Parrocchia --» Calendario Pastorale
CALENDARIO E PROGRAMMA PASTORALE GENERALE
(da settembre ad agosto)

L'Antico Santuario in un grafico di De Soto


CALENDARIO PASTORALE
Inserito in quello della Diocesi

» SETTEMBRE

 7

alle ore 8.00 S. Messa, Parrocchia di Rocca Canterano, che festeggia la Madonna del Divino Amore, con lo stesso titolo ma con un’immagine diversa, ogni anno viene un gruppo per accendere all’altare della Madonna la “Fiaccola dell’amore e della pace”. Abitualmente sono presenti il Parroco e il Sindaco.

 8

Natività della Beata Vergine Maria. Si ricorda la bella tela ovale accanto al lato sinistro dell’altare della Madonna.

 12

Santo Nome di Maria. Auguri a tutte le nostre Suore che portano (tutte) il nome di Maria. (Preghiera di Giovanni Paolo II).

 14

Esaltazione della Santa Croce.

 15

Festa dell’Addolorata – in Cripta, per l’inizio dell’anno pastorale, ore 7.00 S. Messa comunitaria, con le Lodi.

 23

Gruppo di Preghiera Padre Pio. Ore 21.00 Processione con la statua del Santo. Rosario e Celebrazione Eucaristica, nella Cappella dello Spirito Santo. Ogni mese il gruppo di preghiera alle ore 21 si riunisce per il Santo Rosario e la S. Messa.


» OTTOBRE

· Prima domenica del mese, ore 12.00 Supplica Madonna del Rosario.


 27

Anniversario della morte (1999) di Madre Elena Pieri, confondatrice delle Suore FMDA, nata a Roma il 9 agosto 1905 da Massimo e Maria Giannatasio, secondogenita di tre figli.

 30

Il Santuario ricorda la nascita di Don Umberto Terenzi (1900). Nacque a Roma il 30 ottobre del 1900.


» NOVEMBRE

 2

Commemorazione di tutti i fedeli defunti S. Messa comunitaria, con le lodi mattutine. Visita alla tomba del Padre. Ore 15.00 Rosario e Santa Messa al Cimitero Laurentino. Presiede il Vescovo Mons. Schiavon.

 21

Giornata mondiale di preghiera per le claustrali.

 22

del 2009 Inaugurata la “Casa Divino Amore per Anziani”. Mons. Moretti Luigi Vicegerente imparte la Benedizione. E’presente il Sindaco di Roma Gianni Alemanno.

 25

memoria dei Beati Luigi e Maria Beltrame Quattocchi

· Si ricordano i Beati Luigi e Maria Beltrame Quattrocchi che riposano nella Cripta del Santuario.
· Nell’ultimo sabato del mese, ore 19.00 S. Messa in suffragio dei parrocchiani deceduti nel corso dell’anno.

 29

Inizio della Novena dell’Immacolata.
Ore 16.00 Inizio della Novena dell’Immacolata. Ore 21.00 per le comunità del Santuario e per i parrocchiani e fedeli.


» DICEMBRE

 7

Ore 24.00 partenza del Pellegrinaggio notturno. Un bus navetta è messo a disposizione per l'inizio del pellegrinaggio.

 8

Solennità dell'IMMACOLATA. Anniversario dell’erezione della nostra Parrocchia, (1932). Si ricorda il dono dell’Indulgenza Plenaria concessa al Santuario. - Ore 11 Pellegrinaggio dei ciclisti del Lazio e Maratona del Dopolavoro Postelegrafonici che offrono una casula alla Madonna.

 9

Al Santuario di Loreto, Veglia di preghiera per la Traslazione della santa Casa. Per molto tempo si è mantenuta tradizione della presenza del Divino Amore, tanto cara al servo di Dio Don Umberto Terenzi che frequentava spesso il santuario di Loreto.

 24

Ore 23,00 Ufficio delle Letture, ore 24.00 Messa di mezza notte. Durante il canto del Gloria viene mostrato il Bambinello ai fedeli passando in mezzo all’assemblea. Spesso alcuni Personaggi in costume chiedono di partecipare alla presentazione dei doni.

 25

Natale di Nostro Signore Gesù Cristo.

Alla fine del mese Convegno Unitario: Oblati e Suore. Assemblea generale degli Oblati “Figli MDA”.

 31

Fine anno. Durante le Messe delle ore 17, 18, 19, dopo la Comunione si canta il Te Deum di ringraziamento.


» GENNAIO

 1

Solennità di Maria SS. Madre di Dio. Si ricorda il dono dell’Indulgenza Plenaria concessa al Santuario. Giornata Mondiale della pace.

 3

Anniversario della morte del Servo di Dio, il Padre Don Umberto Terenzi (1974).

 6

Epifania. “Annuncio della Pasqua”. Festa Parrocchiale della Famiglia nella Tensostruttura al Centro Sportivo. Befana, musica, pesca di beneficenza e cena.

Festa del Battesimo di Gesù

Si invitano i genitori e familiari dei bambini battezzati al Santuario durante lo scorso anno. Rinnovazione delle Promesse Battesimali. Atto di Affidamento alla Madonna.

 18

Inizio Ottavario di Preghiera per l’unità dei cristiani (18-25). La nostra comunità abitualmente anima i vespri e la Messa di un giorno dell’ottavario alle ore 17.30 nella Basilica di San Paolo.

 31

Giornata Mondiale dei malati di lebbra.

» FEBBRAIO

 2

Festa della Presentazione di Gesù al Tempio. Messa comunitaria Benedizione delle candele e Processione. Giornata della vita consacrata


 3

Festa di San Biagio, venerato nella Chiesetta del Divino Amore, Vicolo del Divino Amore 12.

 11

Nostra Signora di Lourdes: Giornata del malato.


» MARZO

I° martedì ore 21 Consiglio pastorale.

 25

Solennità dell’Annunciazione di N.S.G.C. Rinnovazione del voto di amore e delle Promesse dei Figli MDA.

