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Il Nuovo Santuario: l’ispirazione di P. Costantino

Veduta Notturna del Nuovo Santuario e del Laghetto Rimaneva ancora in sospeso la realizzazione del voto fatto il 4 giugno 1944 da Papa Pio XII e dal popolo romano: la promessa della costruzione di un nuovo Santuario per la Madonna del Divino Amore. La progettazione del Nuovo Santuario, tuttavia, si rivelò di non facile attuazione per un suo armonioso inserimento nell’ambiente, nonostante fosse vivo il desiderio di esaudire il voto e si avvertisse la necessità di un tempio più rispondente alle esigenze pastorali. Finalmente, nell’anno mariano 1987, il Cardinal Ugo Poletti affidò l’incarico all’artista francescano P. Costantino Ruggeri che, nella costruzione di molte sue chiese insieme all’architetto Leoni, aveva dimostrato una particolare sensibilità nel rispetto e nella valorizzazione del loro habitat. Giunto per il primo sopralluogo al Divino Amore, P. Costantino ne fu immediatamente conquistato. Ecco cosa scrisse in proposito:

l’icona della Madonna del Divino Amore, realizzata dalla pittrice Roberta Boesso «Quando ho visto per la prima volta il posto e la chiesetta del Divino Amore su quel colle verde, l’idea del nuovo Santuario è arrivata subito da sé. Confesso che sono tornato, nel cuore, il ragazzo che andava pellegrino ai grandi e piccoli santuari della sua campagna lombarda...».
La storia evangelica di quelli che nel cuore del Santuario hanno vissuto in povertà, letizia e zelo, primo fra tutti Don Umberto Terenzi, su quel poggio umile e luminoso, richiama immagini lontane e sempre nuove. Si respira una pace e una letizia da Cantico delle Creature. Un inno che viene dal passato in arie mistiche di fraternità, concedendo una sosta riposante per lo spirito e per il corpo. Per questo ho sognato e continuo a sognare di essere anch’io, come cristiano e come artista, uno che per un felice momento ha dimenticato le cattedrali importanti e solenni, i templi regali, per dare forma e spirito a una grotta, a una “casa di campagna” per Maria e per noi. A questa Madonna, amica gentile e madre generosa, voglio costruire col suo popolo una casa simile a una roccia affiorante da un prato di collina, familiare al verde, agli alberi, all’azzurro del cielo, agli uccelli, all’ondeggiare delle messi e al profumo dei fiori. Questa casa di Maria è la più semplice, la più discreta, la più rispettosa dell’ambiente in cui sboccia». Con tali premesse, era naturale che il progetto incontrasse subito il favore dei committenti: il 19 febbraio 1991 si ebbe la concessione edilizia.

L'interno del Nuovo Santuario con il fonte battesimale I lavori iniziarono con il fervore, il rigore e la tenacia che contraddistinguono le opere di P. Costantino e dell’architetto Leoni sostenuti dall’intraprendenza e dal coraggio del Rettore del Santuario, Don Pasquale Silla, che, conquistato da quell’ardua ed esaltante impresa, vi dedicò tutto se stesso. Con la sua incrollabi1e fiducia nell’aiuto della Vergine, coinvolse nella preghiera e in lodevoli iniziative tutta la comunità del Divino Amore, che, dopo tanta attesa, finalmente vedeva realizzarsi il suo sogno. Nonostante l’opera fosse davvero colossale, tutto procedeva nel migliore dei modi e pian piano si avverava ciò che P. Costantino aveva scritto per illustrare il suo progetto: «Sarà una grande “grotta azzurra”. Infatti, le pareti di cristalli colorati inonderanno di luce il pavimento, che la rimanderà sulle bianche vele della volta. Così, nello “spazio mistico” dell’aula eucaristica, i sacri arredi e i fiori sembreranno perle quasi grondanti dai remi di una fantastica nave... ». Non basta che un Santuario sia famoso, bello, importante. Un Santuario deve abbracciare e benedire tutta la vita dell’uomo; non soltanto i suoi momenti liturgici e sacramentali, ma l’intera realtà umana in ciascuna delle sue dimensioni vitali.

Al Divino Amore si viene – come accade da sempre – non solo per pregare la Madonna, ma anche per stare con gli amici, per vivere l’allegria cordiale di una scampagnata. Non è anche per questo che, da secoli, il Divino Amore è diventato il Santuario per eccellenza dei Romani? Pure la cornice festosa e “festaiola”, alla buona, in maniche di camicia, che circonda il pellegrinaggio e l’incontro propriamente religioso e liturgico, dice che è buono, che è sacro, che è di Dio tutto l’umano dell’uomo, e che tutto va vissuto e celebrato in festa...

L'altare del Nuovo Santuario «Nel tracciare lo schizzo del nuovo tempio mariano, ho deciso: “Il poggio dentro le mura deve rimanere così com’è , nella sua forte e semplice bellezza”. Il tempietto del settecento, con l’immagine della Vergine e del Bambino, continuerà a disegnare il cielo come un “ex voto”, come un “fioretto”. Nulla dovrà turbare questo paesaggio, che è già di per sé un’ispirazione, un segnale a camminare verso Maria, e con Lei verso Cristo. Un suggerimento pratico mi è venuto anche dall’aver visto, fuori le mura, vicino alla “torre del primo miracolo”, che il prato ad un tratto finisce e diventa scarpata. Ho subito pensato di continuarlo creando una grande zolla che si rialza. Mi son detto: «Sopra ci sarà un bel prato verde pieno di fiori di campo e sotto una “grotta azzurra”, cioè il nuovo Santuario. Non avremo bisogno di altre immagini per far sentire la presenza della Madonna, anzi in questo azzurro vibrante potremo quasi vederla». Ora che il Santuario è realizzato, a rileggere queste parole ci si accorge quanto fosse precisa e felice l’idea ispiratrice del progetto e come il nuovo tempio la rispecchi fedelmente. Dopo circa dieci anni di intenso e appassionato lavoro l’opera era compiuta e si giunse finalmente alla solenne cerimonia del 4 luglio 1999. Giovanni Paolo II consacrò il nuovo Santuario circondato da tutti i Vescovi del Lazio e da una imponente partecipazione di fedeli. Da quel giorno radioso, al Divino Amore è sempre costante l’affluenza dei pellegrini e la chiesa accoglie a volte anche di notte le loro preghiere e i loro voti.


L'interno del Nuovo Santuario simile ad una 'grotta azzurra' L'interno del Nuovo Santuario simile ad una 'grotta azzurra'







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Santuario della Madonna del Divino Amore - Via del Santuario 10 - 00134 ROMA - tel. 06.713518 - fax 06.71353304