lei (EE 57).
Dobbiamo imparare a passare man mano dal ruotare su noi stessi alla concentrazione in Cristo, come con Copernico si è passati dal sistema tolemaico geocentrico a quello eliocentrico:
Gesù è il vero centro del mondo, e il mondo deve essere un continuo movimento verso di lui. Gesù è il sole delle nostre anime, che da lui ricevono ogni grazia, illuminazione e influsso. E la terra dei nostri cuori deve essere in continuo movimento verso di lui.
Questa immagine suggestiva, suggerita da una pagina del Card. De Berulle, si applica a tutti i cristiani, chiamati a vivere mediante Cristo, con Cristo, in Cristo e per Cristo, secondo la dottrina riassunta nella liturgia. Ma in primo luogo essa vale per la Vergine Maria, paragonata dalla tradizione cristiana alla luna, un satellite che ruota attorno al sole che è Cristo, da cui riceve la luce e la adatta alla nostra condizione di fragilità.
In realtà Maria è presentata da Luca come una donna che ricorda e medita continuamente «tutte le cose» riguardanti il Figlio (Le 2,19.52). Gesù rimane anche per Maria un enigma, che nessun laser potrà completamente penetrare, un mistero incomprensibile ma che si rivela poco per volta sotto la luce dello Spirito.
Vi auguro, con tutta l’Opera del Divino Amore, Buona Quaresima e Buona Pasqua, con Maria, nel cammino di purificazione e nella gioia della risurrezione!

Ave Maria!

Vostro nel Divino Amore
Don Pasquale Silla
Rettore Parroco





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CRISTO HA VINTO LA MORTE, ALLELUIA

Divino Amore, 31 marzo 2010

Carissimi amici e devoti del Santuario,
la Chiesa canta e grida in tutto il mondo: Cristo è risorto, alleluia! Cristo ha vinto la morte, alleluia! Cristo è la nostra Pasqua ed è l'unica nostra salvezza, alleluia! Infatti oltre la Pasqua, sommo bene, non c'è nulla!
La Pasqua comprende e realizza il vero destino dell'uomo, la sua intima aspirazione alla vita, alla felicità, alla comunione profonda e definitiva con le persone che ama e soprattutto con Dio, con la Beata Vergine Maria e con tutti i santi.
Senza la fede non è possibile comprendere la grandezza e la bellezza della Pasqua! Che cosa si può desiderare oltre la Risurrezione e la Vita Eterna?
Dalla Pasqua sgorga il dono dei doni, lo Spirito Santo, il Divino Amore! Gesù lo ha promesso e, insieme al Padre, lo ha donato alla sua Chiesa perchè portasse nel mondo il vangelo, la forza dei sacramenti e il servizio della carità.
La Risurrezione è la dimostrazione massima della divinità di Gesù, non uno dei numerosi miracoli fatti nel corso della sua vita pubblica, a beneficio di tante persone che credettero in Lui; questa volta è Gesù stesso, in prima persona che attraversa la sofferenza e la morte e indica il valore della sofferenza, comune a tutti gli uomini, che trasfigurata dalla speranza, conduce alla Vita Eterna, per i meriti della Morte e Risurrezione di Cristo.
La Pasqua è una forza, una energia d'amore immessa nel Creato e nel cuore degli uomini, è una energia incredibile, perchè alimenta e sorregge la nostra speranza di risorgere anche noi, perchè le membra giustamente devono seguire la sorte del capo.
Maria, che ha gioito in modo singolare per la Risurrezione del Figlio, alimenti in noi la certezza della Risurrezione.

Ave Maria!

Vostro nel Divino Amore
Don Pasquale Silla
Rettore Parroco





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MARIA NELLE PRIME COMUNITA' CRISTIANE

Divino Amore, 19 aprile 2010

Carissimi amici e devoti del Santuario,
Maria Santissima desidera accompagnarci durante il Tempo Pasquale, la Sua presenza nelle prime comunità cristiane, dopo la Pasqua, è un avvenimento a cui si pensa poco eppure ci presenta un valore e un segno della Sua materna funzione verso i discepoli di Gesù, nel trasmettere quanto Lei, soltanto Lei ha potuto conoscere il Figlio. Lei con la Sua vita silenziosa ha fatto percepire ai discepoli i ricchi frutti spirituali di una vita vissuta accanto a Gesù e in perfetta adesione alla volontà di Dio.
L'Enciclica di Giovanni Paolo II sull'Eucaristia ci offre interessanti spunti di riflessione su questo argomento. "Maria fa memoria delle meraviglie operate da Dio nella storia della salvezza, secondo la promessa fatta ai padri (cfr Lc 1,55), annunciando la meraviglia che tutte le supera, l'Incarnazione redentrice. Maria conosce bene che il Figlio di Dio si presenta a noi nella «povertà» dei segni sacramentali, pane e vino, e mette nel mondo il germe di quella storia nuova in cui i potenti sono «rovesciati dai troni», e sono «innalzati gli umili» (cfr Lc 1,52). Maria canta insieme agli Apostoli, quei «cieli nuovi» e quella «terra nuova» che nell'Eucaristia trovano la loro anticipazione".
Maria era presente alla «frazione del pane» (At 2,42), formula indicante l'Eucaristia, che veniva celebrata assiduamente dalla comunità di Gerusalemme e poi da Paolo (cfr. At 20,7.11; 27,35). Gli Atti degli Apostoli recensiscono la Madre di Gesù tra gli Apostoli «concordi nella preghiera» (At 1,14), nella prima comunità radunata dopo l'Ascensione in attesa della Pentecoste. Questa Sua presenza non poté certo mancare nelle celebrazioni eucaristiche tra i fedeli della prima generazione cristiana, assidui «nella frazione del pane» (At 2,42) (EE 53). Ricevere l'Eucaristia doveva significare per Maria quasi un riaccogliere in grembo quel cuore che aveva battuto all'unisono col suo e un rivivere ciò che aveva sperimentato in prima persona sotto la croce (EE 56).
Perché non cerchiamo di entrare nell'assemblea che si accinge a celebrare la Santa Messa assumendo i sentimenti di Maria?
Uno dei sommari degli Atti degli Apostoli (2,42-47) ci offre l'atmosfera spirituale che accompagnava realmente il rito dello spezzare il pane. La Madre di Gesù, nominata come facente parte della comunità cristiana post-pasquale (At 1,14), era tra quei «tutti» che «ogni giorno frequentavano il tempio e spezzavano il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicità di cuore» (At 2,46).
L'augurio che sgorga dal Santuario e vi raggiunge, vi porti il nostro affettuoso saluto con la Benedizione della Madonna del Divino Amore.

Ave Maria!

Vostro nel Divino Amore
Don Pasquale Silla
Rettore Parroco





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DOMENICA 25 APRILE
ANNIVERSARIO DEL PRIMO MIRACOLO DELLA MADONNA DEL DIVINO AMORE (1740)

Divino Amore, 19 aprile 2010

Carissimi amici e devoti del Santuario,
va ricordato che, nelle cose religiose, l’anniversario non è mai un semplice avvenimento cronologico, ma piuttosto un momento di grazia, di cui si fa memoria riconoscente del passato e ci si protende, con rinnovato dinamismo, verso il futuro.
Il 19 aprile del 1745, si apriva al culto il Santuario della Madonna del Divino Amore, costruito sui ruderi di Castel di Leva, dove cinque anni prima, nel 1740 davanti ad una immagine dipinta in affresco su un antico torrione del medesimo Castello, un pellegrino assalito da cani inferociti invocò l’aiuto della Vergine e fu liberato immediatamente dal pericolo.
La Madonna cominciava a manifestare la sua volontà di voler trasformare quel luogo, il Castello, che ricordava guerre, discordie e rivalità, in un luogo di serenità di speranza e di pace.
Quel primo miracolo della Madonna del Divino Amore ebbe tanta risonanza che fu necessario rimuovere l’affresco dalla torre e portarlo in una località idonea per accogliere i primi pellegrini e organizzare le forme di culto e di devozione verso la Madonna. Fu scelta la cappella nella vicina tenuta della Falcognana detta Sancta Maria ad Magos.
Il ritorno della miracolosa immagine nel luogo di origine fu un vero e proprio trionfo di pietà popolare.
E’ un dovere ricordare e ringraziare per gli innumerevoli benefici elargiti dalla provvidenza nel corso di questi secoli. Vogliamo puntare al massimo impegno perché accanto al Santuario fiorisca la carità e la solidarietà favorendo la crescita dell’autentica vita cristiana.
Insieme alla costruzione del nuovo Santuario ed altre importanti infrastrutture, sono state realizzate la Casa per l’ospitalità dei bambini talassemici e la Casa del Divino Amore per Anziani. Un sogno, che vorremo fosse presto realtà, è l’Oratorio dei piccoli al servizio delle famiglie della Parrocchia, per permettere ai bambini di trascorre le ore della giornata mentre i genitori sono al lavoro.
Il Santuario è sempre stato un luogo amato dai romani, che, fino agli anni cinquanta lo frequentavano, con i lunghi pellegrinaggi a piedi, con i carretti e autocarri inghirlandati di fiori di carta, con le “compagnie del Divino Amore”, le madonnare, popolane romane, che venivano soprattutto il lunedì dopo Pentecoste.
Ora, oltre ai pellegrinaggi, sono le famiglie, le comunità, i gruppi, le parrocchie provenienti da ogni parte, che continuamente fanno visita alla Madonna per chiedere aiuto e protezione, per celebrare le feste della fede e della vita, per trovare la forza di un vero rinnovamento spirituale.
Il nuovo Santuario, memoriale della salvezza di Roma, è un richiamo continuo per attuare gli impegni assunti con il “voto” dei romani. Roma giustamente sente come “suo” il Santuario del Divino Amore, lo frequenta, lo sostiene, ed è lieta quando altri godono della sua bellezza e dei servizi che offre. Un singolare pellegrinaggio notturno, da Pasqua a novembre, ogni sabato collega la Città col Santuario, con partenza a mezza notte da Piazza di Porta Capena, davanti alla Fao. I pellegrini amano cantare: “La Madonna del Divino Amore, fa le grazie a tutte l’ore, noi L’andiamo a visitar!”

Ave Maria!

Vostro nel Divino Amore
Don Pasquale Silla
Rettore Parroco


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Divino Amore, 13 maggio 2010

Carissimi amici e devoti del Santuario,
Le vicende della Chiesa non ci possono lasciare indifferenti, è lo stesso Santo Padre a manifestare il suo profondo dolore e richiamarci alla partecipazione e alla corresponsabilità. Ma oggi il Santo Padre Benedetto XVI invita a riflettere e a guardare dove si trova la più grande persecuzione della Chiesa.
«Oggi vediamo in modo terrificante che la più grande persecuzione della Chiesa viene dall'interno, dai peccati che ci sono dentro la Chiesa stessa, e non dai nemici fuori». Lo ha affermato Benedetto XVI durante il volo che lo ha condotto in Portogallo. «Nel messaggio di Fatima ci sono indicazioni su realtà del futuro della Chiesa». Ed è vero, ha aggiunto, che «oltre ai momenti indicati nelle visioni, si parla della realtà di passione della Chiesa. Ci sono sofferenze della Chiesa che si annunciano». Benedetto XVI ha ricordato che «il Signore ha detto che la Chiesa sarà sofferente fino alla fine del mondo. E oggi questo - ha concluso - lo vediamo in modo particolare».
In tutti i Santuari bisogna intensificare la preghiera, la penitenza e la carità, per vincere il male e i peccati, all’interno della Chiesa. I Santuari sono luoghi di preghiera intensa, preghiera di impetrazione e di supplica per le necessità non solo personali ma ancora più ampie che abbraccino il mondo e la Chiesa.
Solo nella preghiera si può trovare la soluzione a tanti problemi! Dio ascolta e parla ai suoi figli, ascolta le loro preghiere ma nello stesso tempo li richiama al dovere di mettere in pratica i suoi comandamenti. La preghiera è immediato richiamo alle proprie responsabilità, è intuizione sulle decisioni da prendere, è forza di saper attendere il tempo opportuno in cui il bene dovrà prevalere su ogni forma di male.
La Chiesa deve portare la luce della verità, del vangelo, consapevole delle sue debolezze e dei suoi limiti umani. La Chiesa ha bisogno di purificarsi e sa bene che deve essere continuamente rinnovata alla grazia dei sacramenti e sorretta dalla forza dello Spirito Santo per compiere la sua missione di evangelizzazione.
I Santuari all’interno della Chiesa sono come dei fari che spandono la luce attraverso la loro stessa presenza. Sono là come fari che indicano la speranza e alimentano la carità, contro le insidie del mondo.
Guardiamo ai Santuari e lasciamoci guidare dai segni della grazia, che tanti nostri fratelli hanno già sperimentato!

Ave Maria!