SETTIMANA SANTA

DOMENICA DELLE PALME.

Sante Messe. Antico Santuario ore – 6. Davanti all’antico Santuario: ore 9.15 Benedizione delle Palme e Processione, passaggio sotto la Torre. Nuovo Santuario ore  7 - 9 – 11 – 13 - 17 – 19 – 20. All’aperto davanti all’Oratorio ore - 8- 10 - 12 - 16 – 18.
Avvisi: 1) All’esterno della Chiesa procurarsi i rami di ulivo che si benedicono all’inizio di ogni Santa Messa.  2) Ore 21 Sacra Rappresentazione della Via Crucis ispirata alla Sindone

GIOVEDI’ SANTO

Ore 18.30 Messa in Coena Domini e lavanda dei piedi.  Nel piazzale dell’antico Santuario si prepara un segno eucaristico con i lumini e con i vasetti di steli di grano. Oltre ai sacerdoti e ai ministri, tutte le suore e i fedeli, seguono il SS.mo Sacramento, portando i lumini o una candela in mano. Le suore animano, con canti e preghiere, la Processione.

VENERDI’ SANTO

Ore 17.00 Commemorazione della morte di Gesù. Colletta per la Terra Santa. Ore 21.00 Sacra Rappresentazione della Via Crucis ispirata alla sindone.

SABATO SANTO

Alle ore 17 celebrazione dell’Ora della Madre. Ore 21.00 Solenne Veglia Pasquale. 

DOMENICA DI PASQUA

Risurrezione di NSGC

Lunedì dell’Angelo - Tradizionale Pasquetta al Divino Amore.

Primo sabato dopo Pasqua inizio dei Pellegrinaggi notturni a piedi da Roma.


» APRILE

 19

Si ricorda che il 19 aprile 1745, terminata la costruzione del Santuario, l’affresco della Madonna del Divino Amore, custodito nella cappella Santa Maria ad Magos, alla Falcognana, venne solennemente collocato sull’altare nella nuova sede.

 25

Festa del 1° Miracolo (1740) con la Festa di Primavera. Mostra all’aperto degli ex-voto, ore 10.00 S. Messa, ore 11.00 Processione. Raduno degli ex alunni. Ogni anno viene a piedi da Cecchina un numeroso Pellegrinaggio.


» MAGGIO

Il primo sabato di maggio ore 21,00 Santa Messa per il Pellegrinaggio a piedi dalle Parrocchie della nostra 25 Prefettura.

 8

Ore 12.00 Supplica alla Madonna del Rosario (II domenica di maggio). Dedicazione del Santuario avvenuta nel 1745. Abitualmente, in questo periodo, la statua pellegrina della Madonna di Fatima viene accolta al Divino Amore per una settimana.

 13

1883 Incoronazione della Madonna del Divino Amore. Memoria della Madonna di Fatima.

Fiaccolata in onore della Madonna del Divino Amore in Vaticano (Il mosaico è presente nei Giardini Vaticani dal 10 maggio 1999). Ogni anno si darà comunicazione della data esatta dell'evento.

Vigilia di Pentecoste. Pellegrinaggio da Montecelio, ore 16.00 S. Messa nel N.S. Accensione della fiaccola della pace da Cisterna di Latina, dove si tengono i festeggiamenti in onore della Madonna del Divino Amore. Si ricorda il dono dell’Indulgenza Plenaria concessa al Santuario. Ore 24 pellegrinaggio notturno con l’immagine della Madonna del Divino Amore addobbata con fiori e luci.

Solennità di PENTECOSTE. Festa titolare della Madonna del Divino Amore. Si ricorda il dono dell’Indulgenza plenaria concessa al Santuario. Ore 12 Supplica alla Madonna del Divino Amore.

 31

Fiaccolata mariana per la conclusione del mese di maggio. Rosario guidano i misteri: I° Mistero, le Suore; II° le Dame d’onore; III° Mistero, i catechisti IV° Mistero, il Seminario; V° Mistero, gli Scout.


» GIUGNO

Oratorio estivo per i bambini della Parrocchia.

Corpus Domini a San Giovanni col Papa e Processione fino a Santa Maria Maggiore. Partecipa la nostra Confraternita del Divino Amore.

Corpus Domini al Divino Amore: ore 10 Santa Messa e Processione, con la Confraternita del Divino Amore.

Anniversario del voto e della salvezza di Roma. Domenica (vicina al 4 giugno) Santa Messa, offerta del calice votivo da parte del Comune. Omaggio alla stele del servo di Dio Don Umberto Terenzi.

Solennità del SS.mo Cuore di Gesù. Giornata di preghiera per la santificazione sacerdotale.

Giornata per la carità del Papa.

 29

Solennità dei SS. Pietro e Paolo (precetto). SS. Messe nell’antico Santuario ore 7-8-9-10-11-12-13-16-17-18-19-20.


» LUGLIO

Anniversario della Dedicazione del Nuovo Santuario (4 luglio 1999). La Solennità viene celebrata nella domenica più vicina al 4 luglio.


» AGOSTO

 5

Dedicazione della Basilica di S. Maria Maggiore (Madonna della neve). Giorno caro alla vita del Santuario e delle sue opere.

 14

Ore 24.00 Pellegrinaggio notturno da Roma con l’Immagine sull’autocarro. Si sospende quello del sabato più vicino.

 15

Assunzione della Beata Vergine Maria. Si ricorda il dono dell’Indulgenza Plenaria concessa al Santuario.


