del Servo di Dio don Umberto Terenzi
Fondatore dell'Opera della Madonna del Divino Amore in Roma
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4. DON GIOVANNI CALABRIA, L'APPASSIONATO
4.2 Don Umberto è il "casante" della Madonna
Il Padre ci dice come Don Giovanni l’accoglieva:
Quando entravo in camera di Don Calabria, in genere, si alzava subito e mi diceva più o meno questo pensiero: “Benedetto colui che viene in questa camera nel nome della Madonna, come suo prediletto”. E mi abbracciava, voleva che lo baciassi e lo benedicessi, perché diceva: “Lei è il casante della Madonna, delle sue opere”. Il casante è il fattore, l'amministratore, un po' il padrone, colui che dispone. Se quel venerando uomo, nel suo umile rispetto per la mia persona, mi rendeva confuso per “il mandato della Madonna”, nel contempo mi era motivo di consolazione, perché era il riconoscimento degli incarichi e dei doni di Dio. (m 02.04.1957)
In Don Giovanni il Padre trova un prezioso maestro spirituale. Ne fa testo questo passaggio:
Andiamo avanti per mezzo della Madonna, sulle spalle di Gesù. E avremo l'efficacia stessa della sua opera, la nostra salvezza, la santificazione dell'umanità, perché la nostra piccola miseria si unisce alla sua grande ricchezza. Tante volte mi ricordo che, quando andavo a Verona a confes-sarmi e a parlare con quel mio santo sacerdote Don Calabria, dopo la confes-sione facevamo quasi sempre un discorsetto. E ritornava sempre su questo concetto: vede, io sono qui, poverello, sofferente, il Signore mi manda da soffrire, sia benedetto! Le mie povere preghiere, le mie miserie, che varrebbero? Niente! Ma io, sapendo che le mie miserie non valgono niente, le metto insieme alle sue. E indicava il Crocifisso. Allora queste mie miserie vanno nel Cuore di Gesù, si trasformano, diventano divine, hanno una forza infinita! Forse, mentre sto parlando con lei, le mie povere miserie, le mie povere preghiere, i miei pensieri attraverso quel Cuore e le sue piaghe sacratissime vanno ad aiutare un Missionario, una Missionaria, anime che stanno tentennanti tra la grazia di Dio e il peccato, ed io... E vanno a far avanzare il Vangelo, chissà dove, io non lo so. Lo sa Gesù. (m 07.02.1964)
Già in una lettera del 1946 gli aveva scritto:
“Anche lei lo sperimenterà: le opere di Dio costano! E solo nel dolore, nella contraddizione si consolidano e riescono”. (lett 12.11.1946)
“Don Umberto, si ricordi che la Croce, la sofferenza e le contraddizioni sono il sigillo delle opere di Dio”. (lett 17.06.1939)
CARISMA E SPIRITUALITA' DEL SERVO DI DIO DON UMBERTO TERENZI
Fondatore dell'Opera della Madonna del Divino Amore in Roma
A cura di don Omar Giorgio Dal Pos, O.F.M.D.A
Edizioni SEGNO
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