Vostro nel Divino Amore
Don Pasquale Silla
Rettore Parroco


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Divino Amore, 21 giugno 2010

Carissimi amici e devoti del Santuario,
Da molto tempo siamo impegnati ad attuare nel Santuario un programma prioritario, che scaturisce non soltanto dal Diritto Canonico, cioè dalla legge della Chiesa, ma dalla stessa natura e dalla missione di ogni Santuario: “Nei santuari si offrano ai fedeli con maggior abbondanza i mezzi della salvezza, annunziando con diligenza la parola di Dio, incrementando opportunamente la vita liturgica soprattutto con la celebrazione dell'Eucaristia e della penitenza, come pure coltivando le sane forme della pietà popolare." (Can. 1234 - § 1).
L'impegno di annunziare il Vangelo agli uomini del nostro tempo animati dalla speranza, ma, parimente, spesso travagliati dalla paura e dall'angoscia, è senza alcun dubbio un servizio reso non solo alla comunità cristiana, ma anche a tutta l'umanità. Nei santuari spesso arrivano persone lontane dalla fede e dalla pratica religiosa e nulla come la parola di Dio può toccarle nel cuore.
Cristo, primo evangelizzatore e modello di ogni evangelizzatore, annunzia la salvezza, dono grande di Dio, che non solo è liberazione da tutto ciò che opprime l'uomo, ma è soprattutto liberazione dal peccato e dal Maligno, nella gioia di conoscere Dio e di essere conosciuti da lui, di vederlo, di abbandonarsi a lui.
Nei Santuari ci si rende conto che il Signore è una persona che ti vuole bene che ti stava aspettando per farti sentire il suo amore, il calore del suo cuore dove puoi rifugiarti senza timore.
La buona novella del Regno di Dio, la sua parola è proprio per te ed è per tutti gli uomini di tutti i tempi. Quelli che l'hanno ricevuta e quelli che essa raccoglie nella comunità della salvezza, possono e devono comunicarla e diffonderla.
La parola di Dio accolta e meditata nel cuore fa sentire la fame del pane eucaristico, il desiderio di partecipare all’Eucarestia, nella Pasqua settimanale, la domenica, insieme alla propria comunità di appartenenza.
Benedetto XVI nel Convegno diocesano di Roma, ha affermato che la celebrazione dell’Eucarestia costituisce il centro di tutta la vita cristiana per la Chiesa e per i singoli fedeli, perché è l’azione di Cristo e del popolo di Dio per eccellenza.
Nella celebrazione, Cristo è presente. E’ lui che parla quando si leggono le Scritture, è lui che prega nel suo popolo, nella sua persona agisce il ministro. Dunque le Scritture, il popolo, il sacerdote diventano segni della presenza di Cristo. I segni del pane e del vino, convertiti nel Corpo e Sangue del Signore risorto, sono il vertice della sua presenza sostanziale e permanente. La Messa è azione della Chiesa, vale a dire del popolo di Dio. Il popolo dei battezzati riunito rende presente tutta la Chiesa sparsa nel mondo e insieme la rende visibile e concreta, perché in essa è presente Cristo: Lui la raduna, Lui la fa Chiesa.
Sotto lo sguardo materno di Maria, donna eucaristica, modello incomparabile per tutti, i fedeli vengono aiutati a partecipare alla Santa Messa attivamente e gioiosamente riconoscendo la presenza di Gesù risorto, che comunicandosi ai suoi nella santa Comunione, li invia ad unirsi agli altri fratelli portando il dono della pace e l’invito alla testimonianza.

Ave Maria!

Vostro nel Divino Amore
Don Pasquale Silla
Rettore Parroco


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Divino Amore, 15 luglio 2010

Carissimi amici e devoti del Santuario,
Riprendo anche in questo occasione l’esortazione contenuta nel Codice di Diritto Canonico per farvi partecipi della nostra attenzione ai principali compiti che deve svolgere un Santuario: "Nei Santuari si offrano ai fedeli con maggior abbondanza i mezzi della salvezza, annunziando con diligenza la parola di Dio, incrementando opportunamente la vita liturgica soprattutto con la celebrazione dell'Eucaristia e della penitenza, come pure coltivando le sane forme della pietà popolare." (Can. 1234 - § 1).
Tra i mezzi della salvezza che ci vengono indicati, il primo, giustamente, riguarda la parola di Dio. Sappiamo che Maria è beata perché ha ascoltato la parola di Dio, l’ha accolta con fede e l’ha custodita nel suo cuore. E’ beata perché ha creduto!
Un Santuario mariano deve essere il luogo della parola, che viene proclamata soprattutto nella sacra Liturgia, ma anche nelle varie forme della pietà popolare.
Perché al posto di un ricordino qualsiasi non portare dal Santuario la parola di Dio ad un amico ad un parente? Forse l’aspettavano!
Maria nei Santuari mentre ascolta le suppliche e le lodi, accoglie le lacrime e le pene dei suoi figli, si propone come modello di vita cristiana e sembra chiederci con delicatezza la cortesia di ascoltarla, perché anche Lei vuole dirci una parola.
E’ quella che pronunciò a Cana di Galilea durante un pranzo di matrimonio, allorché venne a mancare il vino. Dopo aver detto a Gesù: non hanno più vino, disse ai servi, e lo dice anche a noi: “Qualunque cosa vi dice fatela! (Gv 2,5). Questo ammonimento risuona sempre nella Chiesa e nei Santuari.
I servi al banchetto di nozze obbedirono a Maria e Gesù fece il primo miracolo, cambiando l’acqua in vino a favore dei giovani sposi.
Infatti come si può venerare la Beata Vergine Maria senza sentire vivo il desiderio di imitarla, soprattutto nell’ascoltare con attenzione la parola di Dio, come ha fatto Lei che ascoltando la parola la deponeva nel cuore e la meditava.
Ovviamente nei Santuari accorrono tantissimi fedeli, di ogni genere, e la sacra liturgia, la celebrazione dell’Eucarestia, come anche le forme semplici della pietà popolare possono essere veicolo della parola di Dio non soltanto verso i credenti, ma anche verso quelli che credenti non sono, verso quelli che non sanno bene se ci credono o no, come, ancora, verso quei molti che frequentano il Santuario sentendolo come terra di libertà!
Il Santuario è un luogo di passaggio, il luogo dell’inizio e della fine, la clinica spirituale, il pronto soccorso in cui si viene per ricuperare le forze. Poi si torna a casa!

Vostro nel Divino Amore
Don Pasquale Silla
Rettore Parroco


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PERCHÉ LA FESTA DELLA COMUNITÀ PARROCCHIALE DEL DIVINO AMORE

Divino Amore, 1 settembre 2010

Carissimi amici e devoti del Santuario,
quando si parla della Festa della parrocchia non si possono dimenticare i bambini, le famiglie, i giovani e gli anziani che sono considerati il cuore della comunità e devono essere tenuti in grande considerazione per la loro presenza espressiva, per l’accoglienza che meritano e per le ricchezze diversificate d’umanità che portano.
La Festa della comunità si basa sempre su elementi di carattere spirituale capaci di coinvolgere tutti gli abitanti della nostra parrocchia che certamente vedono nella Chiesa la difesa dei valori fondamentali e dei diritti degli ultimi.
La nostra Festa, ormai collaudata, offre spazi per la socializzazione, per il sano divertimento, per la musica, per la preghiera, per l’incontro tra i diversi abitanti che, vivendo in quartieri distanti e diversi uno dall'altro, (la nostra Parrocchia è lunga 14 km!) non hanno mai il modo e l’opportunità di frequentarsi. La Festa è un invito e una convocazione per ricominciare le attività pastorali.
La domenica, in forza del suo significato di giorno del Signore risorto, nel quale si celebra l’opera della creazione e della ”nuova creazione”, è giorno di gioia a titolo speciale anzi giorno propizio per educarsi alla gioia, riscoprendone i tratti autentici e le radici profonde.
Essa non va confusa con i fatui sentimenti d’appagamento e di piacere, che inebriano la sensibilità e l’affettività per un momento, lasciando poi il cuore nell’insoddisfazione e magari nell’amarezza. Cristianamente intesa è qualcosa di molto più duraturo e consolante.
Abbiamo diritto alla gioia. La gioia è possibile, la possiamo ottenere. Ci viene donata dal Signore Gesù e, una volta che l’abbiamo ricevuta, lui stesso vuole che in noi sia piena.
Questa è la vera gioia che auguriamo ai nostri cari parrocchiani, mentre li affidiamo alla materna intercessione della Madonna del Divino Amore.

Vostro nel Divino Amore
Don Pasquale Silla
Rettore Parroco


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Divino Amore, 28 settembre 2010

Carissimi amici e devoti del Santuario,
Sappiamo e sperimentiamo anche personalmente, che Maria santissima è un segno di sicura speranza e di consolazione per la Chiesa, chiamata popolo di Dio in cammino.
La speranza non deve mai diventare una virtù in ribasso, nonostante le difficoltà e gli ostacoli che sbarrano la strada verso un futuro luminoso di progresso e di consolidamento della pace.
La cultura del rispetto e del dialogo devono avere la meglio su tutte le forme di chiusure e di odio.
In che modo possiamo non rimanere soltanto spettatori della situazione?
Vorrei indicare uno strumento di partecipazione alla crescita della speranza e alla costruzione della pace nel Santo Rosario privilegiata ed efficace preghiera per la pace e per la famiglia.
Dobbiamo invocare da Dio il dono della pace. Ecco allora che recitare il Rosario significa immergersi nella contemplazione del mistero di Colui che « è la nostra pace ». ma non si può recitare il Rosario senza sentirsi coinvolti in un preciso impegno di servizio alla pace.
Il Rosario è preghiera orientata per sua natura alla pace, per il fatto stesso che consiste nella contemplazione di Cristo, Principe della pace e « nostra pace » (Ef 2,14). Chi assimila il mistero di Cristo – e il Rosario proprio a questo mira –, apprende il segreto della pace e ne fa un progetto di vita.
Inoltre sono tante le circostanze che inducono a pensare che solo un intervento dall'Alto, capace di orientare i cuori di quanti vivono situazioni conflittuali e di quanti reggono le sorti delle Nazioni, può far sperare in un futuro meno oscuro.
L’urgenza di impegno e di preghiera emerge su un altro versante critico del nostro tempo, quello della famiglia, cellula della società, sempre più insidiata da forze disgregatrici a livello ideologico e pratico, che fanno temere per il futuro di questa fondamentale e irrinunciabile istituzione e, con essa, per le sorti dell'intera società. Il rilancio del Rosario nelle famiglie cristiane si propone come aiuto efficace per arginare gli effetti devastanti della crisi epocale del nostro tempo.
Che il Rosario possa esercitare su ciascuno di noi un'azione pacificante che ci disponga a ricevere e sperimentare nella profondità del nostro spirito e a diffondere intorno a noi quella pace vera che è dono speciale del Risorto.

Vostro nel Divino Amore
Don Pasquale Silla
Rettore Parroco


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Divino Amore, 30 ottobre 2010

Carissimi amici e devoti del Santuario,
Il Santuario del Divino Amore non è antichissimo, risale al 1740. Il nuovo ha soltanto 11 anni! Tanti sono gli aspetti della missione di un Santuario, ma sono convinto che si stia profilando nel nostro Santuario una nuova e urgente strada aperta ai giovani.
Un segno lo vedo nel fatto che la Provvidenza ha voluto che la prima Beatificazione fatta al Santuario fosse di una ragazza del nostro tempo. Ho assistito, sabato 25 settembre, alla Beatificazione di Chiara Badano, ho incontrato ed ho parlato con i suoi genitori. Mi sono sentito come interpellato sulla nuova missione del Santuario verso i giovani.
Cosa fare? Come fare? Occorre preghiera e discernimento. Tutti sappiamo che un’emergenza del nostro tempo è quella educativa. Il vangelo, tuttavia, possiede tutti i segreti per farsi annunciare, perché ci fa incontrare Gesù, che insegna, attraverso la sua vita e le sue parole, le vie della salvezza e i metodi dell’annuncio per gli uomini del nostro tempo.
Il Signore non si è stancato di passare per le vie del mondo e di chiamare tanti giovani alla sua sequela. Se chi è chiamato risponde, vede aprirsi davanti a sé una strada luminosa, non priva di difficoltà, e vi si avventura. Colui che ha chiamato non dimentica di dover accompagnare, e lo fa con amore e con forza, protegge e fa sentire la sua presenza.
Al Santuario il servo di Dio Don Umberto Terenzi, volle aprire le porte verso i giovani e le giovani, strappandoli alla precarietà della vita e indicando a loro nuovi orizzonti facendo conosce e facendo amare la Madonna. Fece la “Casa Madonna” - vi sono giovani suore, che hanno risposto con gioia alla chiamata - realizzò un Seminario - vi sono giovani di diverse nazionalità. Tante vocazioni alla vita sacerdotale e religiosa sono maturate anche nei pellegrinaggi e nelle visite al Santuario, dove anche vocazioni in crisi hanno ripreso quota!
Maria santissima, giovane donna, attira, attende, accoglie e porta a Gesù. Ci pensa Lui a formare e a mandare nel mondo i nuovi missionari del suo amore!
Tutti siamo chiamati a contribuire con l’esempio per incoraggiare i giovani a fidarsi di Dio!

Ave Maria!

Vostro nel Divino Amore
Don Pasquale Silla
Rettore Parroco


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Divino Amore, 27 novembre 2010

Carissimi amici e devoti del Santuario,
Il Santo Natale porti alle famiglie la gioia della speranza nel contemplare quel Bambino nel presepio, nella povertà, con accanto Maria la Madre e Giuseppe col compito di fargli da padre. Quanta sofferenza nel loro cuore per non aver potuto offrire un luogo più confortevole per nascere!
Il Natale è la festa della famiglia che sente il bisogno di riunirsi magari con i parenti e con gli amici, per accogliere la benedizione che ci porta il Figlio di Dio. Il Signore vuole raggiungere, attraverso la nostra carità, anche chi è solo e non può mai festeggiare. Il Santuario, luogo di preghiera, di ascolto della Parola di Dio, di proposte concrete di carità, si pone anche come autentica “scuola di famiglia”.
Sono moltissimi i pellegrinaggi delle famiglie che vengono specialmente la domenica nel nostro Santuario, per ascoltare la Santa Messa e vivere momenti di distensione con i bambini e gli amici negli spazi e negli ambienti sempre disponibili.
Consapevoli che il Divino Amore ha donato ai cuori degli sposi quel “cuore nuovo” che rende capaci di amarsi l’un l’altro come Egli stesso ci ha amati (cf. Gv 13,34), offriamo la piena disponibilità all’ascolto e al dialogo e mettendo a disposizione di tutti la Buona Novella dell’amore paterno di Dio. La sacra liturgia è una fonte perenne di educazione alla via buona del vangelo.
Signore Gesù, insegnaci a riconoscerti nella Parola, nella casa e alla Mensa dove si condivide il Pane della Vita, nel servizio generoso al prossimo che soffre (Benedetto XVI). La crisi di significato ma anche di crescita, della famiglia, invoca una parola di luce e di concreto orientamento che può venire soltanto da Gesù Cristo e dal suo perenne e sempre nuovo vangelo sulla famiglia. Per questo il Santuario offre alle famiglie tante occasioni per una formazione permanente, perché siano sempre più corresponsabili nel campo educativo, caritativo e missionario, favorisce un intenso cammino spirituale, fecondo di servizio nella carità, nell’amicizia e nella fraternità.
Nella Cripta dell’Addolorata c’è la cappellina dei due sposi, beatificati insieme, i Beati Luigi e Maria Beltrame Quattrocchi. Il loro esempio e la loro preghiera di intercessione infondono coraggio alle famiglie, che sanno di poter considerare il Santuario, come la loro casa.
Ogni famiglia che visita il Santuario ritorni, sempre rinnovata nella speranza, alla propria casa!
Insieme ai Sacerdoti Oblati, alle Suore “Figli della Madonna del Divino Amore” con tutta la comunità del Santuario, desidero rivolgere a tutti i devoti della Madonna del Divino Amore, ai parrocchiani, ai benefattori, agli amici e ai bambini un affettuoso augurio di Buon Natale e felice anno 2011!