CELEBRAZIONI E INIZIATIVE

  • Adorazione eucaristica quotidiana, Santo Rosario, preghiere e tradizioni da non dimenticare: e, Coroncina della Madonna del Divino Amore, Preghiera per il servo di Dio, il Padre Don Umberto Terenzi, preghiere tipiche del Santuario e dell’Opera della Madonna, a scelta dopo i Vespri, visita all’Addolorata e alla tomba del Padre e dei due Beati Luigi e Maria Beltrame Quattrocchi, dopo la Messa comunitaria del sabato mattina.
  • Amore familiare. Il Movimento dell’amore familiare disponibile nel cammino di formazione a sostegno delle giovani coppie e dei fidanzati.
  • Assemblea parrocchiale da decidere al consiglio Pastorale.
  • Battesimi, domenica, nella Chiesa della Santa Famiglia (o Cappella dello Spirito Santo), ore 11.30 e ore 17.30 (16,30 orario solare). Sabato ore 17.30.
  • Benedizione delle case e visita alle famiglie durante la Quaresima, nelle zone in cui è suddivisa la Parrocchia. Eventuali offerte (nulla chiedere e nulla rifiutare!) vanno così ripartite: 50% a chi benedice e 50% alla Parrocchia).
  • Benedizioni degli Oggetti religiosi (al termine delle Messe). Quella delle auto, si sospende la domenica.
  • Cappelle della Parrocchia per la Messa festiva: Molino e Castel di Leva di domenica, Falcognana sabato sera. Le Messe nelle Cappelle esterne vengono sospese dalla prima domenica di luglio alla domenica della Festa della Comunità Parrocchiale di settembre. (Situazione da aggiornare ogni anno). Portare sempre in tutte le Cappelle gli Avvisi che si danno in Santuario.
  • Centri d’ascolto e incontri di preghiera presso le famiglie. Avviarli e mantenerli vivi.
  • Confessioni, sono disponibili due cappelle nei giorni festivi e una tutti i giorni accanto all’antico Santuario. 
  • Consiglio Pastorale si riunisce i primi martedì di ottobre, novembre, dicembre, febbraio, marzo, aprile, maggio alle ore 21.00.
  • Cura dei malati. Visita dei sacerdoti, comunione il primo venerdì del mese e Giornata dei Malati in Parrocchia, nella solennità del SS. Cuore di Gesù (Santa Messa, Unzione dei malati, rinfresco).
  • Dal 25 marzo 2007 è in corso l’Adorazione Eucaristica Perpetua nella Cappella del Santissimo Sacramento del nuovo Santuario.
  • Don Umberto Terenzi, primo Rettore e Parroco del Santuario. Favorire la conoscenza del servo di Dio.
  • Eucaristia, animazione e canto in tutte le Messe festive.
  • Festa della Comunità parrocchiale a settembre e Festa parrocchiale della Famiglia il 6 gennaio nella solennità dell’Epifania, Festa del Primo Miracolo con la festa di Primavera il 25 aprile.
  • Funerali. Alla richiesta delle esequie prendere nota del defunto (età, familiari, che attività svolta nella vita, …) e consegnare ai familiari più copie del piccolo sussidio per la preghiera in famiglia. All’annuncio del decesso, se il defunto è in casa fare una visita alla famiglia e benedire la salma. In chiesa fare tutto come al solito.
  • Liturgia delle ore nell’antico Santuario: tutti i giorni alle ore 7.30 Lodi, alle ore 19.45 Vespri, la domenica si celebra in ogni sua parte nell’antico Santuario. NB la liturgia delle ore e l’adorazione delle ore 15.00 si sospende dalla prima domenica di luglio alla domenica della Festa Parrocchiale di settembre.
  • Matrimoni, domenica nella Cripta, il sabato alle 12.00 anche nell’antico Santuario. A richiesta anche nelle altre chiese: nuovo Santuario, Cappella dello Spirito Santo.
  • Mesi di maggio e di ottobre (Particolare attenzione alla celebrazione del Santo Rosario).
  • Novene: Pentecoste, Immacolata e Natale.
  • Pellegrinaggio notturno, tutti i sabati dal primo dopo Pasqua all’ultimo di ottobre, con partenza a mezza notte.
  • Preparare, d’intesa con la Diocesi, la Festa dei Beati Luigi e Maria Beltrame Quattrocchi. Proporre la visita (settimanale), di una famiglia, alla tomba per fare una preghiera per tutte le famiglie della Parrocchia e per curare il decoro della tomba stessa.
  • Prime Comunioni e Cresime, concordare con i genitori e i catechisti date e luogo prima di Natale.
  • Processione eucaristica domenicale ore 18.50 circa dal nuovo santuario all’antico, quando l’ultima Messa si celebra alle ore 19.00 la processione termina in Cripta.
  • Processioni: eucaristica, domenicale, dopo la S. Messa delle ore 18,00, (viene sospesa dalla prima domenica di luglio alla domenica della Festa della Comunità Parrocchiale di settembre, viene sospesa anche in caso di pioggia), Corpus Domini, Domenica delle Palme, Giovedì Santo per la riposizione del SS.mo Sacramento, 25 aprile per la festa del 1° Miracolo e a settembre, per la festa della Comunità Parrocchiale .
  • Quando ci sono iniziative e celebrazioni che riguardano tutta la Parrocchia, ogni gruppo eviterà di mettere in programma altre iniziative e favorirà la massima partecipazione e collaborazione.
  • Sostenere e appoggiare le “Giornate” particolari a favore delle nostre missioni, della solidarietà del Santuario, del nostro Seminario e delle vocazioni alla vita consacrata.
  • Suppliche, alla Madonna del Rosario: 8 maggio e prima domenica di ottobre, alla Madonna del Divino Amore la domenica di Pentecoste.
  • Tutti abbiamo il dovere e la gioia di vivere e diffondere la devozione mariana, seguendo il motto del servo di Dio, nostro primo parroco, Don Umberto Terenzi: “conoscere e far conoscere, amare e far amare la Madonna del Divino Amore” .
  • Via Crucis e Fiaccolate mariane, quando è possibile anche nelle zone della parrocchia.