Ave Maria!

Vostro nel Divino Amore
Don Pasquale Silla
Rettore Parroco


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Divino Amore, 4 dicembre 2010

Carissimi amici e devoti del Santuario,
Quanti vengono nel Santuario, sanno di incontrare Maria nella sua casa! Desiderano vederla, salutarla, parlare con Lei e guardarla nella sua bella immagine.
Poter fare una sosta accanto a Lei ci fa bene, ci richiama la dimensione dei pellegrini, che dopo la fatica del cammino giungono alla meta, dove sperimentano di essere attesi e accolti da qualcuno che ci ama.
I pastori si misero in cammino e giunsero nel luogo dove si trovava Gesù, con Maria e Giuseppe.
Nel Tempo di Natale la Chiesa celebra i misteri della infanzia di Gesù Salvatore e delle sue prime manifestazioni.
La Vergine Maria, per disegno di Dio, ebbe una parte singolare nei misteri dell'infanzia e della manifestazione del Salvatore, sia quando diede alla luce il Figlio, lo mostrò ai pastori e ai magi, lo presentò al Tempio e lo offrì al Signore, sia quando, esule, andò in Egitto.
Nella casa di Nazaret, condusse una vita santa e operosa; al banchetto di nozze in Cana di Galilea, pregò il Figlio per gli sposi, e Gesù diede inizio ai suoi segni prodigiosi, manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in Lui. (cfr Gv 2.ll). Maria ci orienta sempre verso il suo Figlio, lasciamoci guidare da Lei e non perdiamola mai di vista!
Guardiamo a Maria, vicino a Lei c’è sempre Gesù e c’è spazio anche per noi! Ave Maria e Buone Feste Natalizie!

Ave Maria!

Vostro nel Divino Amore
Don Pasquale Silla
Rettore Parroco


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Divino Amore, 17 gennaio 2011

Carissimi amici e devoti del Santuario,
Una bella notizia, attesa e desiderata: il primo maggio di quest’anno verrà dichiarato beato Giovanni Paolo II! Il Santo Padre, Benedetto XVI, ha fissato la data del 1° maggio 2011, ottava di Pasqua, domenica dedicata alla Divina Misericordia, per il solenne rito di Beatificazione che Egli personalmente presiederà.
Il nostro ringraziamento al Signore si apre al ricordo di tante occasioni del suo servizio alla Chiesa, in cui ha tracciato segni luminosi che nessuno potrà più cancellare, perché sono stati consegnati alla storia.
Giovanni Paolo II amava il suo Santuario del Divino Amore, che definì nuovo Santuario mariano di Roma! E il Santuario ha sempre manifestato tanto amore devoto e filiale verso di lui. Saperlo ora elevato all’onore degli altari ce lo rende ancora più vicino, come intercessore presso Dio; lo preghiamo perché benedica il suo Santuario e benedica Roma e il mondo intero. Ognuno ricorderà il Papa e il nostro Santuario ripercorre e continua a meditare i messaggi che ci ha lasciati nelle tre visite, fatte al Divino Amore.
All’inizio del suo Pontificato il 1° maggio 1979, ci fu la visita pastorale con l’amministrazione delle Cresime ai nostri ragazzi, il 7 giugno 1987 il Papa aprì l’anno mariano, in preparazione al grande Giubileo del 2000, con il canto dei vespri, e il 4 luglio 1999 per dedicazione del nuovo Santuario.
Milioni di persone hanno di lui un ricordo indimenticabile, che ora la Chiesa perpetuerà nella liturgia e nella venerazione. Potremo chiedere la sua intercessione, per la chiesa e per il mondo, ma anche per tante nostre necessità.
Una grazia comune la domandiamo: vorremmo essere come lui nella devozione autentica verso la Madonna: totus tuus! Cioè, ci consegniamo a Lei, ci affidiamo a Lei per non fare più nulla senza di Lei, per godere della sua materna protezione e per imparare a collaborare con Lei per l’avvento del Regno del suo figlio nel mondo.
Questo evento è da considerare come tempo di speciale grazia del Signore per la nostra santificazione e per la giustizia e la pace del mondo.
Carissimi, la vostra vicinanza che manifestate in tanti modi attraverso la devozione alla Madonna ci interpella e ci sollecita a tenere viva la fiamma della preghiera per voi, per i vostri cari, per gli ammalati e per quanti, anche senza chiederlo, hanno bisogno dell’aiuto dall’alto. Siate certi: siete nelle nostre preghiere!

Ave Maria!

Vostro nel Divino Amore
Don Pasquale Silla
Rettore Parroco


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Divino Amore, 18 febbraio 2011

Carissimi amici e devoti del Santuario,
Cerchiamo brevemente di fissare lo sguardo sulla Madonna al momento dell’Annunciazione, per vedere come si è comportata, perché il nostro spirito dipende tutto dall’Annunciazione; la nostra vita deve dipendere tutta dal mistero dell’Annunciazione, se seguiremo lo stile che la Madonna ebbe nell’Annunciazione. Che cosa è successo nell’Annunciazione?
Ci sono dei fatti molto significativi e rimarcati. L’evangelista San Luca li descrive: nell’Annunciazione avviene che Dio manifesta alla Madonna, in maniera molto precisa, la sua volontà. Che cosa vuole Dio dalla Madonna? Vuole che Lei diventi sua madre. Ed ecco: questa volontà di Dio viene presentata alla Madonna da un angelo.
Lei rimane perplessa e si domanda: proprio io? io sono vergine, come posso diventare madre? Vuoi che diventi madre di Dio? Perlomeno dimmi come devo fare.
La parola dell’angelo viene a rivelare l’azione dello Spirito Santo, del Divino Amore.
Lo Spirito Santo, risponde l’angelo, scenderà su di te, sarà proprio il Divino Amore a renderti Madre! E la Madonna sembra dire: "Se è così, eccomi, sono pronta, sono disposta a fare tutto quello che Dio vuole da me, non soltanto a diventare madre, ma anche a fare tutto quello che il Signore, da questo momento in poi, vuole da me, se interviene lo Spirito Santo, se interviene il Divino Amore".
Quale è la conseguenza di questi tre elementi: la proposta di Dio, la perplessità della Madonna, la risposta dell’angelo?
E’qualche cosa di eccezionale per Lei, da parte di Dio e per tutta l'umanità: il Verbo si fece carne, cioè Iddio si fece uomo! C’è stata una precisa volontà di Dio, che la Madonna ha voluto conoscere molto bene, ha voluto sapere veramente di cosa si trattasse, Lei ha compreso perfettamente che Dio la voleva sua Madre; è rimasta perplessa, ha voluto spiegazioni, ha dato l’assenso e il Divino Amore ha operato il mistero dell’Incarnazione.
Anche per noi, se Dio chiama, se interviene lo Spirito Santo, devono cadere tutti i dubbi, tutte le perplessità e l’eccomi, come quello di Maria, deve valere per tutta la vita, in tutti gli eventi, per sempre!
Al Santuario usiamo salutarci dicendo: Ave Maria! Questo ci ricorda costantemente il mistero dell’annunciazione e il conseguente richiamo alla fedeltà.
Anche per voi il mio cordiale saluto: Ave Maria!

Vostro nel Divino Amore
Don Pasquale Silla
Rettore Parroco


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Agli Oblati e alle Suore “Figli della Madonna del Divino Amore”
e a tutti i cari devoti e amici del Santuario

Divino Amore, 8 marzo 2011

Carissimi,

Con spirito di comunione fraterna desidero inviarvi questa breve riflessione sulla necessità della rinnovazione della nostra appartenenza all’Opera della Madonna del Divino Amore.
Ricordo bene che il Padre, il servo di Dio Don Umberto Terenzi, voleva la rinnovazione annuale dei “voti” per le Suore e delle “promesse” per gli Oblati, sempre e unicamente per confermare la prima, che doveva essere, da subito, definitiva, per rinforzarla, per manifestarla e testimoniarla, per viverla meglio, e per ringraziare il Signore, personalmente e comunitariamente nella solenne liturgia del 25 marzo, per ringraziare la Madonna di averci accolti nella sua Opera del Divino Amore.
Alle Suore è stata indicata la forma della Professione definitiva, mentre a noi oblati il Cardinale Vicario Agostino Vallini, ha rivolto l’invito a studiare per trovare una forma che esprima meglio la stabilità, che ci leghi maggiormente alla Associazione. E’ necessario che ci siano delle regole precise, che diano ai soggetti e anche alla autorità ecclesiastica la garanzia della stabilità e della continuità di un’opera. Ben vengano!
Prima della legge e di qualsiasi altro impegno (voto o promessa) il Padre voleva che ci fosse il “voto di amore” che spiega tutto e rende tutto possibile.
Infatti nessuna regola o legge può essere più vincolante e più forte dell’amore. Se ci sarà l’amore vero, la legge non serve, se non ci sarà l’amore, la legge non basta!
Chi fa seriamente la prima Oblazione o chi fa la prima Professione religiosa con i voti, se sarà, come deve essere, una persona adulta e matura nella fede, si consacra per sempre al Signore in quest’Opera del Divino Amore, secondo lo spirito del Fondatore, il servo di Dio, Don Umberto Terenzi. Le successive forme di “Professione definitiva”, o “rinnovazione annuale” devono servire, non solo a confermare, ma anche a battere sempre più fortemente il chiodo dell’amore e dell’appartenenza perché penetri più profondamente nel nostro cuore!
Il paragone forse non regge, ma lo faccio lo stesso: per chi si sposa, il suo “si” è subito definivo! Lo può rinnovare ogni anno, ogni giorno, ma non lo può rimettere più in discussione! Non avrà più bisogno di un ulteriore impegno a distanza di anni per rendere definitivo il vincolo coniugale.
“La rinnovazione annuale” può aver dato l’idea che si potesse rimettere in discussione quella fatta per la prima volta e che si potesse tranquillamente lasciare la Comunità, ma non è così. Non era questo il pensiero del Padre Don Umberto Terenzi!
Guardiamo la Beata Vergine Maria al momento dell’Annunciazione: ha detto l’ “eccomi” che si è concretizzato e sviluppato nel “fiat” - si faccia di me secondo la tua parola - ed ha portato in mezzo a noi Dio, Verbo fatto carne, seguendolo fino alla croce! Quante volte ha rinnovato la sua disponibilità! Buona rinnovazione, non solo annuale!
“Rallegrati, o piena di grazia”! Ave Maria!

Vostro nel Divino Amore
Don Pasquale Silla
Rettore Parroco


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Divino Amore, 26 marzo 2011

Carissimi amici e devoti del Santuario,

gli eventi sconvolgenti del Giappone, i venti di guerra nella Libia, ci hanno profondamente colpito soprattutto quando ci siamo resi conto che la pericolosità non rimaneva circoscritta in quel territorio, ma si allargava in modo imprevedibile attraverso la radioattività dell’energia atomica.
Quando il pericolo è lontano sembra che non ci riguardi, ovviamente ci fa sentire il dispiacere per chi rimane colpito, ma … sono cose lontane e presto si dimenticano. Quando il pericolo si avvicina scatta l’apprensione perché potrebbe riguardarci personalmente.
Il Signore ci ha ammoniti ad essere sempre pronti e a convertirci, ricordandoci che non siamo meno peccatori degli altri per non aver subito la stessa sorte e non siamo più meritevoli degli altri, per essere rimasti indenni!
Non manchi la nostra preghiera per le vittime e per i superstiti. Avrete certamente notato come nel parlare dell’evento i vari commentatori, dopo aver esaminato, da esperti, gli eventi, scivolano subito sulle borse, sui mercati, sull’aspetto economico … Il mondo moderno poggia tutto sul denaro, sul profitto e mette da parte quei valori che sono alla base di una vera e autentica civiltà.
Gesù ci ha rivelato un segreto, quando ha detto: cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, il resto, vi sarà dato in sovrappiù. Ma quanti ci credono?
Durante la Quaresima siamo sollecitati ad ascoltare con più abbondanza la parola di Dio, a pregare con più fede e a ricordarci del prossimo. I beni che il Signore ci ha dato non sono soltanto per noi!
La Madonna, nostra speranza, è sul nostro cammino, con il suo esempio e con il suo aiuto, ci tende le mani perché vuole condurci vicino al suo Figlio, fonte inesauribile di vita e amore, che non delude mai, anche quando ci invita a portare la nostra croce. Con Lei possiamo iniziare il rinnovamento della nostra vita, con la grazia dei sacramenti e con la pratica della vera devozione alla Madre del Divino Amore. Proviamo ad impegnarci e non resteremo delusi.
Ave Maria!

Vostro nel Divino Amore
Don Pasquale Silla
Rettore Parroco


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Divino Amore, 9 maggio 2011

Carissimi amici e devoti del Santuario,

il nostro sguardo viene ancora una volta attratto dal Papa Giovanni Paolo II, che ormai possiamo invocare con grande fiducia "Beato", sicuri che intercederà per quanti ha incontrato sulla terra e per quanti ora lo invocano.
Per tre volte fece visita al Santuario, unendosi ai pellegrini di tutti i tempi, e consolidando le basi dell'autentica devozione mariana e pensando in qualche modo anche a voi, carissimi amici, pregò così: "benedici sempre con la tua materna presenza questo luogo e i pellegrini che vi giungono".
Da lui dobbiamo imparare a farci santi! Ci ha tracciato una strada aperta e ci offre un possibile cammino di santità, secondo le nostre situazioni. La santità non è cosa impossibile o riservata a qualche specialista della preghiera, ma è per tutti indistintamente.
La santità, la pienezza della vita cristiana, ha detto recentemente Benedetto XVI, non consiste nel compiere imprese straordinarie, ma nell'unirsi a Cristo, nel fare nostri i suoi atteggiamenti, i suoi pensieri, i suoi comportamenti. E' l'essere conformi a Gesù, come afferma San Paolo: "Quelli che egli da sempre ha conosciuto, li ha predestinati a essere conformi all'immagine del Figlio suo" (Rm 8,24). Il Concilio Vaticano II, nella Costituzione sulla Chiesa, parla con chiarezza della chiamata universale alla santità, affermando che nessuno ne è escluso: "Nei vari generi di vita e nelle varie professioni un'unica santità è praticata da tutti coloro che sono mossi dallo Spirito di Dio e... seguono Cristo povero, umile e carico della croce, per meritare di essere partecipi della sua gloria" (n. 41).
Ma rimane la questione: come possiamo percorrere la strada della santità? Posso farlo con le mie forze? La risposta è chiara: una vita santa non è frutto principalmente del nostro sforzo, delle nostre azioni, perchè è Dio che ci rende santi, è l'azione dello Spirito Santo che ci anima dal di dentro, è la vita stessa di Cristo Risorto che ci è comunicata e che ci trasforma.
Tutto questo è essenziale, altre grazie vengano pure ma non manchi quella principale della santità!
Al Santuario è in uso quella bella giaculatoria: "Vergine Immacolata, Maria, Madre del Divino Amore, rendici santi!". Ave Maria!

Vostro nel Divino Amore
Don Pasquale Silla
Rettore Parroco


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Divino Amore, 7 giugno 2011

Carissimi amici e devoti del Santuario,

la Pentecoste che quest’anno cade il 12 giugno prossimo, è la festa titolare del nostro Santuario. Con la liturgia la Chiesa vive “il tempo pasquale”, che è il periodo più fecondo di grazia e di gioia a causa della risurrezione del Signore. Sono cinquanta giorni dalla Pasqua alla Pentecoste e, in qualche modo, coincide anche con il mese di maggio, mese mariano popolare, che vede innumerevoli pellegrini recarsi ai Santuari per ricevere i sacramenti della riconciliazione e dell’Eucaristia.
Maria, unica creatura che vive nell’eternità con il suo corpo glorificato accanto al Figlio risorto, rivolge il suo sguardo materno a tutti noi, che siamo esposti sempre a tanti rischi e pericoli. Ci vuole proteggere mentre ci guida sulle vie del vangelo.
Sulla Chiesa, il giorno di Pentecoste, scese lo Spirito Santo per mettere in cammino gli apostoli nelle vie degli uomini a portare la Parola di Dio e il dono dei sacramenti, per costruire una nuova umanità nella giustizia e nella pace. Lo Spirito Santo continua a scendere sulle realtà della Chiesa e del mondo. Mi piace riflettere sul fatto che lo Spirito Santo scende sul Santuario, lo riveste di meraviglia nuova, specialmente nel tempo pasquale, quando si aprono le sorgenti della salvezza, sotto lo sguardo materno di Maria, e i fedeli imparano ad aprirsi per accogliere i suoi sette doni: Sapienza, Intelletto, Consiglio, Fortezza, Scienza, Pietà e Timor di Dio.
Maria, Madre del Divino Amore, ci ricorda che in Lei tutto è opera dello Spirito Santo, specialmente la sua divina e verginale maternità. Dal dono dello Spirito bisogna lasciarsi guidare come ha fatto sempre la Beata Vergine Maria in ogni momento della sua esistenza, basta pensare all’annunciazione e alla Pentecoste.
Lo Spirito Santo scende sui sacerdoti, li ha consacrati per essere pastori buoni e generosi sull’esempio del buon Pastore, scende sulle suore perché ripetano con Maria: “ecco, sono l’ancella del Signore” (e sperimentino che nulla è impossibile a Dio!), sui fedeli impegnati nella pastorale, sui pellegrini. Lo Spirito chiama, accoglie, rinnova e ci spinge come missionari del suo amore in mezzo ai fratelli.
Invochiamo spesso: “Vieni o Spirito Santo nel mio cuore e accendi in me il fuoco del tuo amore”.
Ave Maria!

Vostro nel Divino Amore
Don Pasquale Silla
Rettore Parroco


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La preghiera di Maria (I parte)

Divino Amore, 5 luglio

Carissimi amici e devoti del Santuario,

Come pregava Maria? Lo possiamo comprendere, oltre che da quanto scopriamo nel vangelo, anche dalla preghiera della sua comunità, della sua gente, del popolo d’Israele.
Maria ha vissuto intensamente la preghiera di Israele che ha come cuore e centro la benedizione.
La vita del pio israelita è costellata di benedizioni: svegliarsi, addormentarsi, nei pasti, nel lavoro, nei viaggi, negli eventi o incontri significativi, nelle malattie e nella stessa morte. Per ogni cosa, si potrebbe dire, c’è una benedizione. Noi, frettolosi, facciamo una lista di motivazioni e per tutto benediciamo il Signore, anche dalla Santa Messa siamo invitati ad offrire una benedizione per il pane e un’altra, distinta, per il vino. Per ogni cosa si può e si deve benedire Dio!
Nella preghiera si dice: Benedetto sei tu Signore, Dio dell’universo, poi si prosegue indicando il motivo che la ispira, questo modo di pregare indica una particolare concezione di Dio e anche del mondo, opera un quadruplice passaggio: dal proprio io a Dio, Signore di tutte le cose, dal possesso all’accoglienza, perché Dio rende l’uomo beneficiario e gli permette l’uso delle realtà create: dall’oggetto al dono, in quanto considera il creato come effetto dell’amore gratuito di Dio; dalla manipolazione all’ascolto, cioè dall’utilizzazione delle cose per fini egoistici al rispetto dell’intenzionalità voluta da Dio.
Luca non pone sulle labbra di Maria nessuna benedizione, come fa con Zaccaria che dice “Benedetto il Signore Dio d’Israele… (Lc 1,68), tuttavia Maria è termine di benedizione da parte di Dio, resa feconda per divenire madre del Benedetto “benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo (Lc 1,42). In Lei fluisce come un fiume la benedizione di Dio.
Nessuno come Maria entra nella logica della benedizione perché Maria non chiede nulla, ma loda e magnifica il suo Signore e si mostra completamente decentrata da sé stessa e proiettata verso il Signore. Si proclama serva (Lc1,38.48). Il Magnificat è un canto gioioso in cui Maria dopo aver ascoltato il messaggio, loda Dio con tutto il suo essere, assume l’io comunitario, quando dice: come aveva promesso ai nostri padri.
Maria vibra di ammirazione per le meraviglie che il potente opera in lei (Lc 1,49) e così assimila il timore di Dio, che consiste nel riconoscimento della sua trascendente santità unita alla misericordia (Lc 1,50).
Al Santuario moltissimi chiedono la benedizione, su se stessi, sugli oggetti di devozione, sui propri cari. Prima di chiedere perché non lodiamo e benediciamo Dio? Chiediamo con fede, specialmente nelle necessità, e, dopo aver sperimentato il soccorso divino, torniamo a ringraziare!
Imitiamo la Vergine Santa, ci aiuti anche a benedire e lodare sempre il Signore, e a riconoscere che anche per noi ha fatto e fa grandi cose e non si dimentica di noi.

Ave Maria!

Vostro nel Divino Amore
Don Pasquale Silla
Rettore Parroco



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La preghiera di Maria (II parte)

Divino Amore, 16 settembre 2011

Carissimi amici e devoti del Santuario,

Anche Maria viveva intensamente le tre forme di preghiera: la prima, ne abbiamo parlato nella precedente riflessione è la Benedizione, la seconda è nell’ascolto della parola con la professione di fede e di amore, la terza: la lettura della Toràh.
C’è nella bibbia un martellante richiamo ad Israele perché ascolti la parola di Dio e viene espresso con questa frase: shemà Israel (= ascolta Israele). Dello shemà si sono nutriti giorno dopo giorno, mattina e sera, Gesù e la Vergine Maria, Giuseppe, gli apostoli e le prime comunità cristiane.
Ciò che bisogna ascoltare è fondamentale, perché costituisce l’atto di fede più profondo ed essenziale del popolo di Israele. Lo Schemà: "Ascolta, Israel: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze. Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore; li ripeterai ai tuoi figli" (Dt 6,4-7).
Maria questi precetti li ha fissati per sempre nel suo cuore, alimentando un amore grande verso Dio e una fede robusta, ne abbiamo traccia nel vangelo di Luca dove Maria afferma: "l’anima mia magnifica il Signore", il suo unico Dio. Notiamo una professione di fede monoteistica chiara nella risposta all’angelo, cui fa seguito la piena disponibilità e totale dono di sé: "“Eccomi sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”" (Lc 1,38).
La sua fede è messa a dura prova nel dover collaborare con Dio nel dare un figlio, a Dio! Lei sente parlare di Spirito Santo e della nube luminosa (Lc1,33.35) che scenderà sopra di Lei, Maria dinanzi a questi eventi medita, contempla e penetra progressivamente nel segreto della rivelazione delle tre persone divine. Dio unico vive nella comunione d’amore trinitario! Dio non è solitario, è comunione di amore tra le persone divine.
La beata Vergine comprende di essere la figlia di Dio Padre, a cui deve immenso amore e riconoscenza, in Gesù, suo figlio, vede il Redentore al quale deve tutto, è abitata dallo Spirito Santo, che la rende madre vergine del verbo eterno.
La nostra devozione verso la Madre del Signore diventa sostanziosa e autentica se, come lei, ascoltiamo, amiamo e crediamo fortemente. Ci occorre una fede trinitaria decisa e sicura, dalla quale scaturisce anche per noi la donazione della nostra vita al Signore e l’amore riconoscente per la sua misericordia.
E’ questo il mio fraterno auspicio per tutti voi, affinché possiate continuare a vivere in comunione di vita e di amore con la Madre del Divino Amore.

Ave Maria!

Vostro nel Divino Amore
Don Pasquale Silla
Rettore Parroco



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Giovanni Paolo II al Santuario del Divino Amore

Divino Amore, 17 ottobre 2011

Carissimi amici e devoti del Santuario,

Chi non ricorda il motto “Totus tuus” di Giovanni Paolo II? “Sono tutto tuo”, diceva con la vita e con le parole alla Madonna. Una volta si diceva “de Maria nunquam satis”, cioè di Maria non si parla mai troppo. Lo stesso si potrebbe dire di Giovanni Paolo II. Non ci sono, penso, parole sufficienti per dire di lui, tutto. Sarà sempre poco e inadeguato poterlo descrivere. Benedetto XVI lo ha definito “Roccia della Chiesa” e in una roccia di travertino il grande mosaico di Luca Vernizzi, che lo raffigura, campeggerà davanti al Santuario, collocato esattamente dove c‟era un prato e dove si posò l'elicottero. Darà il benvenuto a chi entra e saluterà chi ritorna a casa, indicando con la sua mano grande e forte il coraggio e con i fiori di campo la tenerezza della autentica devozione mariana. I ricordi delle sue tre visite son tanti, voglio ricordare alcuni particolari.
“Bisogna visitarlo”, fu la prima espressione del nuovo Papa sul Divino Amore. Alla presa di possesso, come Vescovo di Roma, della sua Cattedrale di San Giovanni in Laterano gli furono presentati tutti i parroci di Roma, quando mi inginocchiai davanti al Papa, il Cardinale Vicario Poletti disse: è il Parroco del Divino Amore! Sentito nominare il Santuario, subito rispose: “Bisogna visitarlo”.
Le tre visite di Giovanni Paolo II al Santuario del Divino Amore. 1° maggio 1979: visita Pastorale. Per la prima volta Giovanni Paolo II, da Papa, amministra le Cresime. Tutti ricordano il prodigio della “pioggia” che cessò all'arrivo del Papa e riprese alla sua partenza! “Sono lieto di trovarmi in mezzo a voi, cari Fratelli e Sorelle, in unione di fede e di preghiera sotto la sguardo della Vergine Santissima del Divino Amore, la quale da questo suggestivo Santuario, che è il cuore della devozione mariana della diocesi di Roma e dintorni, vigila maternamente su tutti i fedeli, che si affidano alla sua protezione e alla sua custodia nel loro pellegrinaggio quaggiù in terra”. Il 7 giugno 1987: il Santo Padre presiede la celebrazione dei Vespri per l'apertura dell'Anno Mariano straordinario in preparazione al Grande Giubileo dell'anno 2000. “Nel vespero della solennità di Pentecoste, primo giorno dell'Anno Mariano, ho desiderato venire in pellegrinaggio a questo Santuario del Divino Amore, il quale - anche se di data relativamente recente rispetto all’incomparabile Basilica di Santa Maria Maggiore, dove mi sono recato ieri - è caro alla diocesi di Roma. Come tutti i santuari, anche questo luogo testimonia la presenza di Maria santissima nella vita della Chiesa in cammino e il suo amore materno per i figli che, fiduciosi, a Lei ricorrono”. La Domenica 4 luglio 1999: il Santo Padre Giovanni Paolo II dedica solennemente il Nuovo Santuario della Madonna del Divino Amore e scioglie il “Voto” fatto dai Romani alla Madonna del Divino Amore. “Con la dedicazione di questo nuovo Santuario viene oggi sciolto parzialmente un voto che i romani, invitati dal Papa Pio XII, fecero alla Madonna del Divino Amore nel 1944, quando le truppe alleate stavano per lanciare l’attacco decisivo su Roma occupata dai tedeschi. Davanti all’immagine della Madonna del Divino Amore, il 4 giugno di quell’anno, i romani invocarono la salvezza di Roma, promettendo a Maria di correggere la propria condotta morale, di costruire il nuovo Santuario del Divino Amore e di realizzare un’opera di carità a Castel di Leva”.
Ma il voto dei romani comprendeva una promessa a Maria Santissima che non termina e che è assai più difficile da realizzare: la correzione della condotta morale, il costante impegno, cioè, di rinnovare la vita e renderla sempre più conforme a quella di Cristo.

Ave Maria!