AGOSTINO del Titolo di S. Pier Damiani ai Monti di S. Paolo della Santa Romana Chiesa CARDINALE VALLINI Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma

ISTITUZIONE DELLE ZONE PASTORALI
DELLA PARROCCHIA S. MARIA DEL DIVINO AMORE A CASTEL DI LEVA

La Parrocchia S. Maria del Divino Amore a Castel di Leva comprende un vasto territorio, articolato in 14 frazioni o centri residenziali. La chiesa parrocchiale, Santuario della Madonna del Divino Amore, sia per la distanza che per il carattere peculiare di Santuario diocesano, non può offrire ai fedeli, se non parzialmente, un'assistenza capillare che promuova i cammini di fede, la pratica della vita sacramentale e la testimonianza della carità.
Dopo aver attentamente considerato la situazione generale della Parrocchia con il Vescovo Ausiliare di settore, S. E. Mons. Paolo Schiavon, e con il Consiglio Episcopale; d'intesa con il Parroco, Rev.do Mons. Pasquale Silla, e con il Presidente dell'Associazione clericale Oblati Figli della Madonna del Divino Amore, Rev.do Don Michele Pepe, alla cui cura pastorale è affidata la parrocchia; sono giunto alla determinazione di meglio articolare l'attività pastorale. Pertanto

DECRETO

quanto segue:
  1. la Parrocchia S. Maria del Divino Amore, che conserva la sua sede nell'omonimo Santuario, è articolata in sei zone pastorali, ciascuna affidata particolarmente ad un Vicario parrocchiale, che - sotto la guida del Parroco - la curerà direttamente, con l'ausilio di collaboratori pastorali, religiosi e laici.

  2. Le zone pastorali sono le seguenti:
    1) CHIESA DELLA SANTA FAMIGLIA, presso il Santuario del Divino Amore > attualmente affidata ai Rev.di Don Vincent Pallippadan; (coordinatore) e Don Domenico Parrotta;
    2) SPREGAMORE – S. FUMIA > attualmente affidata al Rev.do Don Jolly Nellanattu;
    3) FALCOGNANA - PORTA MEDAGLIA > attualmente affidata al Rev.do Don Pasquale Cipriani;
    4) CASTEL DI LEVA - DARWIN - TORRE S. ANASTASIA > attualmente affidata ai Rev.di Don Massimiliano Barisione (coordinatore) e Don Joseph Nduita;
    5) MULINO E SANTA FELICOLA > attualmente affidata ai Rev.di Don Mauro Barisione (coordinatore) e Don Saverio Monitillo;
    6) TOR PAGNOTTA - TORRICOLA - TOR CARBONE > attualmente affidata al Rev.do Don Luciano Chagas Costa.

  3. I Vicari parrocchiali, d'intesa con il Parroco, nella zona pastorale loro affidata, cureranno particolarmente:
    • la conoscenza delle famiglie e il loro progresso spirituale, dando inizio ai Gruppi del Vangelo nelle case o ad altre iniziative di evangelizzazione;
    • la catechesi per l'iniziazione cristiana e la preparazione dei genitori al battesimo dei bambini;
    • la programmazione, nelle forme opportune, d'intesa con il Parroco e con gli altri Vicari parrocchiali, della formazione dei fidanzati al matrimonio, nonché di iniziative di accompagnamento cristiano delle famiglie giovani;
    • la vita sacramentale e liturgica, con particolare riguardo alla celebrazione del sacramento della Penitenza e della S. Eucarestia, in orari concordati con le altre zone pastorali; così pure la pratica della Lectio divina settimanale;
    • l'individuazione dei collaboratori pastorali di zona (catechisti, animatori, ecc.) presenti sul territorio: ne incrementeranno il numero e ne cureranno la formazione permanente, d'intesa con il Parroco e gli altri confratelli Vicari parrocchiali;
    • l'aggregazione di ragazzi e di giovani: offriranno a loro percorsi di vita cristiana e di partecipazione attiva alla vita parrocchiale, in particolare al servizio liturgico (ministranti) ;
    • l'avvio di iniziative di formazione permanente per famiglie, adulti soli, anziani (centri d'ascolto, ecc.), di cura degli ammalati o che mirino a rafforzare il senso di appartenenza alla Parrocchia e lo spirito di comunione;
    • con l'aiuto degli operatori pastorali laici, l'istituzione di forme di aggregazione e di ritrovo (oratorio, feste patronali, incontri culturali, ecc.) adeguate alla realtà giovanile locale;
    • la maturazione della corresponsabilità pastorale nel cammino dell'unica Parrocchia, da esercitare particolarmente nel Consiglio Pastorale parrocchiale e in altre forme di partecipazione attiva.

  4. I Vicari parrocchiali dovranno garantire la presenza nella propria zona pastorale almeno per cinque giorni alla settimana, compresa la domenica, secondo modalità e orari concordati con il Parroco.

  5. Il Vescovo Ausiliare di settore, d’intesa con il Parroco, seguirà la sperimentazione dell’attività delle varie zone. A lui il Parroco e i Vicari parrocchiali presenteranno le esigenze e le difficoltà che dovessero presentarsi. Sarà cura del Vescovo Ausiliare di settore, insieme con i sacerdoti e i laici collaboratori, verificare al termine di ogni anno pastorale, in un'apposita riunione del Consiglio pastorale parrocchiale, il cammino pastorale delle varie zone e dell'intera parrocchia.

  6. Il presente decreto, emanato ad experimentum ad triennium, entrerà in vigore il 1°settembre Z010.

Dato in Roma, dalla sede del Vicariato nel Palazzo Apostolico Lateranense, il giorno 1° agosto A. D. 2010.
Prot. 1143/10.
Agostino Card. Vallini












INVITO DEL PARROCO

Carissimi parrocchiani,
a partire dal 1° settembre 2010 i nostri Vicari Parrocchiali (i Vice Parroci) inizieranno la loro attività nelle sei zone in cui è stato suddiviso il territorio parrocchiale, con decreto del Cardinale Vicario Agostino Vallini in data 1° agosto 2010. Vi esorto ad accogliere i nostri sacerdoti e a collaborare con loro per il bene della comunità.
Ave Maria!