Vostro nel Divino Amore
Don Pasquale Silla
Rettore Parroco


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Divino Amore, 21 novembre 2011

Carissimi amici e devoti del Santuario,

nel mese di ottobre, al Santuario abbiamo vissuto un evento storico che ha suggellato, con un’opera d’arte, il ricordo del Beato Giovanni Paolo II, Roccia della chiesa. Davanti al nuovo Santuario, dove pose i piedi per la prima volta Giovanni Paolo II venendo al Divino Amore, si erge la roccia con il mosaico che lo raffigura.
Sembra dare il benvenuto a chi arriva e salutare con un augurio chi riparte dopo la preghiera nel Santuario: “nessuno passi mai da questo Santuario senza ricevere nel cuore la consolante certezza del Divino Amore” (ebbe a dire nell’ultima sua visita il 4 luglio 1999).
Ormai giunti alla fine dell’anno, vogliamo cominciare a guardare all’anno nuovo che, vogliamo vivere con una fede robusta e feconda di opere buone.
Accogliamo l’invito a celebrare l’anno della fede, guardando a Maria, donna di fede, proclamata "beata" perché "ha creduto" (Lc 1,45), che è stata intrepida, rimanendo intimamente unita la Figlio suo, accompagnandolo fino al Calvario.
La fede ci unisce a Cristo e ci fa ricevere l’eterno amore del Padre che ci da la forza e ci usa sempre misericordia.
“La fede senza carità non porta frutto e la carità senza la fede sarebbe un sentimento in balia costante del dubbio” dice il Santo Padre e aggiunge: “Sostenuti dalla fede, guardiamo con speranza al nostro impegno nel mondo” Siamo sicuri che l’Anno della fede deve essere per tutti e in particolare per i devoti della Madonna un invito ad un’autentica e rinnovata conversione al Signore, unico Salvatore del mondo.
Il mondo oggi ha particolarmente bisogno di una testimonianza credibile di quanti, illuminati nella mente e nel cuore dalla Parola del Signore, sono capaci di aprire il cuore e la mente di tanti al desiderio di Dio e della vita vera, quella che non ha fine. Il Santuario si pone come segno di speranza per tutti, specialmente per chi ha perso il lavoro, per le famiglie in difficoltà per le persone sole e senza sostegno.
La preghiera costante che sale da questo luogo sia per tutti voi una garanzia ed alimenti e ravvivi la vostra fede. Ave Maria!

Don Pasquale Silla
Rettore Parroco


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Buon Natale e felice Anno Nuovo

Divino Amore, 1 dicembre 2011

Carissimi amici e devoti del Santuario,

Sentiamo il dovere, in questo periodo di crisi che investe tutti, di sostenere la vostra speranza con la preghiera alla Madonna del Divino Amore. Dobbiamo pregare sempre, senza stancarci mai; abbiamo a disposizione questa forza inesauribile della preghiera, che, sostenuta dalla fede, ci ottiene grazia su grazia.
Possiamo sempre contare sulla materna intercessione della Madre del Divino Amore e dobbiamo fidarci di Lei, nostra avvocata e soccorritrice. Il Signore l’ha resa piena di grazia e di misericordia perché ci guidi agevolmente verso Cristo, fonte di quella divina misericordia, che ha bisogno di donarsi senza limiti e attende soltanto che venga accolta dalle creature.
Vediamo che la società vuole fare senza Dio, lo lascia in solitudine, va avanti come se non esistesse. Ma Gesù è venuto a risvegliare l’uomo nei confronti di Dio ed anche nei confronti di se stesso, viene a dirci la volontà di Dio di voler restare vicino all’uomo, di camminare con lui. Viene a rivelare all’uomo che, nel profondo del suo cuore, Dio ha preparato la dimora dove vuole abitare. L’uomo non si rende conto della sua grande dignità!
Dio lo sa bene che la sua incorreggibile passione per l’uomo è soggetta al rischio della “non accoglienza” e quindi della delusione!
Gesù nacque povero a Betlemme, non fu riconosciuto, non fu accolto, sulla croce fu lasciato solo. Ma proprio dalla croce il Padre celeste manifestò il suo amore infinito per l’uomo peccatore, con l’ultima goccia di sangue e con l’ultimo respiro del suo Figlio.
Maria è stata testimone di questo immenso, divino amore, di Dio per l’uomo, vivendo insieme a Gesù. Affidiamoci a lei, perché ci renda consapevoli di quanto ci ama il Signore e ci infonda fiducia nel cammino della nostra vita.
Ave Maria! E Buone Feste Natalizie!

Don Pasquale Silla
Rettore Parroco


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In vista della giornata mondiale della pace

Divino Amore, 27 dicembre 2011

Ai nostri amici offriamo alcuni spunti in vista della giornata mondiale della pace.

Ecco un tratto intenso del Messaggio di Benedetto XVI per la XLV Giornata mondiale della pace, del primo gennaio 2012: “Educare i giovani alla giustizia e alla pace”
“Cari giovani, voi siete un dono prezioso per la società. Non lasciatevi prendere dallo scoraggiamento di fronte alle difficoltà e non abbandonatevi a false soluzioni, che spesso si presentano come la via più facile per superare i problemi. Non abbiate paura di impegnarvi, di affrontare la fatica e il sacrificio, di scegliere le vie che richiedono fedeltà e costanza, umiltà e dedizione. Vivete con fiducia la vostra giovinezza e quei profondi desideri che provate di felicità, di verità, di bellezza e di amore vero! Vivete intensamente questa stagione della vita così ricca e piena di entusiasmo”.
Questo passo si può considerare il cuore del messaggio. L’invito ai giovani a guardare in alto, a pensare in grande, senza paura del futuro, inseguendo gli ideali che vengono dalla scoperta della piena dignità della vita e della persona umana.
Gli esempi di ingiustizia sociale e di continua violenza nella società e nel mondo, scoraggiano i giovanti, i comportamenti negativi anche all’interno delle famiglie, non promuovono la vera educazione dei giovani che dovranno  avere la forza di guardare avanti.
Ma non si può prescindere dalla famiglia, per questo il Papa si chiede: “Quali sono i luoghi dove matura una vera educazione alla pace e alla giustizia? Anzitutto la famiglia, poiché i genitori sono i primi educatori. La famiglia è cellula originaria della società. È nella famiglia che i figli apprendono i valori umani e cristiani che consentono una convivenza costruttiva e pacifica. È nella famiglia che essi imparano la solidarietà fra le generazioni, il rispetto delle regole, il perdono e l’accoglienza dell’altro”.
Il papa insiste sul ruolo primario della famiglia nell’educazione. Pur senza dimenticare le difficoltà che proprio le famiglie incontrano oggi, in una situazione di crisi non solo economica, pressate da esigenze di lavoro, da tempi sempre più ristretti. Eppure è nel nucleo familiare, con la presenza dei genitori, che si toccano i tasti delicati della crescita e dello sviluppo. Genitori, non perdetevi d’animo, chiede il Papa.
“Vorrei rivolgermi anche ai responsabili delle istituzioni che hanno compiti educativi: veglino con grande senso di responsabilità affinché la dignità di ogni persona sia rispettata e valorizzata in ogni circostanza. (…)
Mi rivolgo poi ai responsabili politici, chiedendo loro di aiutare concretamente le famiglie e le istituzioni educative ad esercitare il loro diritto-dovere di educare (…) Offrano ai giovani un’immagine limpida della politica, come vero servizio per il bene di tutti”.
Il Papa non offre alibi ai giovani quando dice: “Anche i giovani devono avere il coraggio di vivere prima di tutto essi stessi ciò che chiedono a coloro che li circondano. È una grande responsabilità quella che li riguarda: abbiano la forza di fare un uso buono e consapevole della libertà. Anch’essi sono responsabili della propria educazione e formazione alla giustizia e alla pace!”.
Bisogna promuovere la pace, che non è possibile senza giustizia, che si trova all’orizzonte della piena umanità, nella tutela dei beni delle persone, nella libera comunicazione tra gli esseri umani, nel rispetto della dignità delle persone e dei popoli, nell’assidua pratica della solidarietà e della fraternità.
La pace, frutto della giustizia ed effetto della carità è anzitutto, ribadisce il Papa, dono di Dio ed è anche opera da costruire.

Don Pasquale Silla
Rettore Parroco


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Vivere il tempo con Maria!

Divino Amore, 2 gennaio 2012

Carissimi amici e devoti del Santuario,

il tempo! Che cos’è? Sant’Agostino ci dice: se non me lo chiedi so bene che cosa è, ma se me lo chiedi non te lo so dire!
Il tempo scorre veloce e vogliamo sapere che cosa ci aspetta alla fine, senza lasciarci ingannare da falsi profeti. Gesù ci ha detto che nessuno sa quando sarà la fine e ci esorta ad essere sempre preparati. Che la fine sia dietro l’angolo ce lo dimostrano tre grandi ragioni: la diminuzione delle fonti della vita, la terribile e mai interrotta prolificazione delle armi, con gli arsenali atomici, in possesso delle potenze politiche, che è in grado di distruggere, dicono, 200 volte la terra, la crisi dilagante dei valori morali. Non credo che ci sia bisogno di tante spiegazioni per rendercene conto.
Come vogliamo vivere il nostro tempo che ci è concesso? Ecco un suggerimento: con Maria!
Per noi cristiani il tempo è una occasione favorevole, opportuna, da non trascurare.
Maria ha vissuto il suo tempo, proiettata sempre in tre direzioni: ascolto attento e continuo della Parola di Dio, unione intima con Gesù, e ricerca, anche nel buio della fede, della via della condivisione nell’amore e nella carità. A Maria dobbiamo guardare per seguirla e imitarla. La vita cristiana deve nutrirsi necessariamente della Parola di Dio; nella Bibbia risuona continuamente l’invito: ”ascolta Israele”, la liturgia della Chiesa propone sempre l’ascolto della Parola di Dio, come nutrimento essenziale; è la Parola di Dio che illumina la nostra vita, le nostre azioni, i nostri pensieri, che ci fa vedere ciò che è bene, secondo Dio. L’esempio di Maria è essenziale, Lei ci appare nel vangelo di Luca come Colei che ascolta la Parola di Dio, la depone nel suo cuore, la medita, la conserva come un tesoro. Si interroga: che cosa significa questa parola e come posso realizzarla? Nella risposta dell’angelo, apprende che sarà lo Spirito Santo, il Divino Amore, a sostenerla nel realizzarla.
È proprio la Parola di Dio, creduta, che consente al Verbo eterno di incarnarsi nel suo grembo, stabilendo una unione intima della sua vita con la vita di Gesù fino al calvario ed ora anche nella gloria.
La Parola di Dio e l’unione con Gesù hanno reso Maria collaboratrice generosa nell’opera della salvezza per il bene dell’umanità.
In compagnia di Maria santissima, giorno per giorno, il nostro tempo sarà veramente prezioso, per noi e per gli altri.

Don Pasquale Silla
Rettore Parroco


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Sempre avanti con Maria, la Madre di Gesù!

Divino Amore, 18 gennaio 2012

Carissimi amici e devoti del Santuario,

nelle crisi di ogni genere il cristiano deve essere sicuro di avere sempre una speranza. Maria santissima è modello di ciascuno di noi ed è figura della Chiesa nella fede, nella speranza e nell’intima unione con il Figlio.
La sua fede ha incontrato ostacoli come nessuno altro al mondo, ma non è mai venuta meno, anzi si è irrobustita. Ha dato alla luce il suo Figlio, che è il Figlio di Dio, e deve fuggire subito in esilio in Egitto. Gesù era venuto per salvare il suo popolo e il suo popolo non lo ha accettato, anzi lo ha fatto crocifiggere. E’ morto sulla croce, è stato sepolto, sembrava ormai tutto finito, ma la grande fede della Beata Vergine non si è spenta, credeva che Dio è onnipotente e misericordioso e non avrebbe mai potuto abbandonare il suo Figlio nella tomba, lo ha infatti risuscitato e glorificato!
La speranza di Maria non è venuta mai meno ed è stata premiata, le ha fatto percepire come presenti e vicine le realtà in cui credeva.
Fede e speranza in Maria erano sostenute dall’amore verso Dio e verso il prossimo, scaturivano dall’unione intima e profonda col Figlio. Era l’unione, quella della madre col figlio, quella della discepola fedele col maestro, quella della figlia prediletta con il Padre e ancora, quella unione che veniva alimentava in lei dallo Spirito Santo.
Queste tre virtù ci appartengono, le abbiamo ricevute col battesimo, dobbiamo farle crescere in noi, invocando e imitando la Madre del Divino Amore, vivendo sempre accanto a Lei.
Chi si mette in compagnia della Madonna, sente e riceve l’aiuto di Dio, e trova sempre una risposta ai suoi problemi e alle sue crisi.
Al Santuario alcune persone, vengono, spinte talora dalla disperazione, da pensieri tragici, fino a far dire di volerla far finita ….. ma la sosta al Santuario, la preghiera, lo sguardo amorevole della Madre del Signore, hanno placato l’anima ed hanno rilanciato la speranza. Come mai quelle persone in crisi profonda sono venute proprio al Santuario? una voce le ha chiamate, una forza le ha spinte, e sono state attratte e trattenute da una dolcezza spirituale, sostando per ore nella casa della Madre, hanno compreso che certi propositi vanno bruciati nel fuoco dell’amore di Dio. La speranza si è ravvivata!
Quando la tua fede ti fa credere fermamente che Dio ti ama e che è onnipotente, come puoi dubitare del suo aiuto? Se permette qualche cosa che ti fa male, che ti pesa, ti addolora, sai bene che ne uscirai fuori con certezza e ne riceverai un frutto che neppure potevi immaginare. Auguri!
Ave Maria!

Don Pasquale Silla
Rettore Parroco


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Divino Amore, 25 febbraio 2012

Carissimi amici e devoti del Santuario,

nel mese di marzo siamo in piena Quaresima e ci incontriamo con la solennità dell’Annunciazione di Maria Santissima.
Il cammino della Quaresima verso la Pasqua può essere modellato sul cammino di fede di Maria, prima discepola e custode diligente della parola (Lc 2,19.51) e donna fedele presso la croce (Gv 19,25-37).
Nel tempo di Pasqua la Chiesa prolunga il gaudio della madre del risorto, il suo animo fu riempito di ineffabile letizia per la vittoria del figlio sulla morte.
Nelle celebrazioni liturgiche la Chiesa esprime atteggiamenti tipicamente mariani, che anche noi dobbiamo vivere e imitare. La Chiesa: ascolta e custodisce la parola di Dio; la Beata Vergine custodiva nel suo cuore gli eventi del Figlio suo (i fatti e le parole); loda e ringrazia continuamente il Signore, ha fatto suo il cantico della Beata Vergine Maria; mostra Cristo agli uomini; la Vergine lo portò al Battista, lo presentò ai poveri e ai ricchi, ai pastori e ai magi; prega e intercede; a Cana e nel Cenacolo la Madre del Signore esprime esemplarmente queste caratteristiche.
Nell’Annunciazione entriamo anche noi in una sorta di scuola mariana dove possiamo apprendere quali debbano essere i nostri atteggiamenti verso il Signore.
Dobbiamo guardare a Maria: lei ascolta la parola che le reca l’arcangelo San Gabriele, ne rimane scossa e si chiede che senso ha per lei. Ascolta e accoglie l’invito a non temere. Infatti quando parla il Signore non bisogna aver paura, perché il Signore ci manifesta il suo grande desiderio di stare in comunione con noi, e perché quando ci affida una missione, un compito, si fida di noi.
Maria accoglie il messaggio centrale dell’Angelo: concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Quel Figlio sarà il salvatore che dovrà entrare nella nostra storia umana per portare la salvezza. Maria si rassicura quando apprende che sarà lo Spirito Santo, il Divino Amore, a compiere in lei e con lei il prodigio dell’Incarnazione. Perché sia chiaro che il suo Figlio è Figlio di Dio, lei non avrà bisogno del concorso dell’uomo: concepirà per opera dello Spirito, resterà vergine e sarà la vera Madre di Dio.
Con Maria e come Maria andiamo incontro al Signore!
Ave Maria!