Il Parroco                      
Don Pasquale Silla


CON MARIA

Per passare dall’Eucarestia celebrata, che deve essere una vera esperienza di preghiera, a quella vissuta attraverso la testimonianza della carità è necessario un impegno maggiore nella formazione alla carità.
Mettiamoci alla scuola di Maria, donna eucaristica, per aprire il nostro cuore ad una maggiore comprensione del grande mistero e a saperne testimoniare a tutti la bellezza, l’efficacia e l’attuazione pratica.
Maria, con il suo esempio, ci può insegnare a vivere le dimensioni essenziali dell’Eucarestia.
Maria crede nel Verbo. La fede di Maria nell’Annunciazione anticipa la fede eucaristica della Chiesa (fiat di Maria, Amen prima della Comunione…).
Maria primo tabernacolo. Nella visita ad Elisabetta il Verbo fatto carne che Maria porta in grembo si concede alla adorazione di Elisabetta, irradiando la sua luce attraverso gli occhi e la voce di Maria. Con Gesù Maria si mette al servizio dei due coniugi anziani, in attesa di un evento di grazia.
Il Magnificat, cantico eucaristico. Convergenze con la celebrazione eucaristica: lode e rendimento di grazie, in ambedue si loda e si ringrazia il Padre “per Gesù, in Gesù, e con Gesù, si realizza cioè il “vero atteggiamento eucaristico”.
Unita nell’offerta del sacrificio. Maria offre due atteggiamenti indispensabili ad un partecipazione all’Eucarestia: l’amore (a Betlem la Madre si rivela «inarrivabile modello di amore» quando contempla con sguardo rapito il volto di Cristo appena nato e lo stringe fra le sue braccia (EE 55) e l’offerta del sacrificio. L'annuncio di Simeone riguarda «il dramma del Figlio crocifisso» e quindi «lo stabat Mater della Vergine ai piedi della croce».
Fidatevi della parola di mio Figlio. Con la premura materna testimoniata alle nozze di Cana, Maria sembra dirci: «Non abbiate tentennamenti, fidatevi della parola di mio Figlio. Egli, che fu capace di cambiare l'acqua in vino, è ugualmente capace di fare del pane e del vino il suo corpo e il suo sangue, (EE 54).
Presente presso la croce.
Il vertice della partecipazione di Maria al mistero pasquale, di cui l'Eucaristia è l'anamnesi, è certo l'esperienza di questo mistero da parte di lei «in prima persona sotto la croce» (EE 56). L'enciclica vuole ricordare «ciò che Cristo ha compiuto anche verso la Madre a nostro favore», cioè quando «a lei consegna il discepolo prediletto e, in lui, consegna ciascuno di noi: "Ecco tuo figlio"» (EE 57). Nel memoriale del Calvario — insiste il papa — non manca la riattualizzazione di questa consegna, per cui vivere nell'Eucaristia il memoriale della morte di Cristo implica anche ricevere continuamente questo dono. Significa prendere con noi – sull'esempio di Giovanni – colei che ogni volta ci viene donata come Madre. Significa assumere al tempo stesso l'impegno di conformarci a Cristo, mettendoci alla scuola della Madre e lasciandoci accompagnare da lei (EE 57).
Assidua alla frazione del pane.
Maria «nel periodo post-pasquale, partecipa alla celebrazione eucaristica, presieduta dagli apostoli, quale "memoriale" della passione» (EE 56).
E’ certa la presenza di Maria alla «frazione del pane» (At 2,42), formula indicante l'Eucaristia, che veniva celebrata assiduamente dalla comunità di Gerusalemme e poi da Paolo (cfr. At 20,7.11; 27,35).
Gli Atti degli Apostoli recensiscono la Madre di Gesù tra gli apostoli «concordi nella preghiera» (At1,14), nella prima comunità radunata dopo l’Ascensione in attesa della Pentecoste. Questa sua presenza non poté certo mancare nelle celebrazioni eucaristiche tra i fedeli della prima generazione cristiana, assidui «nella frazione del pane» (At 2,42) (EE 53).
Quel corpo dato in sacrificio e ripresentato nei segni sacramentali era lo stesso corpo concepito nel grembo di Maria! Ricevere l'Eucaristia doveva significare per Maria quasi un riaccogliere in grembo quel cuore che aveva battuto all'unisono col suo e un rivivere ciò che aveva sperimentato in prima persona sotto la croce (EE 56).
Guardando a lei, a Maria, conosciamo la forza trasformante che l'Eucaristia possiede. In lei vediamo il mondo rinnovato nell'amore. Contemplandola assunta in cielo in anima e corpo, vediamo uno squarcio dei «cieli nuovi» e della «terra nuova» che si apriranno ai nostri occhi con la seconda venuta di Cristo (EE 62).

PROGRAMMA

1. Celebrazione dei sacramenti.
  1. Battesimi, domenica, nella Cappella dello Spirito Santo, ore 11.30 e ore 17.30 (16,30 orario solare). Sabato ore 17.30.
  2. Eucaristia, animazione e canto in tutte le Messe festive. Anche nei giorni feriali breve omelia e preghiera dei fedeli.
  3. Processione eucaristica domenicale ore 18.50 circa dal nuovo santuario all’antico, quando l’ultima Messa nell’antico Santuario si celebra alle ore 19.00 la processione termina in Cripta.
  4. Confessioni, sono disponibili due cappelle nei giorni festivi e una tutti i giorni accanto all’antico Santuario.
  5. Prime Comunioni e Cresime, concordare con i genitori e i catechisti date e luogo prima di Natale.
  6. Matrimoni, domenica nella Cripta, il sabato alle 12.00 anche nell’antico Santuario. A richiesta anche nelle altre chiese: nuovo Santuario, Cappella dello Spirito Santo.
  7. Cura dei malati. Vicari parrocchiali delle zone.
2. Liturgia delle ore nell’antico Santuario: tutti i giorni alle ore 7.30 Lodi, alle ore 19.45 Vespri, la domenica si celebra in ogni sua parte nell’antico Santuario.