Don Pasquale Silla
Rettore Parroco


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Divino Amore, 30 marzo 2012

Carissimi amici e devoti del Santuario,

Nei santuari mariani la Beata Vergine ci ricorda sempre che Cristo è la via, la verità e la vita, per questo ci esorta: tutto quello che vi dice fatelo! (Gv 2,5)
Soltanto nell’incontro con il Signore, risorto e presente nella Chiesa, desideroso di comunicarci la sua misericordia e la sua stessa vita, possiamo ottenere la risposta alla nostra profonda aspirazione al bene, alla giustizia e alla felicità vera.
Sarebbe una decisione sbagliata a non voler neppure provare a cercare il Cristo, che non pretende nulla e dona tutto! In lui la via sicura, la verità che non delude e la vita piena, adesso e per l’eternità.
Lui si presenta ancora senza apparati nella fragilità della sua chiesa, nella forza della sua parola, nei sacramenti per comunicarci la grazia, la gioia, il perdono, la forza.
Non accetta la sfida di farsi vedere, di fare miracoli, di intervenire come vorremmo noi nella storia, come non accettò di scendere dalla croce, per andare fino in fondo nel suo amore per noi fino alla morte e risorgere vittorioso, apparendo ai suoi apostoli.
La fede è la sconvolgente esperienza che deriva dall'incontro con Gesù Risorto, nostro contemporaneo, che ancora oggi ci raggiunge nella vita attraverso i sacramenti, la parola di Dio, la vita della comunità. Sperimentando l'Amore, quello vero, l'uomo non vi rimane insensibile ma anzi ne è potentemente attratto, si consegna ad esso ed inizia a vivere la propria esistenza come risposta a questo immenso dono che supera ogni nostro merito.
Affidiamoci continuamente alla Madonna che sa prendersi cura di noi e sa orientarci nella scelte da compiere.
”La Madre di Gesù è stata posta dal Signore in momenti decisivi della storia della salvezza e ha saputo rispondere sempre con piena disponibilità, frutto di un legame profondo con Dio maturato nella preghiera assidua e intensa. Tra il venerdì della Passione e la domenica della Risurrezione, a Lei è stato affidato il discepolo prediletto e con lui tutta la comunità dei discepoli (cfr Gv 19,26). Tra l’Ascensione e la Pentecoste, Ella si trova con e nella Chiesa in preghiera (cfr At 1,14). Madre di Dio e Madre della Chiesa, Maria esercita questa sua maternità sino alla fine della storia” (Benedetto XVI Udienza 14 marzo 2012).
Il Santuario vi sta sempre vicino con la preghiera e la testimonianza della carità, interpreta la vostre intenzione e le presenta alla Madonna, da Lei invoca la sua potente intercessione per le vostre necessità e per le vostre intenzioni di bene.
Ave Maria!

Don Pasquale Silla
Rettore Parroco


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Divino Amore, 19 aprile 2012

Carissimi amici e devoti del Santuario,

Nei santuari mariani la Beata Vergine ci ricorda sempre che Cristo è la via, la verità e la vita, per questo ci esorta: tutto quello che vi dice fatelo! (Gv 2,5)
Soltanto nell’incontro con il Signore, risorto e presente nella Chiesa, desideroso di comunicarci la sua misericordia e la sua stessa vita, possiamo ottenere la risposta alla nostra profonda aspirazione al bene, alla giustizia e alla felicità vera. Sarebbe una decisione sbagliata a non voler neppure provare a cercare il Cristo, che non pretende nulla e dona tutto! In lui la via sicura, la verità che non delude e la vita piena, adesso e per l’eternità.
Lui si presenta ancora senza apparati nella fragilità della sua chiesa, nella forza della sua parola, nei sacramenti per comunicarci la grazia, la gioia, il perdono, la forza.
Non accetta la sfida di farsi vedere, di fare miracoli, di intervenire come vorremmo noi nella storia, come non accettò di scendere dalla croce, per andare fino in fondo nel suo amore per noi fino alla morte e risorgere vittorioso, apparendo ai suoi apostoli.
La fede è la sconvolgente esperienza che deriva dall'incontro con Gesù Risorto, nostro contemporaneo, che ancora oggi ci raggiunge nella vita attraverso i sacramenti, la parola di Dio, la vita della comunità.
Sperimentando l'Amore, quello vero, l'uomo non vi rimane insensibile ma anzi ne è potentemente attratto, si consegna ad esso ed inizia a vivere la propria esistenza come risposta a questo immenso dono che supera ogni nostro merito.
Affidiamoci continuamente alla Madonna che sa prendersi cura di noi e sa orientarci nella scelte da compiere.
”La Madre di Gesù è stata posta dal Signore in momenti decisivi della storia della salvezza e ha saputo rispondere sempre con piena disponibilità, frutto di un legame profondo con Dio maturato nella preghiera assidua e intensa. Tra il venerdì della Passione e la domenica della Risurrezione, a Lei è stato affidato il discepolo prediletto e con lui tutta la comunità dei discepoli (cfr Gv 19,26). Tra l’Ascensione e la Pentecoste, Ella si trova con e nella Chiesa in preghiera (cfr At 1,14). Madre di Dio e Madre della Chiesa, Maria esercita questa sua maternità sino alla fine della storia” (Benedetto XVI Udienza 14 marzo 2012).
Il Santuario vi sta sempre vicino con la preghiera e la testimonianza della carità, interpreta la vostre intenzioni e le presenta alla Madonna, da Lei invoca la sua potente intercessione per le vostre necessità e per le vostre intenzioni di bene.
Ave Maria!

Don Pasquale Silla
Rettore Parroco


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Divino Amore, 1 giugno 2012

LA GROTTA DI ELIA AL DIVINO AMORE

Carissimi amici e devoti del Santuario,

Il 31 maggio 2007 Festa della Visitazione della Beata Vergine Maria il Santuario volle dedicare al grande Profeta Elia, una grotta naturale di tufo che si trova sulla collina di fronte al nuovo Santuario. Elia fu un Profeta straordinario, pieno di zelo e di ardore per il suo Dio. E’ l’unico profeta che non ci ha lasciato scritti. Si parla di lui in modo particolare nel primo e nel secondo libro dei Re. Presso una grotta, “al mormorio di un vento leggero”, fece una singolare esperienza di Dio. Fu un Profeta di fuoco! Lo invocò dal cielo, per l’offerta del sacrificio, “cadde il fuoco del Signore e consumò l’olocausto, la legna, le pietre e la cenere, prosciugando l’acqua del canaletto (1Re, 18,38). Fu rapito su un carro di fuoco “mentre camminavano conversando (Elia ed Eliseo), ecco un carro di fuoco e cavalli di fuoco si interposero fra loro due. Elia salì nel turbine verso il cielo” (2 Re 2, 11).
Il fuoco, è simbolo del Divino Amore, lo Spirito Santo, che scese su Maria e gli Apostoli nel Cenacolo in forma di lingue di fuoco. Elia sembra davvero essere il profeta del Divino Amore!
Mi hanno sempre impressionato e sorpreso il suo coraggio nelle persecuzioni subite e la sua singolare esperienza della presenza di Dio, che lui fece “nel mormorio di un vento leggero”, al suono dolce e sommesso, nella spelonca sul monte Oreb.
Durante i lavori di sistemazione degli spazi intorno al Santuario, mentre veniva alla luce la grotta che appena si poteva scorgere, sede delle volpi, e di altri animali, completamente ostruita da rifiuti e sterpaglie, mi sembrò evidente che poteva essere particolarmente significativa per evocare l’esperienza spirituale del profeta Elia.
La grotta si trova in quella valle, meravigliosa e verde, che accompagna lo sguardo dal Santuario fino ai Castelli Romani. Perché non segnalarla ai pellegrini e ai visitatori?
Mi vennero in mente alcune idee: era opportuno realizzare nella grotta una statua del profeta con la focaccia sulle pietre roventi e l’orcio con l’acqua (sono simboli eucaristici) che il Signore diede ad Elia nel cammino in mezzo al deserto; formare gli “eremiti” di Elia, un gruppo di persone, che vogliano passare un’ora di silenzio nella grotta, per pregare e meditare e far conoscere l’affascinante storia di Elia a chi si avvicina alla grotta, offrendo anche una scheda illustrativa. Nella vita di Elia il fuoco è stato un segno forte, specialmente alla fine della sua esistenza.
Leggiamo nel vangelo di San Luca (3,16): “Io vi battezzo con acqua; ma viene uno che è più forte di me, al quale io non sono degno di sciogliere neppure il legaccio dei sandali: costui vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco”. Negli Atti degli Apostoli (2,3-4) leggiamo: “apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo”. Venga lo Spirito Santo anche nei nostri cuori!
Ave Maria!

Don Pasquale Silla
Rettore Parroco


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Divino Amore, 11 luglio 2012

Anno della Fede 2012 - 2013

Carissimi, buone vacanze in vista dell’apertura dell'anno della fede!

Le vicende della nostra “vita cristiana” non possono prescindere dalla fede! Anche chi non ha la fede, dovrebbe vederla in chi dice di averla!
Il Papa Benedetto XVI ha indetto l’anno della fede che verrà inaugurato l’11 ottobre prossimo. Ecco alcuni passaggi da meditare. La "porta della fede" (cfr At 14,27) che introduce alla vita di comunione con Dio e permette l’ingresso nella sua Chiesa è sempre aperta per noi. E’ possibile oltrepassare quella soglia quando la Parola di Dio viene annunciata e il cuore si lascia plasmare dalla grazia che trasforma.
La nostra devozione mariana ha lo scopo di lascarci accompagnare dalla Madre di Dio per “immettersi in un cammino che dura tutta la vita. Esso inizia con il Battesimo (cfr Rm 6, 4), mediante il quale possiamo chiamare Dio con il nome di Padre, e si conclude con il passaggio attraverso la morte alla vita eterna, frutto della risurrezione del Signore Gesù che, con il dono dello Spirito Santo, ha voluto coinvolgere nella sua stessa gloria quanti credono in Lui” (cfr Gv 17,22).
La fede di Maria, ci offre un metodo sicuro per vivere di fede e non lasciarci scoraggiare mai dalle crisi di ogni genere, dai dubbi e dalle incertezze della vita.
“Per fede Maria accolse la parola dell’Angelo e credette all’annuncio che sarebbe divenuta Madre di Dio… (cfr Lc 1,38). Visitando Elisabetta innalzò il suo canto di lode all’Altissimo per le meraviglie che compiva in quanti si affidano a Lui (cfr Lc 1,46-55). Con gioia e trepidazione diede alla luce il suo unico Figlio, mantenendo intatta la verginità (cfr Lc 2,6-7). Confidando in Giuseppe suo sposo, portò Gesù in Egitto per salvarlo dalla persecuzione di Erode (cfr Mt 2,13-15). Con la stessa fede seguì il Signore nella sua predicazione e rimase con Lui fin sul Golgota (cfr Gv 19,25-27).
Con fede Maria assaporò i frutti della risurrezione di Gesù e, custodendo ogni ricordo nel suo cuore (cfr Lc 2,19.51), lo trasmise ai Dodici riuniti con lei nel Cenacolo per ricevere lo Spirito Santo” (cfr At 1,14; 2,1-4).
Sappiamo che la fede, non è da supporre ma è sempre da proporre. Ogni persona può accedere alla parola di Dio, sorgente della fede.
“Per fede, nel corso dei secoli, uomini e donne di tutte le età, il cui nome è scritto nel Libro della vita (cfr Ap 7,9; 13,8), hanno confessato la bellezza di seguire il Signore Gesù là dove venivano chiamati a dare testimonianza del loro essere cristiani: nella famiglia, nella professione, nella vita pubblica, nell’esercizio dei carismi e ministeri ai quali furono chiamati.
Per fede viviamo anche noi: per il riconoscimento vivo del Signore Gesù, presente nella nostra esistenza e nella storia”.
Ave Maria!

Don Pasquale Silla
Rettore Parroco


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Divino Amore, 19 novembre 2012

Carissimi amici e devoti del Santuario,

L’Anno della fede deve essere per tutti noi una vera sfida: riusciremo a fare in modo che questo prezioso dono, ricevuto col Battesimo, insieme alla speranza e alla carità, possa veramente farci diventare un libro aperto in cui gli uomini possano leggere il vangelo?
Seguiamo il pensiero che Benedetto XVI ha espresso il 24 ottobre: Cosa significa credere oggi? Ha ancora senso la fede in un mondo in cui scienza e tecnica hanno aperto orizzonti fino a poco tempo fa impensabili? In effetti, nel nostro tempo è necessaria una rinnovata educazione alla fede, che comprenda certo una conoscenza delle sue verità e degli eventi della salvezza, ma soprattutto è necessario che nasca da un vero incontro con Dio in Gesù Cristo, dall’amarLo, dal dare fiducia a Lui così che tutta la vita ne sia coinvolta.
Oggi cresce intorno a noi anche un certo deserto spirituale. Nonostante la grandezza delle scoperte della scienza e dei successi della tecnica, oggi l’uomo non sembra diventato veramente più libero, più umano; permangono tante forme di sfruttamento, di manipolazione, di violenza, di sopraffazione, di ingiustizia.
In questo contesto riemergono alcune domande fondamentali, che sono molto più concrete di quanto appaiano a prima vista: Che senso ha vivere? C’è un futuro per l’uomo, per noi e per le nuove generazioni? In che direzione orientare le scelte della nostra libertà per un esito buono e felice della vita? Che cosa ci aspetta oltre la soglia della morte?
La fede ci dona proprio questo: Un fiducioso affidarsi a un «Tu» che è Dio, il quale ci dà una certezza diversa, ma non meno solida di quella che ci viene dal calcolo esatto o dalla scienza. La fede non è un semplice assenso intellettuale dell’uomo a delle verità particolari su Dio; è un atto con cui ci affidiamo liberamente a un Dio che è Padre e ci ama; è adesione a un «Tu» che ci dona speranza e fiducia.
Noi abbiamo bisogno non solo del pane materiale, abbiamo bisogno di amore, di significato e di speranza. Se la vita ci appare come un deserto “sappiamo di doverlo percorrere portando con noi l’essenziale: il dono dello Spirito, la compagnia di Gesù, la verità della sua parola, il pane eucaristico che ci nutre, la fraternità della comunione ecclesiale, lo slancio della carità”.
Su tutti voi, carissimi, risplenda con vigore la luce di Maria che invochiamo e a cui fiduciosi ci affidiamo.