3. Altre celebrazioni, preghiere e tradizioni da non dimenticare: Santo Rosario e Adorazione eucaristica quotidiana, Coroncina della Madonna del Divino Amore, Preghiera per il servo di Dio, il Padre Don Umberto Terenzi, preghiere tipiche del Santuario e dell’Opera della Madonna, a scelta dopo i Vespri, visita all’Addolorata e alla tomba del Padre e dei due Beati Luigi e Maria Beltrame Quattrocchi, dopo la Messa comunitaria del sabato mattina.

4. Consiglio Pastorale si riunisce i primi martedì di ottobre, novembre, dicembre, febbraio, marzo, aprile, maggio alle ore 21.00.

5. Benedizione delle case e visita pastorale alle famiglie non soltanto durante la Quaresima.

6. Mese di maggio e di ottobre (Particolare attenzione alla celebrazione del Santo Rosario).

7. Novene: Pentecoste, Immacolata e Natale.

8. Via Crucis e Fiaccolate mariane, quando è possibile anche nelle zone della parrocchia.

9. Suppliche, alla Madonna del Rosario: 8 maggio e prima domenica di ottobre, alla Madonna del Divino Amore la domenica di Pentecoste.

10. Pellegrinaggio notturno, tutti i sabati dal primo dopo Pasqua all’ultimo di ottobre, con partenza a mezza notte.

11. Processioni: eucaristica, domenicale, dopo la S. Messa delle ore 18,00, (viene sospesa dalla prima domenica di luglio alla domenica della Festa della Comunità Parrocchiale di settembre, viene sospesa anche in caso di pioggia), Corpus Domini, Domenica delle Palme, Giovedì Santo per la riposizione del SS.mo Sacramento, 25 aprile per la festa del 1° Miracolo e a settembre, per la festa della Comunità Parrocchiale.

12. Cappelle nelle zone pastorali. Far sentire l’appartenenza all’unica Parrocchia e fornire sempre tutte le indicazioni e gli avvisi comuni a tutta la comunità parrocchiale.

13. Festa della Comunità parrocchiale a settembre e Festa parrocchiale della Famiglia il 6 gennaio nella solennità dell’Epifania.

14. Tutti abbiamo il dovere e la gioia di vivere e diffondere la devozione mariana, seguendo il motto del servo di Dio, nostro primo parroco, Don Umberto Terenzi: “conoscere e far conoscere, amare e far amare la Madonna del Divino Amore” .

15. Favorire la conoscenza del servo di Dio, Don Umberto Terenzi, primo Rettore e Parroco del Santuario.

16. Preparare, d’intesa con la Diocesi, la Festa dei Beati Luigi e Maria Beltrame Quattrocchi. Assicurare la visita (settimanale), di una famiglia, alla tomba per fare una preghiera per tutte le famiglie della Parrocchia e per curare il decoro della tomba stessa.

17. Sostenere e appoggiare le “Giornate” diocesane e quelle particolari a favore della nostra Opera (Missioni, Seminario).

18. Il cammino di formazione a sostegno delle giovani coppie e dei fidanzati viene seguito dai catechisti missionari del Movimento dell’Amore familiare.

19. Dal 25 marzo 2007 è in corso l’Adorazione Eucaristica Perpetua nella Cappella del Santissimo Sacramento del nuovo Santuario. Dal 2010 è stato cambiato l’orario 6-24.

20. Quando ci sono iniziative e celebrazioni che riguardano tutta la Parrocchia, ogni zona pastorale e ogni gruppo eviterà di mettere in programma altre iniziative e cercherà di favorire la massima partecipazione e collaborazione.


PRESBITERIO

Parroco:

Don Fernando ALTIERI

Vicari Parrocchiali:

Don Patricio Jorge CAMPOS RIOS
Don Luca CENTURIONI
Don Pasquale CIPRIANI
Don Domenico PARROTTA
Don Alberto RUBIO HUIDOBRO
Don Chacko THEKKEKUTTU

Diacono Permanente:

Diac. Marco Ermes LUPARIA

Assistente spirituale degli Artigiani della Diocesi di Roma:

Mons. Pasquale SILLA



APPENDICE
CONTEMPLARE CRISTO CON MARIA

Un volto splendido come il sole

9. « E apparve trasfigurato davanti a loro; il suo volto brillò come il sole » (Mt 17, 2). La scena evangelica della trasfigurazione di Cristo, nella quale i tre apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni appaiono come rapiti dalla bellezza del Redentore, può essere assunta ad icona della contemplazione cristiana. Fissare gli occhi sul volto di Cristo, riconoscerne il mistero nel cammino ordinario e doloroso della sua umanità, fino a coglierne il fulgore divino definitivamente manifestato nel Risorto glorificato alla destra del Padre, è il compito di ogni discepolo di Cristo; è quindi anche compito nostro. Contemplando questo volto ci apriamo ad accogliere il mistero della vita trinitaria, per sperimentare sempre nuovamente l'amore del Padre e godere della gioia dello Spirito Santo. Si realizza così anche per noi la parola di san Paolo: « Riflettendo come in uno specchio la gloria del Signore, veniamo trasformati in quella medesima immagine, di gloria in gloria, secondo l'azione dello Spirito del Signore » (2 Cor 3, 18).

Maria modello di contemplazione

10. La contemplazione di Cristo ha in Maria il suo modello insuperabile. Il volto del Figlio le appartiene a titolo speciale. È nel suo grembo che si è plasmato, prendendo da Lei anche un'umana somiglianza che evoca un'intimità spirituale certo ancora più grande. Alla contemplazione del volto di Cristo nessuno si è dedicato con altrettanta assiduità di Maria. Gli occhi del suo cuore si concentrano in qualche modo su di Lui già nell'Annunciazione, quando lo concepisce per opera dello Spirito Santo; nei mesi successivi comincia a sentirne la presenza e a presagirne i lineamenti. Quando finalmente lo dà alla luce a Betlemme, anche i suoi occhi di carne si portano teneramente sul volto del Figlio, mentre lo avvolge in fasce e lo depone nella mangiatoia (cfr Lc 2, 7).
Da allora il suo sguardo, sempre ricco di adorante stupore, non si staccherà più da Lui. Sarà talora uno sguardo interrogativo, come nell'episodio dello smarrimento nel tempio: « Figlio, perché ci hai fatto così? » (Lc 2, 48); sarà in ogni caso uno sguardo penetrante, capace di leggere nell'intimo di Gesù, fino a percepirne i sentimenti nascosti e a indovinarne le scelte, come a Cana (cfr Gv 2, 5); altre volte sarà uno sguardo addolorato, soprattutto sotto la croce, dove sarà ancora, in certo senso, lo sguardo della 'partoriente', giacché Maria non si limiterà a condividere la passione e la morte dell'Unigenito, ma accoglierà il nuovo figlio a Lei consegnato nel discepolo prediletto (cfr Gv 19, 26-27); nel mattino di Pasqua sarà uno sguardo radioso per la gioia della risurrezione e, infine, uno sguardo ardente per l'effusione dello Spirito nel giorno di Pentecoste (cfr At 1, 14).

I ricordi di Maria

11. Maria vive con gli occhi su Cristo e fa tesoro di ogni sua parola: « Serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore » (Lc 2, 19; cfr 2, 51). I ricordi di Gesù, impressi nel suo animo, l'hanno accompagnata in ogni circostanza, portandola a ripercorrere col pensiero i vari momenti della sua vita accanto al Figlio. Sono stati quei ricordi a costituire, in certo senso, il 'rosario' che Ella stessa ha costantemente recitato nei giorni della sua vita terrena. Ed anche ora, tra i canti di gioia della Gerusalemme celeste, i motivi del suo grazie e della sua lode permangono immutati. Sono essi ad ispirare la sua materna premura verso la Chiesa pellegrinante, nella quale Ella continua a sviluppare la trama del suo 'racconto' di evangelizzatrice. Maria ripropone continuamente ai credenti i 'misteri' del suo Figlio, col desiderio che siano contemplati, affinché possano sprigionare tutta la loro forza salvifica. Quando recita il Rosario, la comunità cristiana si sintonizza col ricordo e con lo sguardo di Maria.

Rosario, preghiera contemplativa

12. Il Rosario, proprio a partire dall'esperienza di Maria, è una preghiera spiccatamente contemplativa. Privato di questa dimensione, ne uscirebbe snaturato, come sottolineava Paolo VI: « Senza contemplazione, il Rosario è corpo senza anima, e la sua recita rischia di divenire meccanica ripetizione di formule e di contraddire all'ammonimento di Gesù: 'Quando pregate, non siate ciarlieri come i pagani, che credono di essere esauditi in ragione della loro loquacità' (Mt 6, 7). Per sua natura la recita del Rosario esige un ritmo tranquillo e quasi un indugio pensoso, che favoriscano nell'orante la meditazione dei misteri della vita del Signore, visti attraverso il Cuore di Colei che al Signore fu più vicina, e ne dischiudano le insondabili ricchezze ».(14) Mette conto di soffermarci su questo profondo pensiero di Paolo VI, per far emergere alcune dimensioni del Rosario che meglio ne definiscono il carattere proprio di contemplazione cristologica.

Ricordare Cristo con Maria

13. Il contemplare di Maria è innanzitutto un ricordare. Occorre tuttavia intendere questa parola nel senso biblico della memoria (zakar), che attualizza le opere compiute da Dio nella storia della salvezza. La Bibbia è narrazione di eventi salvifici, che hanno il loro culmine in Cristo stesso. Questi eventi non sono soltanto un 'ieri'; sono anche l''oggi' della salvezza. Questa attualizzazione si realizza in particolare nella Liturgia: ciò che Dio ha compiuto secoli or sono non riguarda soltanto i testimoni diretti degli eventi, ma raggiunge con il suo dono di grazia l'uomo di ogni tempo. Ciò vale, in certo modo, anche di ogni altro devoto approccio a quegli eventi: « farne memoria », in atteggiamento di fede e di amore, significa aprirsi alla grazia che Cristo ci ha ottenuto con i suoi misteri di vita, morte e risurrezione. Per questo, mentre va ribadito con il Concilio Vaticano II che la Liturgia, quale esercizio dell'ufficio sacerdotale di Cristo e culto pubblico, è « il culmine verso cui tende l'azione della Chiesa e, insieme, la fonte da cui promana tutta la sua forza »,(15) occorre anche ricordare che la vita spirituale « non si esaurisce nella partecipazione alla sola sacra Liturgia. Il cristiano chiamato alla preghiera in comune, nondimeno deve anche entrare nella sua camera per pregare il Padre nel segreto (cfr Mt 6, 6); anzi, deve pregare incessantemente come insegna l'Apostolo (cfr 1Ts 5, 17) ».(16) Il Rosario si pone, con una sua specificità, in questo variegato scenario della preghiera 'incessante', e se la Liturgia, azione di Cristo e della Chiesa, è azione salvifica per eccellenza, il Rosario, quale meditazione su Cristo con Maria, è contemplazione salutare. L'immergersi infatti, di mistero in mistero, nella vita del Redentore, fa sì che quanto Egli ha operato e la Liturgia attualizza venga profondamente assimilato e plasmi l'esistenza.