Ave Maria!

Vostro nel Divino Amore
Don Pasquale Silla
Rettore Parroco


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Vivere il tempo con Maria!

Divino Amore, 16 dicembre 2012

Carissimi amici e devoti del Santuario,
il tempo! Che cos’è? Sant’Agostino ci dice: se non me lo chiedi so bene che cosa è, ma se me lo chiedi non te lo so dire!
Il tempo scorre veloce e vogliamo sapere che cosa ci aspetta alla fine, senza lasciarci ingannare da falsi profeti. Gesù ci ha detto che nessuno sa quando sarà la fine e ci esorta ad essere sempre preparati. Che la fine sia dietro l’angolo ce lo dimostrano tre grandi ragioni: la diminuzione delle fonti della vita, la terribile e mai interrotta prolificazione delle armi, con gli arsenali atomici, in possesso delle potenze politiche, che è in grado di distruggere, dicono, 200 volte la terra, la crisi dilagante dei valori morali. Non credo che ci sia bisogno di tante spiegazioni per rendercene conto.
Come vogliamo vivere il nostro tempo che ci è concesso? Ecco un suggerimento: con Maria!
Per noi cristiani il tempo è una occasione favorevole, opportuna, da non trascurare. Maria ha vissuto il suo tempo, proiettata sempre in tre direzioni: ascolto attento e continuo della Parola di Dio, unione intima con Gesù, e ricerca, anche nel buio della fede, della via della condivisione nell’amore e nella carità. A Maria dobbiamo guardare per seguirla e imitarla.
La vita cristiana deve nutrirsi necessariamente della Parola di Dio; nella Bibbia risuona continuamente l’invito: ”ascolta Israele”, la liturgia della Chiesa propone sempre l’ascolto della Parola di Dio, come nutrimento essenziale; è la Parola di Dio che illumina la nostra vita, le nostre azioni, i nostri pensieri, che ci fa vedere ciò che è bene, secondo Dio. L’esempio di Maria è essenziale, Lei ci appare nel vangelo di Luca come Colei che ascolta la Parola di Dio, la depone nel suo cuore, la medita, la conserva come un tesoro. Si interroga: che cosa significa questa parola e come posso realizzarla? Nella risposta dell’angelo, apprende che sarà lo Spirito Santo, il Divino Amore, a sostenerla nel realizzarla.
È proprio la Parola di Dio, creduta, che consente al Verbo eterno di incarnarsi nel suo grembo, stabilendo una unione intima della sua vita con la vita di Gesù fino al calvario ed ora anche nella gloria.
La Parola di Dio e l’unione con Gesù hanno reso Maria collaboratrice generosa nell’opera della salvezza per il bene dell’umanità.
In compagnia di Maria santissima, giorno per giorno, il nostro tempo sarà veramente prezioso, per noi e per gli altri.

Auguri di buon anno nuovo!

Vostro nel Divino Amore
Don Pasquale Silla
Rettore Parroco


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Con Maria un cammino nella fede per tutti i giorni dell'anno

Divino Amore, 1 gennaio 2013

Carissimi amici e devoti del Santuario, buon anno nuovo, con tutta la comunità del Santuario!
E’ ovvio che non siamo capaci di fermare il tempo, giorno dopo giorno si va sempre avanti, anche se ogni tanto, nelle feste e in altre circostanze, ci fermiamo a riflettere e a contare gli anni passati!
Perché in quest’anno nuovo non proviamo a scoprire la bellezza della fede? La Chiesa ci offre tante occasioni per riflettere e approfondire i temi della fede, con i testi celebri del Concilio Vaticano secondo e il Catechismo della Chiesa Cattolica, con molteplici iniziative e celebrazioni che ci troveranno disponibili – ce l’auguriamo - alla più piena e fruttuosa partecipazione. Sarà soprattutto la Madonna ad aiutarci, camminando accanto a noi e mostrandoci come si può vivere la fede, nella concretezza della vita terrena, soprattutto nelle difficoltà e nei sacrifici.
Anche l’uomo di oggi può sentire di nuovo il bisogno di recarsi, come la samaritana del vangelo, al pozzo per ascoltare Gesù, che invita a credere in Lui e ad attingere alla sua sorgente, zampillante di acqua viva (cfr Gv 4,14). Dobbiamo ritrovare il gusto di nutrirci della Parola di Dio, trasmessa dalla Chiesa in modo fedele, e del Pane della vita, offerti a sostegno di quanti sono suoi discepoli (cfr Gv 6,51).
Guardiamo a Maria che durante la predicazione di Gesù raccolse le parole con le quali Egli proclamò beati quelli che ascoltano e custodiscono la Parola di Dio (cfr Mc 3,35; Lc 11,27-28), come Ella stessa fedelmente faceva (cfr. Lc 2,19 e 51).
La Beata Vergine, ci dice il Concilio (LG 58), avanzò nella peregrinazione della fede e serbò fedelmente la sua unione col Figlio sino alla croce, dove, non senza un disegno divino, se ne stette (cfr. Gv 19,25), soffrendo profondamente col suo Unigenito e associandosi con animo materno al suo sacrificio.
La sua fede è stata premiata con l’assunzione in corpo e anima alla gloria accanto al Figlio suo risorto. Voglia rafforzare la nostra fede e farci sentire la forza e l’intima gioia che procura. Dal Santuario vi giunga la Sua materna benedizione.

Ave Maria!

Vostro nel Divino Amore
Don Pasquale Silla
Rettore Parroco


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Divino Amore, 2 febbraio 2013

Carissimi amici e devoti del Santuario,
Il Santuario apre le porte, anzi, non le chiude mai, perché quanti vi giungono devono poter entrare subito e incontrare la Madre del Signore che è in attesa e desidera anche Lei incontrare e riabbracciare i suoi figli. Lei sa bene che siamo travagliati da tanti pensieri e affanni del cuore, con le sofferenze, le prove e le oscurità che vorrebbero corrodere la nostra speranza.
Una sosta al Santuario rianima e offre tante possibilità di ricevere non tanto le grazie, quanto la grazia, con il dono della fede e dell’amore.
Quando il nostro sguardo si posa sul volto della Madre di Dio si ravviva la speranza e nasce nel cuore il desiderio di imparare da Lei ad aver fede, a fidarsi di Dio. Maria ci insegna, con l’esempio, quanto è preziosa la fede. Per la fede lei è beata, per la fede ha generato il Verbo di Dio, con la fede ha seguito Gesù fino al Calvario e con la fede ha atteso l’alba della risurrezione.
Senza la fede camminiamo al buio, non vediamo la strada e tanto meno non vediamo cosa ci attende in fondo alla strada, non riusciamo a sostenere le prove, le sofferenze, le malattie. Leggiamo nel Compendio del Catechismo al n. 58: “Perché Dio permette il male? Non lo permetterebbe se dallo stesso male non traesse il bene. Infatti dalla morte del Figlio, ha tratto i più grandi beni: la glorificazione di Cristo e la nostra redenzione”!
Stando accanto alla Madonna, dobbiamo meditare e scoprire in Gesù Cristo lo splendore del volto di Dio Padre, con la certezza di essere e di sentirci figli nel Figlio. Nel contemplare le immagini sacre dovremmo sempre andare al di là delle raffigurazioni. Nell’Immagine della Madonna del Divino Amore, vediamo la Beata Vergine, con in braccio il Bambino Gesù e, in alto, la colomba simbolo dello Spirito Santo; proviamo a dire: “Contemplando Maria, noi pensiamo a Te, adorabile Trinità, e ci sentiamo con Lei, amati dal Padre, redenti da Cristo e rinnovati dallo Spirito”. Lei è la figlia prediletta del Padre, è stata redenta dal Figlio ed è il Santuario del Divino Amore.
La Beata Vergine Maria, ogni volta che la invochiamo, ci metta in relazione con la santissima Trinità, da cui scaturisce, irrefrenabile, il fiume di amore e di grazia per noi.
Ave Maria!

Vostro nel Divino Amore
Don Pasquale Silla
Rettore Parroco


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Divino Amore, 26 marzo 2013

“DOMANI VADO A PREGARE LA MADONNA”

Carissimi amici e devoti del Santuario,
“Domani vado a pregare la Madonna”! ha detto Papa Francesco dalla loggia di San Pietro quando, il 13 marzo scorso, ha salutato Roma e il mondo presentandosi con alcuni gesti ed alcune espressioni che immediatamente ci hanno fatto comprendere la sua persona, il suo stile e la sua missione. “Lo Spirito Santo si è manifestato in maniera sorprendente. Il nuovo Papa è un testimone gioioso del Signore Gesù, annunciatore instancabile, forte e mite del Vangelo per infondere fiducia e speranza” ha detto il Cardinale Vicario Vallini.
Ringraziamo il Signore che viene a visitarci e compie grandi cose per noi e, con la nostra preghiera, accompagnamo e sosteniamo il ministero apostolico del nostro Vescovo, Papa Francesco!
Con la ripresa dei pellegrinaggi la gente dice andiamo alla Madonna del Divino Amore e subito nel cuore dei fedeli si accende il desiderio di arrivare davanti alla sua santa Immagine per mettersi alla sua presenza ed effondere gli affetti del proprio cuore, con le gioie e spesso anche con tante pene e preoccupazioni.
La Madonna sa capire e intercede. A Lei Gesù disse nelle nozze di Cana: “Non è ancora giunta la mia ora”! Nessuno come Lei sa che cosa significhi l’ora di Gesù: è la sua Pasqua di morte e risurrezione. La materna premura di Maria santissima è quella di farci entrare nell’ora di Gesù, per riceverne tutti i doni della salvezza. Non vanifichiamo la sua materna intercessione, ma lasciamoci condurre per mano per arrivare alla sorgente della vita, attraverso l’ascolto della parola di Dio, la grazia dei sacramenti, l’esercizio della carità; il tempo Pasquale dura cinquanta giorni, uno spazio di tempo sufficiente per sperimentare la misericordia di Dio ed essere testimoni della risurrezione.
Dal Santuario arrivi a tutti voi l’assicurazione della nostra preghiera che interpreta le vostre necessità e vi rappresenta davanti alla miracolosa Immagine. Quando preghiamo ci siete anche voi! Ave Maria!

Vostro nel Divino Amore
Don Pasquale Silla
Rettore Parroco


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Divino Amore, 17 maggio 2013

Carissimi amici e devoti del Santuario,
in quest’Anno della fede gli eventi della Chiesa e del nostro paese, ci stimolano a rinforzare la nostra speranza per individuare il sentiero che deve portare verso uno sbocco positivo degli eventi. Ciò vale anche per le nostre personali situazioni e difficoltà.
Il Santuario di sua natura è un luogo di speranza, dove ognuno può attingere la grazia, energia efficace, che serve per rinnovare le coscienze, la vita e la stessa società.
Il mese di maggio tradizionalmente dedicato alla Madonna, si trova all’interno del Tempo Pasquale, durante il quale la Chiesa sperimenta come il Signore risorto, mediante il Vangelo e i Sacramenti, ci guida alla piena somiglianza con il Cristo suo fondatore, nato dalla Vergine, primogenito tra molti fratelli e salvatore del mondo. Anche noi dobbiamo immergerci nel tempo pasquale, tempo propizio, fonte di luce e di vita.
Maria santissima, la Madre di Gesù, la troviamo lì nel Cenacolo, unita agli Apostoli in preghiera unanime, con loro attende con intense suppliche lo Spirito promesso; Lei che nella incarnazione del Verbo fu adombrata dalla sua potenza, è di nuovo colmata del grande dono dello Spirito, mentre sta per sorgere il nuovo Israele, la Chiesa.
Anche nel tempo pasquale il titolo di Madonna del Divino Amore, trova conferma e pieno significato, in un bel prefazio troviamo questa espressione: La Vergine Figlia di Sion, che aveva atteso pregando la venuta di Cristo, invoca con intense suppliche lo Spirito promesso.
Ed era giusto che come per la nascita di Gesù, capo della Chiesa, ci fosse per divino volere, congiuntamente, lo Spirito Santo e Maria, così, mentre sta per nascere il corpo mistico della Chiesa ci dovevano essere di nuovo Maria e lo Spirito Santo.
Ogni risposta alla nostre preghiere e alle nostre speranze, la troviamo se rimaniamo con Maria nella Chiesa.
Uniti nel Divino Amore invochiamo la sua materna benedizione per tutti voi e per tutte le vostre speranze di bene. Ave Maria!