Imparare Cristo da Maria

14. Cristo è il Maestro per eccellenza, il rivelatore e la rivelazione. Non si tratta solo di imparare le cose che Egli ha insegnato, ma di 'imparare Lui'. Ma quale maestra, in questo, più esperta di Maria? Se sul versante divino è lo Spirito il Maestro interiore che ci porta alla piena verità di Cristo (cfr Gv 14, 26; 15, 26; 16, 13), tra gli esseri umani, nessuno meglio di Lei conosce Cristo, nessuno come la Madre può introdurci a una conoscenza profonda del suo mistero.
Il primo dei 'segni' compiuto da Gesù – la trasformazione dell'acqua in vino alle nozze di Cana – ci mostra Maria appunto nella veste di maestra, mentre esorta i servi a eseguire le disposizioni di Cristo (cfr Gv 2, 5). E possiamo immaginare che tale funzione Ella abbia svolto per i discepoli dopo l'Ascensione di Gesù, quando rimase con loro ad attendere lo Spirito Santo e li confortò nella prima missione. Il passare con Maria attraverso le scene del Rosario è come mettersi alla 'scuola' di Maria per leggere Cristo, per penetrarne i segreti, per capirne il messaggio.
Una scuola, quella di Maria, tanto più efficace, se si pensa che Ella la svolge ottenendoci in abbondanza i doni dello Spirito Santo e insieme proponendoci l'esempio di quella « peregrinazione della fede »,(17) nella quale è maestra incomparabile. Di fronte a ogni mistero del Figlio, Ella ci invita, come nella sua Annunciazione, a porre con umiltà gli interrogativi che aprono alla luce, per concludere sempre con l'obbedienza della fede: « Sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto » (Lc 1, 38).

Conformarsi a Cristo con Maria

15.La spiritualità cristiana ha come suo carattere qualificante l'impegno del discepolo di conformarsi sempre più pienamente al suo Maestro (cfr Rm 8, 29; Fil 3, 10. 21). L'effusione dello Spirito nel Battesimo inserisce il credente come tralcio nella vite che è Cristo (cfr Gv 15, 5), lo costituisce membro del suo mistico Corpo (cfr 1Cor 12, 12; Rm 12,5). A questa unità iniziale, tuttavia, deve corrispondere un cammino di assimilazione crescente a Lui, che orienti sempre più il comportamento del discepolo secondo la 'logica' di Cristo: « Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù » (Fil 2, 5). Occorre, secondo le parole dell'Apostolo, « rivestirsi di Cristo » (cfr Rm 13, 14; Gal 3, 27).
Nel percorso spirituale del Rosario, basato sulla contemplazione incessante – in compagnia di Maria – del volto di Cristo, questo ideale esigente di conformazione a Lui viene perseguito attraverso la via di una frequentazione che potremmo dire 'amicale'. Essa ci immette in modo naturale nella vita di Cristo e ci fa come 'respirare' i suoi sentimenti. Dice in proposito il beato Bartolo Longo: « Come due amici, praticando frequentemente insieme, sogliono conformarsi anche nei costumi, così noi, conversando familiarmente con Gesù e la Vergine, nel meditare i Misteri del Rosario, e formando insieme una medesima vita con la Comunione, possiamo divenire, per quanto ne sia capace la nostra bassezza, simili ad essi, ed apprendere da questi sommi esemplari il vivere umile, povero, nascosto, paziente e perfetto ».(18)

Supplicare Cristo con Maria

16. Cristo ci ha invitati a rivolgerci a Dio con insistenza e fiducia per essere esauditi: « Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto » (Mt 7, 7). Il fondamento di questa efficacia della preghiera è la bontà del Padre, ma anche la mediazione presso di Lui da parte di Cristo stesso (cfr 1Gv 2, 1) e l'azione dello Spirito Santo, che « intercede per noi » secondo i disegni di Dio (cfr Rm 8, 26-27). Noi infatti « nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare » (Rm 8, 26) e talvolta non veniamo esauditi perché « chiediamo male » (cfr Gc 4, 2-3). A sostegno della preghiera, che Cristo e lo Spirito fanno sgorgare nel nostro cuore, interviene Maria con la sua intercessione materna. « La preghiera della Chiesa è come sostenuta dalla preghiera di Maria ».(23) … Alle nozze di Cana il Vangelo mostra appunto l'efficacia dell'intercessione di Maria, che si fa portavoce presso Gesù delle umane necessità: « Non hanno più vino » (Gv 2, 3). .... Il sommo poeta Dante la interpreta stupendamente, nella linea di san Bernardo, quando canta: « Donna, se' tanto grande e tanto vali, / che qual vuol grazia e a te non ricorre, / sua disianza vuol volar sanz'ali ».(26) Nel Rosario Maria, santuario dello Spirito Santo (cfr Lc 1, 35), mentre è supplicata da noi, si pone per noi davanti al Padre che l'ha colmata di grazia e al Figlio nato dal suo grembo, pregando con noi e per noi.

Annunciare Cristo con Maria

17. Il Rosario è anche un percorso di annuncio e di approfondimento, nel quale il mistero di Cristo viene continuamente ripresentato ai diversi livelli dell'esperienza cristiana. Il modulo è quello di una presentazione orante e contemplativa, che mira a plasmare il discepolo secondo il cuore di Cristo. In effetti, se nella recita del Rosario tutti gli elementi per un'efficace meditazione vengono adeguatamente valorizzati, ne nasce, specialmente nella celebrazione comunitaria nelle parrocchie e nei santuari, una significativa opportunità catechetica che i Pastori devono saper cogliere. La Vergine del Rosario continua anche in questo modo la sua opera di annuncio di Cristo. La storia del Rosario mostra come questa preghiera sia stata utilizzata specialmente dai Domenicani, in un momento difficile per la Chiesa a motivo del diffondersi dell'eresia. Oggi siamo davanti a nuove sfide. Perché non riprendere in mano la Corona con la fede di chi ci ha preceduto? Il Rosario conserva tutta la sua forza e rimane una risorsa non trascurabile nel corredo pastorale di ogni buon evangelizzatore.

Dalla Lettera Apostolica “Il Rosario della Vergine Maria” di Giovanni Paolo II. Dal Vaticano 16 ottobre 2002.


Il nostro motto e il nostro programma
Conoscere e far conoscere,
amare e far amare la Madonna!

Don Umberto Terenzi






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