Vostro nel Divino Amore
Don Pasquale Silla
Rettore Parroco


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Divino Amore, 27 giugno 2013

Papa Francesco chiama e la Madonna del Divino Amore accoglie

Carissimi amici e devoti del Santuario,

sono moltissimi coloro che sentono il desiderio di andare a Piazza San Pietro per vedere e ascoltare Papa Francesco, la piazza è sempre gremita oltre misura, le diocesi, le parrocchie, i gruppi e i singoli fedeli non si contano.
Quelli provenienti dal sud, prima di riprendere la via del ritorno all’uscita 24 del Grande Raccordo Anulare sostano al Santuario dove possono celebrare l’Eucaristia, ci sono ampi spazi per i parcheggi, e per consumare il pranzo al sacco (diventato ancora più buono e gustoso con l’augurio ricevuto al termine dell’Udienza Pontificia: buon appetito).
Il pellegrinaggio può far vivere due momenti necessari e significativi per la vita cristiana: l’incontro con il successore di Pietro e con la Madre del Signore.
E’ proprio vero ciò che disse Gesù: chi ascolta voi ascolta me! Tutti ascoltano volentieri la voce del Papa, che con tanta attualità insegna a vivere il vangelo, e infonde speranza, gioia e forza per andare sempre avanti nella via del bene. L’incontro con la Madonna, modello di vita e di fede, ci fa sperimentare la sua materna protezione nelle fatiche della vita e ci stimola alla imitazione delle sua virtù.
Papa Francesco ha colpito tutti con la sua immediatezza e la sua semplicità indicando sempre il modello da seguire: Gesù Cristo. Ascoltiamolo!
Il Santuario si prepara a vivere un evento significativo nella sua storia con l’avvicendamento del Rettore Parroco nel prossimo mese di settembre.
A gennaio dello scorso anno rappresentai al Cardinale Vicario le mie dimissioni per raggiunti limiti di età, sono stato invitato a proseguire ancora il mio servizio fino al primo settembre prossimo. Ringrazio, carissimi, la Provvidenza del grande e immeritato privilegio di aver potuto servire il Santuario e la Parrocchia del Divino Amore, dalla morte di Don Umberto Terenzi (3 gennaio 1974). Ringraziate anche voi per me!
Don Fernando Altieri, cresciuto nel nostro Seminario, è Presidente degli Oblati, sta al Santuario da due anni, sarà nominato a settembre Rettore e Parroco del Divino Amore.
Il sottoscritto resterà al Santuario con un incarico diocesano nella pastorale degli artigiani. Con Maria, portiamo a tutti, vicini e lontani, il dono dell’amore di Dio!
Ave Maria! e sempre avanti!

Don Pasquale Silla
Rettore Parroco


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Divino Amore, 22 agosto 2013

Avvicendamento del Rettore e Parroco del Divino Amore

Carissimi amici e devoti del Santuario,

A gennaio del 2012 ho presentato al Cardinale Vicario, Agostino Vallini, le mie dimissioni per raggiunti limiti di età; sono stato invitato a proseguire ancora il mio servizio fino al  primo settembre del 2013.
Ringrazio la Divina Provvidenza del grande e immeritato privilegio di aver potuto servire umilmente il Santuario e la Parrocchia del Divino Amore, dalla morte del primo Parroco il servo di Dio Don Umberto Terenzi (3 gennaio 1974) fino ad oggi. 
Ringrazio inoltre la Madonna per quanto ha operato nel suo Santuario, aprendolo alla comprensione e valorizzazione non solo della Diocesi di Roma, e avendone fatto un centro di diffusione del suo Divino Amore e di materna e cordiale attrazione di tanti cuori.
Don Fernando Altieri, cresciuto nel nostro Seminario, Presidente degli Oblati, Figli della Madonna del Divino Amore, Vice Rettore del Santuario, già da due anni, sarà lui, dal primo settembre, il nuovo Rettore e Parroco del Divino Amore; a lui vanno i miei più fervidi e cordiali auguri con la preghiera per il suo nuovo incarico pastorale.
Secondo il desiderio del Cardinale Vicario il sottoscritto resterà al Santuario con un incarico diocesano per “accompagnare la nascente Associazione degli Artigiani Cattolici”.
Invoco la materna intercessione e la tenerezza della Madonna del Divino Amore su quanti mi hanno accompagnato con la loro generosa collaborazione e la loro sincera amicizia. A tutti il mio cordiale saluto e il mio vivo ringraziamento.
Chiedo ora al Signore il dono del silenzio e della preghiera, per non sciupare il passato, per vivere serenamente il presente e per guardare con fiducia al futuro.
Ave Maria e coraggio!

Don Pasquale Silla


MESSAGGIO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI PER LA CELEBRAZIONE DELLA XLV GIORNATA MONDIALE DELLA PACE - 1° GENNAIO 2012

SPECIALE: Incontro con i parroci e il clero della Diocesi di Roma

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Divino Amore, ottobre 2013

L'affettuoso abbraccio fra Mons. Pasquale Silla e don Fernando Altieri, il nuovo Rettore Parroco del Santuario

Siamo come nani sulle spalle di giganti, così che possiamo vedere più cose di loro e più lontane, non certo per l'altezza del nostro corpo, ma perché siamo sollevati e portati in alto dalla statura dei giganti.

Bernardo di Chartres.

Cari Amici,
questa è la prima lettera che vi scrivo dall’inizio del servizio pastorale di Parroco e Rettore del Santuario. Un incarico accolto con serenità, ma anche con la consapevolezza che chi mi passa il testimone, Mons. Pasquale Silla, l’ha ricevuto a sua volta direttamente dal nostro amato Fondatore il Servo di Dio Don Umberto Terenzi, proseguendo la sua opera di evangelizzazione attraverso la mediazione di Maria. Chi pensa a un semplice passaggio di “carte” si sbaglia! E’ un Carisma intero e visibile, depositato nelle mani imperfette degli uomini; una scintilla dell’Amore di Dio affidata a un peccatore, con l’impegno di passarla di mano in mano finché migliaia di cuori non si siano accesi di Amore per il Signore e profonda e visibile tenerezza verso la Madre Celeste,qui venerata come Madre del Divino Amore.
Un Carisma non è un bene personale e in questi decenni ci sono stati due sapienti interpreti di questo piano divino per il Popolo di Dio che è in Roma; essi si sono spesi da “servi inutili” sapendo bene che quanto avrebbero realizzato un giorno sarebbe passato, sotto forma di eredità spirituale, ad altri.
Per questo motivo ho accolto l’invito del Cardinale Vicario con trepidazione, ma anche con tanta gioia e voglia di spendermi al servizio di questo meraviglioso progetto. Un Santuario, lo dice la parola stessa, è un luogo epifanico in cui si deve respirare quella santità che abilita a rivolgere l’invito ad altri a diventare santi. Questo è l’impegno che prendo insieme ai miei Confratelli Oblati, affinché le “lance spezzate” (così ci chiamava il nostro Fondatore) siano tali, testimoni di santità, di coerenza, di amore per tutti, in particolare per i poveri e i sofferenti nel corpo e nello spirito. Molto è stato fatto e molto si dovrà fare, soprattutto nel dare risposte forti ai bisogni spirituali delle migliaia di pellegrini che ormai affollano il Santuario quasi tutti i giorni della settimana.
In comunione con i Sacerdoti del Santuario fin da oggi faccio formale promessa di diventare “Chiesa del grembiule”, serva di Dio e dei fratelli, affidandoci alla Provvidenza, confidando nella guida dello Spirito Santo e nella protezione della Madonna del Divino Amore.

Ave Maria e… coraggio!
Vostro, Don Fernando
Parroco - Rettore


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Divino Amore, 5 marzo 2014

Domenica delle Palme 2013

Cari Amici,
abbiamo da poco iniziato il cammino della Quaresima che ci condurrà alla gioia della Pasqua; vi propongo con semplicità un piccolo Vocabolario di Quaresima, che potrà aiutarci a vivere concretamente la proposta che il Signore Gesù ci fa nel sesto capitolo del Vangelo di San Matteo: quando fai l’elemosina, non metterti a suonare la tromba; quando preghi non essere come gli ipocriti che si fanno notare dagli uomini; quando digiuni, non essere triste ma profumati la testa e lavati il viso; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà…

CARITA': Disposizione fondamentale per vivere la Quaresima.
CONFESSIONE E COLLOQUI: i Sacerdoti, anche presso il Santuario, sono sempre disponibili a dispensare la Misericordia di Dio.
DIGIUNO: ricerca di unione più profonda con Dio attraverso la purificazione del corpo e la rinuncia. Giorni di digiuno e astinenza: mercoledì delle Ceneri (5 marzo) e venerdì Santo (18 aprile). Tutti i venerdì di Quaresima: astinenza dalle carni ed impegno concreto nella mortificazione e soprattutto nelle opere di Carità.
VIA CRUCIS: cammino con Gesù sulla via del Calvario per ricordare che è la via di ogni uomo. Tutti i venerdì di Quaresima, alle ore 16.00, presso l’Antico Santuario.

Ave Maria e buon cammino!

Vostro, Don Fernando


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Divino Amore, 7 maggio 2014

4 giugno 1944: il voto per la salvezza di Roma

Cari Amici,
a settant’anni di distanza, nel ricordo della potente intercessione di Maria, Madre del Divino Amore (1944-2014) inizia la commemorazione della Salvezza di Roma, impetrata dal Papa Pio XII, alla presenza del Servo di Dio don Umberto Terenzi e ottenuta, prodigiosamente, dal Cuore materno di Maria.
La storia è ben conosciuta da tutti, soprattutto dalle migliaia d’innamorati della Madonna del Divino Amore che, oggi non più giovani, hanno vissuto in prima persona quei drammatici momenti della Città di Roma.
A 70 anni di distanza quei giorni sembrano essere ormai lontani e, per grazia di Dio, lo sono; ma proprio per questo hanno fatto cadere nell’oblio la forza spirituale di quel gesto. Nelle singole persone ogni giorno, nel nostro Santuario, si rinnovano voti personali che talvolta vengono portati alla visibilità della gente attraverso gli ex-voto, ma di fronte a collettive situazioni drammatiche non vi sono oggi gli stessi sentimenti comunitari di fiducia ed abbandono alla potenza di Dio.
Anche in questo tempo che stiamo vivendo, sussistono fatti di estrema gravità che incombono sul nostro Paese e sul mondo intero. Purtroppo, com’è nella logica della cosiddetta modernità, sfiducia e scetticismo hanno preso il sopravvento, lasciando campo aperto alla disperazione.
Nel ricordo di quel fausto evento della Liberazione di Roma dall’oppressione e dai pericoli di distruzione, credo che tutti noi dovremmo nuovamente ricorrere alla intercessione di Maria, Madre del Divino Amore, affinché il mondo ritrovi pace, concordia e prosperità. Le giovani generazioni ci chiedono questo, e soprattutto vogliono vedere testimoniata la nostra fede nel Dio presente tra noi nel tempo e nella storia. Quel Dio che, entrando nelle vicende umane, accoglie il grido di aiuto del suo popolo e lo trasforma in luce e speranza.
Preghiamo intensamente per la nostra amata Città e per la nostra Italia!

Ave Maria!

Vostro, Don Fernando


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Divino Amore, 25 giugno 2014

Ex voto, segni di riconoscenza

ex voto

Cari Amici,
se fosse possibile visualizzare l’intensità emotiva, la passione, la sofferenza, le aspettative dei pellegrini che frequentano il nostro Santuario, vedremmo stagliarsi davanti a noi un arcobaleno fatto di mille colori: i colori tenui della pace ritrovata, quelli cupi delle preoccupazioni, quelli vivaci della gioia e dell’amore per il Signore e per sua Madre.
L’uomo, tuttavia, per le sue caratteristiche peculiari, non può accontentarsi solo di ciò che alberga nel cuore, scrigno riservato ed invisibile. Egli deve poter visualizzare per sé e per gli altri quello che sente dentro e per questo motivo ha bisogno di rappresentarlo attraverso segni sensibili.
Alla grazia richiesta deve corrispondere qualcosa che possa essere visto sulla terra e dal Cielo. Molti ritengono che vi sia superstizione nel cero acceso ai piedi dell’altare, o nella migliore delle ipotesi un segno di devozionismo e nulla più. Questo pensiero appartiene solo a chi vive accecato dal materialismo e non è capace di gettare uno sguardo puro all’interno del mistero. Quel cero è il segno di un legame creato, un ponte che vuole essere il luogo di un appuntamento affinché la grazia si concretizzi. Per un animo abbandonato alla Provvidenza e per uno riconoscente, alla grazia ricevuta, e perché no, anche al miracolo, non può non corrispondere un gesto che dica anche ad altri che si è sperimentata la grandezza dell’Amore di Dio e della sollecitudine materna di Maria. Questo è il motivo per cui da due secoli schiere di devoti hanno lasciato il segno della propria gratitudine con quelli che noi chiamiamo “exvoto”. Proviamo un attimo a pensare, in risposta a chi dà facili giudizi: se riteniamo che anche tra le persone che si vogliono bene non bastano solo le parole ma sono necessari dei gesti concreti che lo rappresentino, perché questo non dovrebbe valere anche in quel rapporto intimo con Colui e Colei che in ogni momento ci danno il segno di un incomparabile amore? Riflettiamoci!

Ave Maria!

Vostro, Don Fernando


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Il nuovo anno inizia sotto il segno della Madonna del Divino Amore

Il presepio del nuovo Santuario

Nel periodo dell'Avvento abbiamo contemplato Maria nel mistero della sua Divina Maternità, vissuta nell'umiltà e nel custodire tutte le meraviglie di Dio nel segreto del suo cuore. Maria è Colei che ci precede quale Madre dei tempi nuovi, sulla strada della speranza. La speranza che Lei insegna però non delude perché poggia radicalmente sulla fedeltà di Dio. È questa fedeltà che esorta l'uomo e la donna di tutti i tempi a non temere perché Lui è sempre accanto a noi. In questi tempi così difficili ognuno di noi è chiamato ad affrontare difficoltà di ogni genere: mancanza di lavoro, scarsità di mezzi. Elementi, questi, che provano le nostre famiglie. Ci sono poi situazioni che ci portano a vivere difficoltà antiche, legate alla salute, alla solitudine, alla paura del futuro. Su tutto questo, sui timori che solo ognuno di noi conosce, sulle attese, sulle speranze domina l'atteggiamento del Cuore di Gesù, che Maria ha ben percepito nella sua vita, e che fa esclamare al Signore quella frase che ci conforta "venite a me voi tutti che siete affaticati e stanchi e io vi ristorerò". Mentre risuona nel mio cuore questa Parola, vedo davanti a me, l'immagine della nostra amata Madonna del Divino Amore. Lei è lì che ci attende e noi andiamo da Lei con la certezza di essere accolti da una Madre che non può che volerci bene: "Donna ecco i tuoi figli"! Che bello sapere di poter contare su una mamma che ha il potere di prendere il nostro cuore e portarlo a Colui che per tutti è Via, Verità e Vita!
Vi aspettiamo nella casa della Mamma comune per riempirci di quella forza che dà qualità e gioia alla fatica di ogni giorno.

Ave Maria!

Mons. Pietro Bongiovanni

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Santuario della Madonna del Divino Amore - Via del Santuario 10 - 00134 ROMA - tel. 06.713518 - fax 06.71353304